Sesso con minorenne, fermato Roman Polanski
27/09/2009 - Il regista polacco Roman Polanski si trova in stato di fermo in Svizzera. E’ stato arrestato sabato ma la notizia si è appresa solo oggi, quando ha messo piede sul territorio elvetico sulla base di un mandato d’arresto spiccato dagli
Il regista polacco Roman Polanski si trova in stato di fermo in Svizzera. E’ stato arrestato sabato ma la notizia si è appresa solo oggi, quando ha messo piede sul territorio elvetico sulla base di un mandato d’arresto spiccato dagli Stati Uniti nel 1978, hanno annunciato gli organizzatori del Zurich Film Festival, che organizza una retrospettiva dedicata al cineasta di origini polacche. Polanski, che doveva ricevere un premio alla carriera al festival, vive in esilio in Europa da 30 anni. E’ fuggito dagli Stati Uniti, dove è accusato di avere avuto delle relazioni sessuali con una minorenne. Polansky, 76 anni, era fuggito dagli Usa proprio nel 1978 dopo aver confessato di essersi drogato e di aver fatto sesso con una ragazza di 13 anni.
Secondo Wikipedia, il regista il 1º febbraio 1978, fu condannato da un tribunale americano per avere avuto un rapporto sessuale con Samantha Geimer, tredicenne all’epoca dei fatti. Secondo la testimonianza della Geimer, il regista, ospite nella villa di Jack Nicholson, avrebbe abusato di lei costringendola ad un rapporto anale mentre questa era sotto gli effetti di droghe e alcool. Il regista patteggiò per l’accusa di stupro ma fu condannato per sesso con una minorenne, quindi fuggì in Francia. Da allora vive fra Francia e Polonia e non ha più messo piede negli Stati Uniti. Nella sua autobiografia, Roman by Polanski, Polanski sostiene che la madre di Samantha Geimer abbia architettato contro di lui un piano per ricattarlo in seguito a un casting couch.
Ebreo, il regista vide la propria famiglia sterminata ad Auschwitz. Tra i suoi più grandi successi c’è Rosemary’s baby e Per favore non mordermi sul collo. Ha vinto una Palma d’Oro a Cannes con Il pianista, e l’Oscar per il miglior regista. Negli ultimi tempi Polanski aveva cercato trattare un accordo con la magistratura americana, offrendo un’ammissione di colpevolezza in cambio di una revisione della condanna. Ma lo scorso maggio un giudice di Los Angeles ha rifiutato l’appello presentato dagli avvocati del regista nato a Cracovia nel 1937, in cui si parlava di scorrettezze compiute durante il processo che nel 1978 portò alla condanna per rapporti sessuali con una minorenne. Il giudice Peter Espinoza aveva detto di non poter esaminare il caso fino visto che l’imputato si rifiutava di presentarsi in aula, affrontando così l’arresto.
La notizia arriva a due giorni da quella della morte in carcere – dove stava scontando l’ergastolo – di Susan Atkins, ex componente del clan di Charles Manson che uccise Sharon Tate, la moglie incinta di Polanski. L’arresto ha provocato la dura reazione del ministro della Cultura francese, Fredric Mitterrand: “Sono stupefatto – ha dichiarato – di apprendere la notizia della cattura di un cittadino francese, che è anche un regista di fama internazionale”. Mitterrand ha proseguito dicendo di aver sottoposto il caso al presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, “che segue la vicenda con grande attenzione. E che si augura una soluzione rapida della vicenda”.
Significative le parole della vittima, riportate dall’Ansa: «Ho chiesto che il caso venga chiuso, che le accuse siano ritirate. Sono diventata vittima delle azioni del procuratore»: così Samantha Geimer, la vittima della violenza sessuale perpetrata nel 1978 da Romam Polanski, il regista di origine polacca per il quale sono scattate le manette oggi in Svizzera. La vicenda emerge da una memoria depositata al tribunale di Los Angeles, datata gennaio 2009, che era chiamata a valutare il ricorso con cui Polanski chiedeva l’archiviazione delle accuse, e pubblicata dal magazine online The Hollywood Reporter. La donna, che oggi ha 45 anni, accusa la corte di aver rifiutato la chiusura del caso, nonostante una sorta di accordo tra le parti risalente a 32 anni fa, teso ad evitare un processo pubblico. «Polanski si dichiarò colpevole, in parte, per salvarmi da un processo pubblico, in cambio, le altre accuse nei suoi confronti vennero fatte cadere», si legge nella memoria. «Sono arrabbiata con il procuratore distrettuale che ha rifiutato di chiudere il caso, dando ancora pubblicità ai luridi dettagli di questi eventi – scriveva Geimer -. Che siano vere o no, la pubblicazione di queste cose causa danno a me, al mio amato marito, ai miei tre figli, e mia madre. Sono diventata vittima delle azioni del procuratore». «Non sono più una bambina di 13 anni… Sono sopravvissuta, sono riuscita a prevalere su ogni eventuale danno che il signor Polanski mi abbia causato», aggiungeva Samantha. In un’altra occasione, partecipando alla proiezione del documentario intitolato «Roman Polanski: Ricercato e Desiderato», la donna riferendosi al regista ebbe a dire che: «Non credo che sia un soggetto pericoloso per la società. Non credo che debba essere rinchiuso per sempre. Credo volessimo metterci questa storia alle spalle, vedere Roman Polanski in una prigione non ci avrebbe aiutato a raggiungere questo obiettivo». Samantha, che ora vive alle Hawaii, possiede una piccola società in cui lavora assieme al marito David, ed al resto della famiglia.













Infatti non giustifica pre niente il fatto accaduto sono d'accordo con te. Mi pare stiamo dicendo la stessa cosa. Io mi riferivo nel primo post a mie personali considerazioni.
Che sono tra l'altro inconfutabili me ne darai atto. Nel primo caso basta vedere ''Bibi'' Benjamin Netanyahu all'Onu con le piantine di Aushwitz in mano quasi a sottolineare, che un eventuale azione ''preventiva'' contro Ahmadinejad, ''vedete sono queste piantine che la giustificano'' ( nel caso dei bambini palestinesi idem). Nel secondo caso commento i giudizi che come ti ho scritto si sono da sempre dati sulla vicenda, non nel pezzo in questione, se mi permetti l'off-topic di misura. Bon Nuit.
Fatti poi spiegare da sua eccellenza il saputone cosa intende per lettore normale.
“Infatti non giustifica pre niente il fatto accaduto sono d'accordo con te. Mi pare stiamo dicendo la stessa cosa. Io mi riferivo nel primo post a mie personali considerazioni.”
Adesso sì. Prima eri tu a dire: “Come lo Stato di Israele non è giusticato dalla Shoà, quando tira di fucile ad alzo zero sugli inermi pargoli palestinesi, che lanciano pietre con la fionda, così Polansky Roman non è giustificato dalla Shoà se lo infila nel culo a una minorenne. Forse neache nel caso di una maggiorenne se non è consenziente”. Come a voler confutare un'argomentazione che nell'articolo non era presente
facile: tutti tranne te.
Il grigiore non mi è mai piaciuto lo prendo per un complimento! Grazie.Ciao
a me pare che se è èur vero che esiste una vittima doppiamente violentata dalla riproposizione di un vecchio caso, è altrettanto vero che compito degli stati e della gioustizia degli stati sia comunque di perseguire un porcone che stupra minorenni e che potrebbe continuare a farlo se non castrato sessualmente ed evirato
Polansky è un genio e come tutti i geni non soffre di medietà come Vakulinciuk.
Lui eroe della cagata pazzesca Fantozziana ovviamente conosce solo la normalità.
E reprime stalinisticamente chi se ne discosta inquietato. Psychokit perfetto.
evirazione chimica daccordissimo
No io parlavo di quella fisica. Via le palle.