Il pittore

27/09/2009 - Il ragazzo completò con calma la pistola guardando dentro un sacchetto di carta che teneva stretto. Lo vidi guardare le bombolette e poi ad una ad una, con rabbia e desolazione, lanciarle lontano. Il mio cuore cominciò a battere all’impazzata,

     
 

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Il ragazzo completò con calma la pistola guardando dentro un sacchetto di carta che teneva stretto. Lo vidi guardare le bombolette e poi ad una ad una, con rabbia e desolazione, lanciarle lontano. Il mio cuore cominciò a battere all’impazzata, le mie gambe si avviarono da sole e le mie braccia si allungarono a catturare le sue che dalla busta di plastica stavano tirando via un oggetto scuro che si rivelò essere proprio quello che pensavo: una pistola, vera.

Quando sentii tra le mani il ferro freddo tirato con tutta la sua forza gli urlai:

“No, non farlo, ti prego”“Ehi, chi sei? Che ti importa, chi ti conosce?”“Nessuno. Solo uno che ti capisce”“Ma capisce cosa? Ma che ne sai?”
“So solo quello che mi hai detto, solo il messaggio che hai lanciato in quei disegni, l’ultimo gancio prima del baratro. Io mi ci sono attaccato a quel gancio e tu non puoi più affondare”

Dapprima il ragazzo mi guardò strano come se non afferrasse quello che dicevo, poi cominciò a tremare, quel tremolio incontrollabile di chi ha la febbre alta. Poi mi guardò e con tutto il fiato diede un urlo tremendo che gli squarciò la gola proprio come nel disegno e che finì in un pianto tra le mie braccia.

“Non sei il solo che non è ascoltato dalla società o dalla propria famiglia, perfino dalla propria ragazza. Ma crescendo capirai che non sono loro che non ti ascoltano ma tu che parli un’altra lingua. Impara la lingua degli altri e vedrai che anche gli altri capiranno la tua”
“Ma almeno tu mi hai capito”
“E starò qui ogni volta che vuoi, a guardare i tuoi disegni e a cercarti nelle notti più buie. Ora butta via quel ferrovecchio e andiamo via che il mio cane sta prendendo freddo”.

Se qualcuno fosse passato per la periferia quella sera, tra la spazzatura e il degrado, avrebbe di certo notato uno strano barcollante terzetto: un giovane metallaro abbracciato ad un anziano e paffuto signore con un cane che, ad ogni angolo, cercava inutilmente di alleggerirsi della sua cena.

     
 

3 Commenti

  1. Pingback: Il pittore : Giornalettismo

  2. lisa72 scrive:

    Sei proprio BRAVO!!!!!!! ^_^

  3. Lucia scrive:

    Non riesco a vedere in un graffito, a differenza di un quadro, un fatto emozionale, anche se qualsiasi disegno ti fa penetrare nell'intimo di un'artista, e i graffiti lanciano solo messaggi di inadeguatezza, urlo di un'anima inquieta.

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