Mix, il Festival del cinema gay
22/06/2012 - Milano scommette sui film a tematica queer
Da venerdì 22 giugno a giovedì 28 il teatro Strahler di Milano ospita il Mix, una rassegna cinematografica indipendente sul cinema gay, lesbico e queer. Ecco cosa dobbiamo aspettarci nell’edizione di quest’anno, la ventiseiesima.
PERCHE’ IL CINEMA - Parlare di “comunità” lgbt a Milano è una parola grossa: essa è dispersa in mille rivoli, poco visibile (ma molto presente) e praticamente sprovvista di autonarrazione. Le occasioni di divertimento non mancano, mentre poche sono le situazioni d’aggregazione intorno a libri, cinema o un qualsivoglia pretesto culturale. La più visibile eccezione in questo senso è il Festival Mix, che da ormai 26 anni propone una maratona di film a tematica lgbt ormai riconosciuta e apprezzata a livello internazionale. Se non si può parlare di un momento di gloria per il cinema gay in Italia, sicuramente esso sta guadagnando autorevolezza: il Torino GLBT Festival fa sempre più parlare di sé e persino al festival di Venezia il Queer Lion, dopo sette anni di clandestinità, dal 2010 è patrocinato dalla Regione e dal Comune.
DIETRO AL PROGRAMMA - Il tema di quest’anno è “Happy Together”, che nelle intenzioni del direttore artistico Giampaolo Marzi vuole andare all’osso raccontando le emozioni di una relazione omosessuale, inclusa una felicità spesso difficile da far riconoscere all’esterno. Con Rafael Maniglia e Claudia Mauti – che insieme a Marzi hanno curato il programma – parliamo della percorso di selezione dei film: la programmazione è messa insieme passando per i due omonimi festival di New York e São Paulo, la Berlinale, il BFI London Lesbian & Gay Film Festival e cercando con un bando di concorso opere inedite. Il respiro dunque è internazionale e fa del festival italiano una realtà ben inserita nel circuito mondiale: alcuni membri dello staff lavorano anche per le edizioni d’oltreoceano, mentre il programmers meeting che si tiene nel contesto del festival berlinese è un immancabile appuntamento per confrontarsi non solo con altre realtà affini, ma anche con registi e distributori. Proprio qui ad esempio è stata reclutata una delle première, Frauensee di Paul Zoltan.
Guarda le foto dei film in concorso:
Oltre al macrotema ufficiale del Mix ogni anno i film – i corti specialmente – si auto aggregano per selezione naturale in filoni:gli argomenti trattati forniscono secondo Claudia una buona fotografia delle urgenze e dello “spirito del tempo”. E così se qualche anno fa l’impellenza era raccontare il coming out, il momento in cui si rende pubblica la propria omosessualità nel proprio circondario sociale, molti autori si sono in seguito concentrati su un superamento di questo momento iniziale e su questioni come la maternità delle donne lesbiche. La “novità” dell’anno da questo punto di vista è rappresentata da film che trattano la terza età, nella quale viene a galla tutto un corollario di diritti negati nel corso della vita. Il festival ospita questa problematica con il film di chiusura, “Cloudburst”, un road movie che racconta la storia di una coppia di donne che sceglie di andare a vivere in Canada per salvare il proprio legame dagli acciacchi dell’età e dai parenti invasivi.




























Perchè mancano luoghi di aggregazione intorno alla cultura della comunità lgbt milanese?
Semplice: fino a quando l’arcigay considererà propri circoli gli scannatoi sparsi per la città come pensate che cresca l’attenzione alla cultura???
“Un secolo fa” c’era il Querelle, che bei ricordi.
Ora io sono felicissimo di non essere più socio dell’arcigay, gli unici locali frequentabili di Milano sono infatti quelli che nulla hanno a che vedere con la stessa.