“Le leggi sul lavoro frenano l’economia italiana”
di Redazione - Italian style: le critiche del Wsj
Sono le legislazioni sul lavoro a frenare l’economia italiana: questa in sintesi la conclusione di un lungo, e in alcuni tratti ironico, commento pubblicato oggi dal ‘Wall Street Journal’. Il giornale riferisce che il premier italiano Mario Monti ha varato un nuovo decreto sulla crescita per far risollevare ‘l’economia moribonda dell’Italia’.
Incentivi alla ricerca, crediti di imposta per l’assunzione di alte professionalita’, fino alla vendita di alcuni asset.
‘Potranno queste misure risolvere i problemi dell’economia italiana?’ si chiede Wsj. E si da’ anche una risposta: ‘Solo nel senso che teoricamente e’ possibile svuotare il lago di Como con mestolo e cannuccia’.
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LEGGI E COSTI - Di seguito illustra tutte le leggi e i costi che un imprenditore deve affrontare nella gestione del personale. ‘Immagina di essere un ambizioso imprenditore italiano che cerca di avviare un nuovo business’, scrive il Wsj, portando una serie di esempi e concludendo che non solo tutte queste protezioni e assicurazioni ‘sottraggono il 47,6% dalla media delle paghe italiane, secondo l’Ocse’ ma anche che ‘tu, al posto dell’imprenditore, sei consapevole di cio’ e allora si puo’ spiegare la tentazione di restare ‘piccoli’ e tenere quanto possibile del tuo business fuori dai bilanci. E questo mercato grigio e nero misura per piu’ di un quarto dell’economia italiana’. Poi la conclusione ironica: ‘Con un po’ di fortuna comunque puoi scoprire – dice Wsj rivolgendosi all’ipotetico nuovo imprenditore italiano – una scappatoia nel nuovo decreto Sviluppo di Monti che ti consente di assumere un po’ piu’ di persone senza incorrere in troppi costi, a condizione che tutti i nuovi assunti siano disabili, provenienti dalla Sardegna, con gli occhi blu e tra i 46 e 53 anni’.(ANSA).
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invece le tasse per mantenere intatti i vostri privilegi?
la democrazia , il progresso e’ tutto basata sulle leggi .questa e la verita’ anche se puo’ dare fastidio a queste persone
Non è vero che la frenano, almeno in modo sostanziale. Le imprese avrebbero bisogno di sgrav fiscali, di agevolazioni sulle assunzioni a tempo indeterminato, di effettuare assunzioni per skill, di controlli su tutte ueste operazioni e principalmente avrebbero bisogno di operare su di un mercato con concorrenza leale, non come il nostro, che è invaso dai cinesi. Costoro immettono direttamente i loro prodotti scadenti senza alcun controllo sulla qualità e evadendo somme mostruose.
In fondo hanno ragione. Il paradosso è che gli imprenditori si sentono troppo soffocati dalle norme protettive e che, nonostante ciò, la maggior parte dei lavoratori una protezione da un’eccessiva debolezza contrattuale proprio non ce l’ha. Questo perchè gli imprenditori, come anche lo Stato, cercano scappatoie per fuggire dalla rigidità. Con la riforma del lavoro si è fatto troppo poco e non sono soddisfatti nè lavoratori nè imprenditori.
chi è stipendiato dalla p.a si legge tra le note-fa l’equilibrista…cioè sotto sotto dice:pigliatevela in quel posto,noi avremo sempre chi ci coprirà anche se siamo poco…all’equilibista diciamo: mettiti in aspettativa prova a fare l’autonomo …o il precario e vedi come ti va…può darsi che svolti nella vita invece che stare ad aspettare il 27 e lamentarti
+ licenziamenti = + assunzioni (a breve termine) = indici di disoccupazione più rosei = + liberismo perchè sembra che il paese stia bene