Lo trovate nella prima pagina del Giornale, affiancato al pezzo di Renato Farina che difende il progetto di legge sul testamento biologico: un altro pezzo, firmato dal direttore Vittorio Feltri, che invece critica quel testo. E – sorpresa sorpresa! – dice che ha ragione il presidente della Camera. Testuale: “Caro Renato, ignoro se l’ispiratore della lettera che sollecita un cambiamento della legge sul testamento biologico sia stato Gianfranco Fini. Quand’anche fosse così, non avrei difficoltà a dichiararmi d’accordo con lui“.
Colpo di scena, amici: il direttore del quotidiano fondato da Montanelli non si chiede più dove vuole arrivare il “Compagno Fini”. Anzi: adesso, come per magia, Feltri ha capito tutto: “Non è lecito in materia di fine vita trasformare in legge quello che è un atto di fede“. Ullallà: è proprio quello che sostiene il presidente della Camera (oltre alla maggioranza degli italiani non fondamentalisti, quindi escluso Farina). Insomma, una legge seria sul testamento biologico ormai è alle porte: se persino Vittorio l’ha capito, c’è speranza anche per Gasparri.
P.S.: oggi Sergio Rizzo sul Corriere della Sera si indigna per l’aeroporto di Viterbo. Infrastrutture da rifare, Ciampino che deve rinunciare al low cost, Ryan Air che minaccia di andarsene. Avevamo scritto le stesse cose qui, il 27 gennaio. E ribadito in maggio. Meglio tardi che mai.



Beh, oddio, ad essere sinceri sull'argomento del testamento biologico Feltri non ha fatto che confermare le posizioni da lui sempre assunte in passato, ergo non mi pare che abbia piegato il capo di fronte a Fini. Feltri ha uno strato di pelo sullo stomaco spesso una spanna, ma qualche volta riesce a mantenere un minimo di coerenza con se stesso.