Il fatto del giorno è Il Fatto Quotidiano

24 settembre 2009

Normalmente quando viene fondato un nuovo giornale in un paese democratico la notizia ha una eco limitata proporzionale agli investimenti fatti in termini pubblicitari per promuoverlo. La cortesia vuole che i colleghi facciano gli auguri al Direttore e alla nuova redazione e che i politici sfruttino l’evento per spolverare la solita tirata su quanto è bella la democrazia perché consente la nascita di nuove voci libere e indipendenti. Ovviamente anche i politici fanno gli auguri al nuovo arrivato e nel rito propiziatorio non devono mancare messaggi di stima e di riconoscimento dei rispettivi ruoli, confermati dalla presenza tra le pagine del numero uno di interviste a personaggi autorevoli proporzionate all’importanza della pubblicazione. Il Fatto Quotidiano nasce con auspici totalmente diversi, e sicuramente non riceverà gli auguri di buona parte della classe politica italiana.

Partiamo dai numeri, che a quest’ora stanno girando per tutta la rete. Il Fatto Quotidiano ha una gestazione molto differente ed esordisce in modo scomposto rispetto al trend nazionale della stampa. Fa un certo effetto dover parlare di una partenza clamorosa in termini di vendite, con la tiratura iniziale di centomila copie esaurita già alle 8:00 di mattina che ha costretto a ristampare altre cinquantamila copie distribuite nella sola Milano e che ha fatto schizzare a duecentocinquantamila copie la tiratura del secondo numero, ovvero il 150% in più dopo un solo giorno nelle edicole.  Visto che siamo sul web, stupisce anche sapere che dei trentamila e più abbonati il 70% circa ha scelto la versione PDF del giornale, ovvero che un prodotto virtuale riesce a vendere ventunomila e passa copie in Italia e non è ne un porno, ne una suoneria per cellulari. Se avete un minimo di pratica con il mondo del commercio online, dovreste sapere che è difficilissimo riuscire a vendere un prodotto digitale a un’utenza generalmente in grado di reperire copie gratuite un po’ di tutto (musica, videogiochi, film e così via), per quanto illegali, sui vari muli e torrenti.

Per cercare di capire cosa è Il Fatto Quotidiano bisognerebbe scrivere un testo di storia dei mezzi di comunicazione di massa in Italia che esaminasse in dettaglio i rapporti tra la politica e i media nell’era berlusconiana, compito non adatto a un singolo articolo. Riassumendo possiamo affermare che il nuovo giornale di Padellaro nasce dalle ‘scorie’ del sistema dell’informazione monocratico raccolte tutte insieme grazie a internet. Sarebbe bello se il direttore rispondesse alla domanda, piuttosto retorica: “esistereste senza la rete?” e sarebbe anche bello capire com’è stato possibile che nell’epoca di internet sia nato un giornale cartaceo di successo proprio grazie a un mezzo di comunicazione apparentemente in totale antitesi. Quello che voglio dire è che sfogliando il primo numero appare chiaro a chi dovrebbero andare buona parte dei crediti della sua esistenza, visto che molte delle firme sono ben note ai frequentatori dei siti d’informazione del web. Sia chiaro che non è una colpa e, anzi, fa piacere vedere che i mesi passati a cercare, leggere e scambiare informazioni da parte di migliaia di utenti abbiano prodotto un giornale che è riuscito a raccogliere molte delle fonti d’informazione considerate ‘pregiate’ dai naviganti. Voglio soltanto mettere in evidenza che la spinta propulsiva a mettere insieme Il Fatto Quotidiano è arrivata dal supporto e dai successi avuti grazie alla rete e al suo potere di ‘rimbalzo’, una nuova forma di opinione pubblica meno statica e più attiva di quella tradizionale, troppo spesso sottovalutata dalla politica e dall’informazione italiana che l’ha sempre (o quasi) denigrata (verrebbe quasi voglia di mandare un sms a Riotta).

Soffermiamoci sulla prima pagina, che va letta con molta attenzione. Molti si aspettavano un attacco diretto a Papi, ovvero un qualche titolo salace che parlasse di prostitute e orge varie. Invece il titolo d’apertura è “Indagato Letta”; sommario: “Da 10 mesi e nessuno ne parla”. La scelta non è casuale e non è neanche banale. Lungi dal voler inseguire il fatto del giorno, che per un primo numero non è essenziale, il direttore definisce lo spazio ideale che il quotidiano andrà ad occupare nel mondo dell’informazione italiana e lo fa non solo sottolineando che sta per raccontare un fatto ignorato dagli altri mezzi d’informazione per ben dieci mesi, ma anche puntando il dito contro un personaggio di potere che ha contribuito a creare buona parte della fortuna politica di Berlusconi, ma che è sempre stato dietro le quinte ed è apparso pochissimo sui media. Una vera e propria scelta programmatica, quindi, che è molto più esplicativa della linea del giornale di quanto lo sia l’editoriale di Padellaro stesso:“Ci chiedono: quale sarà la vostra linea politica? Rispondiamo: la Costituzione della Repubblica. Non è retorica, ma drammatica realtà. Prendete il principio di legalità sancito dall’articolo 1. Cosa c’è di più rivoluzionario in un paese dove ogni giorno la legge viene adattata ai capricci dell’imperatore e dei suoi cortigiani?”

15 commenti a Il fatto del giorno è Il Fatto Quotidiano

  1. no, volevo dire: complimenti al grafico, è quasi peggio del nostro! :P

  2. Lucia

    Chissà, forse un giorno anche Giornalettismo diventerà un quotidiano cartaceo! ;)

  3. @Lucia, parlavi di me? mi vuoi tutto di carta?:)

  4. eh, i tempi cambiano, repubblica supera youporn piazzandosi al 13mo posto nella classifica italiana Alexa e c'è chi sostiene anche che gli scaricatori di emule siano i maggiori consumatori di musica fuori dalla rete, quelli che comprano ancora i cd per intenderci e che vanno ai concerti (se ritrovo un link te lo passo). Detto questo, penso che quando c'è “sentimento” ( e i lettori del fatto e dell'antefatto e gli italiani in generale ce l'hanno se non ne hanno paura) si possa fare molto e anche di più.

  5. Giusto per la cronaca, l'occhiello è quello che sta sopra il titolo. Quello che sta sotto si chiama “sommario”.

    “Da 10 mesi e nessuno ne parla” è dunque un sommario e non un occhiello.

  6. vero, colpa mia che non ho corretto e non di Simone. Edito.

  7. Frank

    e noi un grafico non ce l'abbiamo nemmeno!1

  8. sempre a deresponsabilizzarti, tu, jeffgoldblum del tavoliere.

  9. Lucia

    …anche! :)

    “le parole nere sulla carta bianca sono l'anima messa a nudo”.(Guy de Maupassant)

  10. olandese volante

    …halleluja halleluja, e' nata la nuova BIBBIA che ci accompagnera' in questo millennio e per tutti i secoli dei secoli amen…Buffoni…

  11. Frank

    A deresponsabilizzarmi E a cercare una grafica single con la quale inaugurare un giuoioso rapporto di collaborazione.

  12. Tetsuo

    “te c'hai gross' crisi” (cit. Quelo)

  13. ti avevo scritto che se mi fosse riuscito di ritrovare il link…Eccone uno, non è quello che avevo letto io, ma anche qui si riporta uno studio che premia gli utenti del P2P come maggiori consumatori di “cultura e intrattenimento” anche fuori dalla rete musica http://www.maxkava.com/2009/08/chi-usa-il-p2p-c...

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