Ru486: nel Pd è anche questione di immagine
23/09/2009 - Nel partito di Franceschini la battaglia tra laici e cattolici non si fa attendere nemmeno sulla pillola abortiva. Pur di apparire coesi nel dibattito si prova a rinviarlo. Almeno fino al congresso. E’ ancora bufera nel Partito Democratico sui temi
Nel partito di Franceschini la battaglia tra laici e cattolici non si fa attendere nemmeno sulla pillola abortiva. Pur di apparire coesi nel dibattito si prova a rinviarlo. Almeno fino al congresso.
E’ ancora bufera nel Partito Democratico sui temi etici. Questa volta
incarnare il ruolo di guastafeste tocca a Dorina Bianchi, medico, parlamentare del 2001, adesso senatrice e componente della Commissione Sanità, dove ieri, pur essendo capogruppo del Pd, ha deciso di dissociarsi dai compagni di partito e di votare sì ad un’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva, la Ru486, aggiungendo, così, il suo voto a quello della maggioranza di centrodestra. Piovono le polemiche interne al partito di Dario Franceschini, che, ancora una volta, si interroga sulla libertà di coscienza e sulla necessità di non apparire divisi, soprattutto ora che c’è il congresso.
DOMANI SI’, OGGI NO - In realtà la senatrice Bianchi un motivo per scagionarsi dalle critiche dei compagni di banco le stanno rivolgendo in queste ore ce l’ha. Riferiscono alcuni senatori presenti alla riunione che ci sarebbe stato null’altro che un equivoco tra le fila democratiche. E poco c’entrerebbe l’aborto e la scienza medica. Anna Finocchiaro avrebbe trattato con il presidente della commissione Sanità, Antonio Tommasini, e con la maggioranza alcune condizioni affinchè ci fosse l’adesione del Pd all’indagine, a partire da una condizione temporale: l’indagine sarebbe dovuta partire non immediatamente, bensì dopo il Congresso del Pd che si concluderà il 25 ottobre. Ma il Pdl ha “cambiato le carte in tavola”, osserva Maria Pia Garavaglia, non accettando le condizioni prima concordate col Pd. A questo punto, ha detto alla riunione Finocchiaro, Dorina Bianchi avrebbe dovuto ritirare l’assenso del Pd all’indagine conoscitiva, essendo cambiate le condizioni. Ma così non è stato e Bianchi ieri ha votato sì, come anche gli altri gruppi di opposizione, Udc e Idv. Insomma, per i leader democratici se è opportuno fare o meno un’indagine conoscitiva su temi delicati come quelli che riguardano l’etica è anche una questione di marketing politico: bisogna bene valutare a priori se le eventuali ricerche possono o meno danneggiare l’immagine e soprattutto la coesione del loro partito. In piena fase congressuale meglio, quindi, non rischiare di dividersi su temi etici.
LIBERTA’ DI COSCIENZA - Ne parla a chiare lettere il deputato dell’Udc Luca Volonté, che prova a mettere il dito nella piaga: “Il dibattito congressuale ha ottenebrato la ragione nel Pd. Lo stesso segretario Franceschini sta dimostrando sul caso Bianchì una assoluta mancanza di rispetto per la libertà di coscienza e una preoccupante allergia ad ogni dissenso interno. Tutta la politica deve preoccuparsene”. Debora
Serracchiani vede, invece, il problema dal lato opposto e, sulla falsa riga degli altri democratici, quel ricorso al voto di coscienza lo stigmatizza, non lo vede di buon occhio, almeno in questa fase: “Questo sulla Ru486 è più di un passaggio parlamentare è un banco di prova per tutto il Partito democratico, chiamato a non deludere gli italiani su una linea di laicità e coerenza”. E anche qui ritorna il timore di apparire divisi all’interno.
ASSIST VINCENTE - Chissà che in questa direzione non debbano essere lette pure le dichiarazioni del democratico Fioroni che prova a stroncare sul nascere le possibilità che l’indagine determini scelte politiche diverse da quelle fatte finora. Fioroni esce allo scoperto gettando acqua sul fuoco e parlando del rischio di servire su un piatto d’argento un vero e proprio assist alla coalizione di centrodestra. Prova a minimizzare del tutto l’importanza dell’indagine conoscitiva, che, a suo parere, non dovrebbe cambiare le carte in tavola: “Come sempre, si solleva una tempesta in un bicchier d’acqua e si fa un grande favore al governo. Gli organismi competenti e il ministero avevano dato il via libera alla Ru486 dopo aver dichiarato per mesi che non sarebbe mai successo. Non è di certo un’indagine conoscitiva che cambia le decisioni assunte”. E mentre il Pd discute, non si lascia scappare l’occasione di sfruttare al meglio quell’assist il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi: “Quello che sta accadendo nel Partito democratico sul tema della pillola abortiva Ru486 è una dimostrazione ulteriore del fatto che all’interno di quello schieramento i cattolici sono una minoranza mal sopportata. Eppure, il via libera all’indagine conoscitiva da parte della senatrice Bianchi è un gesto di assoluto buon senso, un esempio di quella politica che mette al centro la persona e ha a cuore anzitutto la salute delle donne. E pensare che c’è anche chi, nel Pd, ha il coraggio di accusare la maggioranza e il Governo di non avere alcun rispetto per i cattolici”. Pare che abbia ragione. Col dibattito sulla pillola abortiva si potrà scrivere un nuovo capitolo sulle divergenze tra laici e cattolici nel centrosinistra italiano. I laici e i cattolici che non hanno voglia di accettare compromessi non si lasceranno sfuggire l’occasione per lanciare l’ennesima sfida intestina.













Ah, non c'è niente da fare: il Pd non riesce ad accettare fino in fondo ed anzi a proporre come suo elemento distintivo (ovviamente gestendolo in maniera ragionevole) ciò che indirettamente ha accettato nel momento della sua costituzione: la sua natura intrinsecamente plurale su determinati temi, quali soprattutto quelli cosiddetti “bioetici”.
Nel Pd la linea unica su quei temi è un'utopia, per cui i democrats possono far finta di niente o fare tutte le acrobazie del mondo per cercare di occultare il fatto, ma poi torna sempre a galla e il Pd ci fa una figura da chiodi. Sarebbe più credibile se lo riconoscesse pubblicamente e:
1. lasciasse libertà di coscienza in materia, tranne quando è direttamente in ballo la tenuta di una maggioranza (vedi la mostruosità del voto di sfiducia di Paola Binetti sul decreto sicurezza con comma anti-omofobia nel novembre 2007)
2. indicasse di volta in volta chiaramente quale è la linea prevalente, pretendendo dalle voci dissenzienti che riconoscano il proprio carattere minoritario
3. evitasse di dare l'incarico di capogruppo nelle varie commissioni ai rappresentanti delle posizioni minoritarie sui temi in esse trattati
Nel testo della mozione Franceschini questo tipo di presa di coscienza e di modalità di gestione del dato di fatto sembrerebbe emergere, eppure ecco che Debora Serracchiani prende una posizione che va in direzione esattamente contraria (e gli italiani resteranno a maggior ragione delusi)
insomma il pd non è nè carne nè pesce.
francamente la minoranza cattolica la malsopporto pure io che nel pd non ci sto.
comunque, anche dall'altra parte ci sono “DISSIDENTI” solo che lì c'è un capo che detta la linea e gli altri lo seguono, altrimenti fori dalle palle.
Nel pd non funziona così ed è qui che casca l'asino.
Comunque la minoranza cattolica oltranzista ed estremista andrebbe cacciata a calci fuori dalle istituzioni. Sono un danno non una ricchezza. Ma guai a dirlo, si rischia. E chissà cosa.
a mio parere ol PD è la dimostrazione che le idee volano in cielo, ma gli uomini che devono applicarle hanno i piedi ben piantati nel fango
il partito che doveva essere esso stesso parlamento e luogo di confronto tra nobili cavalieri il cui unco scopo era la difesa del debole ed il benessere collettivo…..è una granclooaca in cui trionfano gli egoismi a scapito deglo altruismi
nel meridione stiamo tentando di ripetere un' esperienza simile al PD che vede unite destre e sinistre allo scopo di ottenere l' autonomia delle ns terre
io credo in una futura forma di confederazione
mi sto confrontando con altri patrioti….e stiamo confrontando le idee…..
la strada sembra lunga, ma procediamo e miglioriamo costantemente
il prox fronte politico che si aprirà sarà la lega del Sud
ho molto altro da dire, ma mi fermo
E' una banda che non può stare in piedi, andrebbe ripulita dei fanatici e dei vecchi dirigenti, finirà a pesci in faccia o con un compromesso peggiore dei pesci. La criminalità è alle porte, quando faranno l'alleanza Silvio e Cuffaro, nemmeno Fini ci potrà salvare. Vedo Nero, ma per colpa nostra, Berlusconi non ha molti meriti, il principale è quello di essersi scelto personalmente i buffoni da mandare in Parlamento, mentre gli altri in maniera democraticamente ipocrita, hanno mandato i rappresentanti di tutte le lobby, congreghe e chi più ne ha …..