Marijuana di stato
di Tommaso Caldarelli - 21/06/2012 - Per combattere narcotraffico e violenza l'Uruguay si attrezza
L’Uruguay ha deciso. Lo stato sudamericano da anni preso in mezzo nella terribile guerra del narcotraffico, con tassi di violenza che ormai si fanno preoccupanti, venderà la marijuana attraverso strutture statali, una rete di punti-vendita nel quale la distribuzione non sarà libera, ma controllata, nel senso che chi fa uso di stupefacenti sarà iscritto in appositi registri. Le sigarette saranno opportunamente tassate e con questi introiti l’Uruguay finanzierà i progetti di recupero dei tossicodipendenti.
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UN’IDEA - Il Frente Ampio, coalizione di sinistra socialdemocratica che governa l’Uruguay, ritiene in questo modo di riuscire a sferrare un colpo mortale all’industria della droga e del narcotraffico. “La vendita di marijuana”, ricorda El Pais, solo omonimo del quotidiano spagnolo, “non sarà libera, ma regolata”: il governo ha dichiarato una vera e propria “guerra alla pasta base” di cocaina, principale stupefacente il consumo del quale, ricorda Wikipedia, è cresciuto in Uruguay del 400% negli ultimi anni. La PBC è “alla base del gran numero di delitti che si compiono, principalmente fra i minori”, scrive El Pais.
CI PENSA LO STATO - Così, il piano è di mettere in piedi una vera e propria rete statale di vendita di Marijuana, controllata, tassata, registrata: “La qualità delle sigarette sarà stabilita dallo stato.
Ogni consumatore avrà un certo numero di sigarette da consumare, chi eccederà sarà avviato ai programmi di riabilitazione”. L’Uruguay pensa che “nei paesi in cui la vendita di marijuana è legalizzata, il consumo è calato” e vale la pena ricordare che già ad oggi la vendita di stupefacenti leggeri in Uruguay non è reato: il piano dunque è di fare un passo ulteriore, arrivando ad una regolamentazione. Anche per i consumatori seriali di pasta base di cocaina il governo sta pensando a degli interventi di recupero, compresa l’ipotesi di “internazione coatta”, definita un ”intervento sanitario riabilitativo” possibile però solo con la firma di due psichiatri che certifichino che il soggetto non può fare a meno di un regime così gravoso.
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CONTRO LA VIOLENZA - In effetti molte forze politiche interne alla coalizione del Frente Ampio si dicono contrarie ad interventi così netti. Secondo il ministro della Difesa Eleuterio Fernandez Huidobro la nuova politica “punta ad indebolire i grandi trafficanti sottraendogli quote di profitto”. “Dobbiamo chiederci cosa sta succedendo nel nostro paese”, ha detto il presidente dell’Uruguay Jose Mujica, “perché facciamo così tanta fatica a vivere tutti insieme, perché c’è così tanta violenza”.
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scelta sacrosanta
a quando l’abrogazione della rivoltante e criminogena legge Fini-Giovanardi? una roba degna dell’Iran