Il No Tav candidato per il MoVimento 5 Stelle?

di - Alberto Perino smentisce tutto

Il No Tav candidato per il MoVimento 5 Stelle?
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Non ne ha nessuna intenzione, dice lui. Alberto Perino smentisce quanto attribuitogli da Lo Spiffero, quotidiano on line solitamente beninformato, sulla possibilità di una sua candidatura con il MoVimento 5 Stelle:

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«Non ho alcuna intenzione di candidarmi, neanche mi pagassero. Sono già sovraesposto. E poi, basterebbe leggersi il sito di Beppe Grillo per vedere chi può candidarsi: bisogna essere giovani e incensurati. Io non sono in possesso di nessuna di queste due precondizioni». Una condanna, Perino, l’ha presa nel 1972, con l’accusa di «stampa clandestina. Ma ho anche una serie di denunce, dovute alla mia lotta contro il Tav, da far paura…». No, esclude di poter scendere in politica: «Nessuno si sogna di fare cose del genere. Qui in Valle ho già avuto gente che mi conosce molto bene e che mi ha detto: guarda che se ti candidi perdo la stima in te. Sa, noi abbiamo l’esempio del sindaco di Sant’Antonino che ha utilizzato il movimento dei No Tav per costruirsi la sua carriera politica. Io invece tutto quello che ho fatto non l’ho mai fatto per secondi fini. Non vorrei cominciare oggi».

Eppure, Alberto Perino a Beppe Grillo piace da matti. E infatti il leader del M5S, a fine 2011, l’aveva nominato personaggio dell’anno, piazzando con un fotomontaggio la sua faccia da montanaro rude e barbuto sotto la testata del settimanale Time. Scrivendo poi sul suo blog:

«È odiato dai partiti e da sempre nel mirino della magistratura. È un eroe civile. Un italiano che dedica la vita alla sua comunità. Che sfida il Potere, con la P maiuscola. Quanti possono dire lo stesso?». Perino queste parole dice di non averle lette, ma ammette: «Con Beppe siamo amici. Lo stimo moltissimo su molte cose, anche se su altre dissentiamo. Ma questa storia della mia candidatura è una cavolata messa in giro per attaccare lui». C’è chi dice che l’ipotesi di una sua discesa in campo sia legata alla grande visibilità di cui gode (tra i pochissimi, nel M5S). E lui, sollecitato, confessa: «Certo, sono un personaggio già da prima, anche se vorrei essere finalmente ignoto. Nel 1970 abbiamo fondato il “Gruppo valsusino di azione non violenta”. Convincemmo, tra le altre cose, seicento operai di una fabbrica che produceva armi a bloccare la produzione. Insomma io vengo da lontano e vado lontano. Sono conosciuto, non lo nego».

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