L’attacco alla 194 abortito in partenza
di Redazione - La questione di legittimità avanzata dal giudice di Spoleto è inammissibile secondo la Consulta
E’ “manifestamente inammissibile la questione di legittimita’ costituzionale, sollevata dal giudice di Spoleto, sull’art. 4 della Legge sull’aborto, cuore della normativa che regola da oltre trent’anni l’interruzione volontaria della gravidanza. Lo ha stabilito la Consulta, nel corso della Camera di Consiglio che si e’ svolta oggi.
I FATTI – Il riferimento è all’azione del giudice tutelare di Spoleto, che aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale facendo riferimento a una decisione della Corte europea dalla quale “sembra doversi ritrarre la conclusione sostanziale che l’embrione umano è suscettibile di tutela assoluta in quanto ‘uomo’ in senso proprio, seppur ancora nello stadio di sua formazione/costituzione mediante il progressivo sviluppo delle cellule germinali”. Il magistrato ha ritenuto perciò di dover “porre d’ufficio la questione della compatibilità fra tale affermato principio e la facoltà prevista dall’articolo 4 della legge numero 194/1978 di procedere volontariamente all’interruzione della gravidanza entro i primi novanta giorni dal concepimento: ciò comportando, come è ovvio, l’inevitabile risultato della distruzione di quell’embrione umano che, come si è visto, è stato riconosciuto quale soggetto da tutelarsi in modo assoluto nel diritto vivente della Corte europea”.
ERRORE - Beh a quanto pare la Consulta non ritiene, come avevamo riportato anche noi giorni fa, che la richiesta sia ricevibile: l’errore è chiaramente nella premessa. “Sembra doversi ritrarre la conclusione sostanziale che l’embrione umano è suscettibile di tutela assoluta in quanto ‘uomo’ in senso proprio, seppur ancora nello stadio di sua formazione/costituzione mediante il progressivo sviluppo delle cellule germinali”. Perché non sembra proprio, visto che se il legislatore europeo avesse voluto affermare quel principio lo avrebbe scritto chiaramente e visto che la tutela dell’embrione da parte della UE non è mai stata spinta oltre confini definiti esplicitamente che non comprendono una lesione al diritto all’aborto e ancora meno l’equiparazione dell’embrione alla persona umana, come tale titolare dei diritti e delle protezioni che le spettano. Non si vede proprio come il divieto di sperimentazione sugli embrioni umani per ragioni strettamente economiche si possa estendere analogicamente fino a trasformarlo in un divieto d’aborto e non esiste nemmeno alcuna delle premesse intraviste e vantate dal giudice di Spoleto, perché da nessuna nella sentenza europea parte si parla d’embrione come persona.
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evviva l’aborto & l’eutanasia
Gli aerei in guerra bombardano ma non fanno morti, gli embrioni non divengono uomini quindi possono essere giuficati alla pena di morte prematura senza aver compiuto reati, il giuramento di ippocrate impone di fare ricerca (in fin dei conti era solo) per curare la malattia delle pietre (il calcolo ai reni) a quel tempo mortale e dolorosissima in fin dei conti i greci centinaia di anni prima dei Cristo (IV sec a.C.) non erano evoluti come noi…non pensavano fosse più corretta l’eutanasia.
Qui si torna nel medioevo o peggio.