di Alessandro D'Amato (Gregorj)
postato alle 08:50 del 1 Settembre 2008 in Rassegna stampaTorna alla home

I più acuti di voi - ovvero tutti i non totalmente rincretiniti - l’avranno già notato: da oggi Giornalettismo ha una nuova grafica e un nuovo layout. Qualche contenuto in più, qualche contenuto in meno, una diversa paginazione e - last but not least - una nuova pagina per l’articolo, che permetterà, nelle intenzioni degli autori, di concentrare l’attenzione maggiormente sul pezzo, senza essere distratti da altro. Il direttore, purtroppo, rimane lo stesso e tocca accontentarsi (anche se non sono escluse sorprese dell’ultim’ora).

Scegliamo di partire dal primo settembre, perché ci sembra il giorno giusto per ricominciare, dopo l’estate e le vacanze, una descrizione/discussione sulla realtà che speriamo essere il più possibile oggettiva, e insieme il più possibile critica. La nuova home permetterà, per come è strutturata, di ospitare un maggior numero di articoli: speriamo di riuscire a scriverne di buoni. A questo proposito, ricordiamo urbi et orbi che questo è un sito aperto alle collaborazioni esterne. Chiunque può segnalare notizie - anche scrivendo alla email (giornalettismo@gmail.com) - oppure entrare in redazione in pianta stabile, per darci una mano (troviamo qualcosa da fare a tutti, siamo peggio dei piani per la piena occupazione delle dittature), oppure ancora segnalare il suo sit/blog  nel Network. Prima o poi, riusciremo a concretizzare anche quelle iniziative “comunitarie” appena abbozzate che sono necessarie, in tempi come questi. Per fare quello che stiamo tentando di fare: un giornale.

O meglio, come già detto. qualcosa che gli somigli. Un tentativo, nel senso più ampio del termine. L’equivalente del mettersi a fare qualcosa di “collettivo“, unendo e usando le forze e le capacità di ciascuno. Una cosa tipo “playing an active role in the process of collecting, reporting, analyzing and disseminating news and information,” insomma, sempre che sia possibile farlo. E farlo con le “carte in regola”, senza troppe prudenze ma nemmeno trasformandosi in un gattino non appena qualcuno alzerà la voce, visto che pensiamo sia inutile preoccuparsi troppo di quello che si sta dicendo, quando si sta dicendo qualcosa di abbastanza reale, correttamente detto, piuttosto condiviso e di pubblico interesse. E chiunque voglia partecipare segnalando notizie, scrivendo articoli o partecipando al lavoro di redazione, può farlo: abbiamo bisogno dell’apporto di chiunque sia interessato alla “causa“. Se non ci riesce, faremo una bad company nella quale infilare tutti i nostri debiti a carico vostro. Oppure ce la prenderemo con i campeggiatori che si fermano in posti bui. E non dite che non vi avevamo avvertito, eh?

Anche perché altrimenti bisogna darsi alla macchia e all’associazionismo segreto, prendendo esempio dagli Illustri : “L’ex presidente argentino Juan Domingo Peron faceva parte della Loggia P2 ed era entrato nella massoneria nel 1973, poco prima del suo rientro in Argentina dal suo esilio spagnolo. Lo ha rivelato Licio Gelli parlando per telefono alla rivista Perfil di Buenos Aires dalla sua ‘Villa Wanda‘, ad Arezzo, in una intervista in cui afferma anche che in Italia ”si stava meglio quando c’era il fascismo”. ”Peron era massone, io l’ho iniziato a Madrid nel giugno del 1973 nel corso di una semplice cerimonia”, ha assicurato Gelli, 89 anni, ex Gran Maestro della Loggia P2. In quell’occasione, secondo quanto detto dall’ex ‘venerabile‘ alla rivista argentina, Peron sarebbe stato ammesso a far parte del Consiglio supremo della P2. Peron era gia’ stato presidente dell’Argentina da 1946 al 1955. Ritorno’ dal suo esilio spagnolo a Buenos Aires il 20 giugno 1973. Fu eletto di nuovo presidente nel settembre dello stesso anno e mori’ il 1 luglio del 1974. Nell’intervista Gelli ha parlato anche della collaborazione tra la Loggia P2 e la dittatura militare argentina (1976-82). L’ex Grande maestro ha detto che esiste un documento di tre pagine nel quale la P2 assicura la sua collaborazione ai generali argentini. Il documento e’ stato firmato dal generale Roberto Viola, che nel 1981 fu a capo della giunta militare al potere. ”Le cose in Argentina non vanno bene attualmente - dice Gelli a Perfil - si stava molto meglio quando c’era Peron. Anche in Italia si stava meglio quando c’era il fascismo. Ora e’ una rovina”. ”La gente muore di fame, Napoli e’ sommersa dalla spazzatura, le persone non riescono a vivere con quello che guadagnano. Le industrie non esistono piu’, sono tutte chiuse, stanno uccidendo gli affari”, ha detto ancora“.

(vignetta di Mauro Biani)

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