Cultura

Barnaby, il sottile fascino del delitto inglese

23 settembre 2009

campagne placide e tranquille la cui quiete è turbata da turpi delitti. Perché mai guardare una cosa del genere? Ecco perché.

Non è Miss Marple, ma ci manca poco. Se non appare una zitella detective (Gli Americani, da quando hanno creato Jessica Fletcher, anche sulle zitelle investigatrici hanno messo una seria ipoteca), per il resto c’è proprio tutto quello che fa Inghilterra e mistery story nell’Ispettore Barnaby, la serie gialla che La 7 manda in onda il sabato sera. C’è il villaggio inglese con le sue casette sepolte fra giardini curatissimi e siepi di rose, il tè delle cinque, i pettegolezzi, le sagre paesane e i manieri con presunti fantasmi, gli odi feroci dentro alle cortesissime famiglie della buona aristocrazia fedele a sua Maestà, il pasticcio di carne nel pub, la nebbia e la verde campagna di Qualcheshire. E ci sono naturalmente i morti, ammazzati, in quantità industriale, ma con quella grazia anglosassone vecchia maniera, che impone cadaveri educatissimi, che compaiono in biblioteca giusto il tempo per far inciampare un maggiordomo e scompaiono subito senza sporcare neppure il tappeto, tanto che l’intervento della scientifica è sempre superfluo, non c’è una sola macchiolina da analizzare, per non parlare di tracce di dna, decisamente troppo volgari.

UK AL CUBO - Non ha grandi ascolti, l‘Ispettore Barnaby, e non potrebbe averli: per chi è abituato ai telefilm fracassoni americani in cui il detective tira fuori la pistola ancor prima di sapere se c’è un delitto da perseguire, o rispetto alle serie introspettive e “psicologiche” che seguono ogni tipo di squadra speciale (da quelle contro i serial killer a quelle che sturano i lavandini del dipartimento di polizia) l’Ispettore Barnaby è un mistero insondabile. Non si capisce perché si dovrebbe rimanere quasi due ore di fronte alla tv per seguire una trama in cui i delitti avvengono ai concorsi per campanari, alla fiera del maiale, e gli omicidi sono motivati da odi feroci nati perché si vuole rubare la ricetta segreta dei pasticcini allo zenzero. Non si immagina perché si debba perder tempo ad ascoltare dialoghi in cui la rivelazione più hot è che Belinda, la figlia della zia Jane, ha tinteggiato di verde la staccionata, anziché scegliere il consueto grigio topo. Già, non si capisce, eppure avviene, perché l’Ispettore Barnaby non è un giallo, è una operazione nostalgia: è riesumare in un botto tutto quanto trovavamo un tempo nei romanzi di Agatha Christie, nella vecchia Inghilterra di Sherlock Holmes. Non è il colpevole, che si vuole scoprire: ciò che piace è rivedere un mondo che sappiamo non esiste più, forse non è mai esistito, ma fa parte del nostro immaginario segreto, come il villaggio dei Puffi e l’antro di Gargamella. Un mondo che non è cambiato di un filo dai tempi della prima guerra mondiale, anche se i protagonisti sono vestiti con abiti moderni, ci sono i cellulari e i computer: ma le movenze dei personaggi sono ancora quelle del dottor Watson, dello Squire di campagna e del Coroner bonario, della zitella e della vedova, del pastore intronato con la moglie pettegola: un mondo in cui, insomma, il tempo si è fermato al periodo in cui la Gran Bretagna era grande davvero e imponeva la sua visione di eleganza all’universo, conformandolo ai suoi doveri ed alle sue abitudini

IL DELITTO E’ SERVITO - In quel mondo lì, pacifico e noiosamente, britannicamente pacato, in cui il moribondo colpito cade a terra con un lamento appena accennato per non recar disturbo al vicino con inopportune grida, neppure il male e l’omicidio perdono la loro dimensione misurata, in cui la cattiveria umana non è quella della violenza cieca della metropoli ma quella bonaria, della chiacchiera malevola fra vicini di fronte ad una fetta di torta. Quella, insomma, da arsenico e vecchi merletti, che l‘Ispettore Barnaby non ricama, certo, ma conosce ed apprezza. Perché il delitto, allo spettatore in vena di rilassanti dolcezze inglesi d’altri tempi, non solo va portato in tavola con grazia, ma anche impiattato nel servizio buono.

3 commenti a Barnaby, il sottile fascino del delitto inglese

  1. Purtroppo per loro seguono alla lettera il “niente sesso siamo inglesi” e così… addio audience.

  2. procellaria

    La fotografia delle serie TV inglesi, come di tutte quelle europee, è pessima.

    Un consiglio di visione: Life on Mars (remake americano e originale inglese)

  3. radoilfigo

    Magari fa pochi ascolti perché attualmente sono le repliche delle repliche (oppure è iniziata la nuova serie e non me l'hanno detto)

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