La guerra segreta dei droni
20/06/2012 - L'amministrazione americana difende il silenzio che circonda ufficialmente le operazioni
È ridicolo e ipocrita il comportamento dell’Amministrazione Obama sulla questione dell’impiego dei droni.
LA CITAZIONE - C’è una causa in corso che vede opposti media ed associazioni all’amministrazione americana che rifiuta di dare risposte alle richieste d’informazioni sull’uso dei droni presentate ai sensi del Freedom Of Information Act (FOIA), con l’amministrazione che non ha nemmeno rifiutato le informazioni richieste, ma che si è limitata a dire che non può neppure confermare l’esistenza di un programma che preveda l’impiego dei droni come killer.
LA SCHIZOFRENIA - Poi c’è l’amministrazione Obama che, colmo delle schizofrenia, spedisce suoi “anonimi ufficiali” a raccontare come gli pare la storia di queste segretissime operazioni. Poi c’è Obama, che ne ha parlato per dire che le vittime innocenti dei droni sono pochissime, meno di 10 addirittura (“nor in doulbe digits”) anche se solo qualche giorno fa l’ultimo bombardamento ha lasciato stecchiti 30 civili e anche se periodicamente giungono notizie di stragi di civili e di bambini in numero molto superiore a 10.
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COSA SUCCEDERA’ - ACLU, un’associazione americana a tutela dei diritti civili continua a sostenere la richiesta e così l’amministrazione è costretta a cambiare politica per rispondere a un giudice. Potrà tuttavia proseguire sulla linea già tracciata invocando esigenze di sicurezza nazionale e prolungando l’ipocrisia secondo la quale nessun esponente del governo americano ha mai riconosciuto ufficialmente l’esistenza del programma.
NEGARE UFFICIALMENTE E POI RACCONTARE - Un negazionismo che oltre ad essere ipocrita è assurdo, perché già esperti e storici discettano dell’impiego dei droni come di un’eredità dell’amministrazione Obama e perché a differenza di chi ha rivelato segreti sgraditi, sembra proprio che la Casa Bianca sia il regista di un politica che vede premiati gli ufficiali che lasciano trapelare notizie utili alla presidenza e puniti quel che denunciano reati e malversazioni. Anche nel caso della cyberwar contro l’Iran l’amministrazione ufficialmente ha negato di saperne niente, salvo poi mandate un “anonimo ufficiale” a raccontare tutto al New york Times che, come nel caso degli omicidi mirati con i droni, ha provveduto a presentare Obama come un deciso comandante in capo. Poco importa se impegnato, come nel caso delle cyberwar e degli omicidi mirati, a commettere gravi crimini. Per gli americani uccidere i nemici, veri o presunti che siano, non è più un crimine da tempo, nemmeno se per ucciderli si massacrano bambini e innocenti.
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