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pubblicato il 22 settembre 2009 alle 13:04 dallo stesso autore - torna alla home

L’annuncio durante la conferenza stampa di presentazione del programma: “Senza di lui niente trasmissione”. La diffida di gennaio 2009 dell’AgCom parla di notevoli rischi per la Rai. La redazione rimette la decisione all’Authority, che arriverà mercoledì

A dirlo è Michele Santoro in persona durante la conferenza stampa di presentazione di Anno Zero. A quarantotto ore della messa in onda della prima puntata presenta il programma, ”senza ancora sapere se Marco Travaglio avra’ il suo contratto o no”. In una conferenza stampa dai toni accesissimi, a cui assistono anche diversi dirigenti della Rai, Santoro parla di ”situazione di una gravita’ inaudita” e annuncia che comunque ‘‘Marco Travaglio sara’ nella nostra puntata che in intitolera’ ‘Farabutti’ e trattera’ della liberta’ di informazione nel nostro Paese”. Tutti i problemi sul nome del giornalista non sono dunque stati risolti, ma la ‘formazione’ di Anno Zero sarà al completo. Ci sarà anche Giulia Innocenzi. “Rimettiamo la decisione all’AgCom, ma senza Travaglio niente Anno Zero”, dice il conduttore durante la conferenza stampa. Travaglio si dice “mortificato” per la situazione, poi va all’attacco: “Oggi in tv entrano assassini, stupratori e canari ma nessuno mi ha spiegato cosa ho fatto di male, essendo tra l’altro incensurato. Almeno aspettino che io faccia qualcosa“. E Santoro fa sapere di avere avuto i contratti firmati per la troupe solo a tre giorni dall’esordio. Poi litiga con Massimo Liofredi, capostruttura Rai: “Problemi tecnici dovuti alle richieste particolari del conduttore“, dice in conferenza stampa. “Sei un bugiardo“, replica il conduttore.

UN PO’ DI STORIA – I problemi seri per Marco Travaglio ed Anno Zero erano cominciati ad inizio annozero AnnoZero: Travaglio ci sarà. E Santoro attacca la Raianno. Era il 19 gennaio 2009, quando una diffida con in calce la firma del Presidente della Agenzia Garante per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, fa scattare un campanello d’allarme tra le fila di Santoro e compagnia. Si legge nel testo: “L’Autorità diffida la società Rai dal reiterare la violazione degli obblighi di sevizio pubblico generale radiotelevisivo di cui all’art. 2, comma 3 del vigente Contratto di servizio, oggetto del presente provvedimento. Si precisa che, ai sensi dell’art 48, comma 8, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, l’inottemperanza alla presente diffida comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria fino al 3 per cento del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notificazione della diffida stessa, e che, nei casi di reiterata inottemperanza, l’Autorità può disporre la sospensione dell’attività di impresa fino a novanta giorni”. Tre percento del fatturato e sospensione dell’attività per 3 mesi, mica bruscolini. Ammesso che non rientriate nei ranghi e vi diate una calmata. Molto più che un semplice avvertimento.

TRAVAGLIO VS SCHIFANI - A quanto pare l’Authority non aveva mandato giù alcuni servizi della trasmissione di Santoro e alcune dichiarazioni di Travaglio a “Che tempo che fa”  da Fabio Fazio riguardanti le più alte cariche dello Stato. Annozero aveva preso di mira il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dando spazio alla manifestazione di Beppe Grillo tenutasi il 25 aprile 2008 a Torino, manifestazione durante la quale il comico genovese, tra le varie esternazioni, affermava dal palco alla sua folta platea: “Noi abbiamo un Presidente della Repubblica, Morfeo Napolitano, che dorme, lui dorme, dorme si fa i pisolini poi esce e monita”. Travaglio, invece, il 10 maggio 2008, intervistato da Fazio, aveva buttato giù frasi pesanti sul Presidente del Senato, Renato Schifani: “E’ molto istruttivo – diceva il giornalista – quando vengono elette le alte cariche dello Stato perché i giornali pubblicano tutti i nomi dei personaggi che hanno ricoperto quella carica nella storia repubblicana. E uno si rende conto, perché ci passa di mente quando vediamo certe facce, che una volta avevamo De Gasperi, Einaudi, De Nicola, Merzagora, Parri, Pertini, Nenni, che ne so, possiamo fare una lunga lista, Fanfani, cioè uno vede tutta la trafila poi arriva e vede Schifani”.

POCO CONTRADDITTORIO - In entrambi i casi per l’Authority si sarebbe trattato di “frasi gratuitamente e ingiustificatamente offensive, lesive dei diritti alla onorabilità e reputazione delle persone”, del Dr. Napolitano e del Dr. Schifani, “lesione ancor più grave se posta in relazione all’alta carica istituzionale rivestita”. Per l’Authority quei due episodi, perché solo di quello si tratta, “non appaiono improntati ai canoni di correttezza, lealtà e buona fede dell’informazione che devono obbligatoriamente caratterizzare i programmi della concessionaria del servizio pubblico”. E indicano come si sarebbe potuto evitare il disservizio: “Un adeguato contraddittorio avrebbe potuto consentire quantomeno una informazione completa e, quindi, imparziale ai telespettatori; la carenza di contraddittorio, per contro, ha aggravato la lesività delle affermazioni formulate, quindi, senza possibilità di replica, le quali sono perciò risultate particolarmente idonee a minacciare la percezione sociale del valore delle persone offese”.

LE RESPONSABILITA’ - Colpa di Santoro, Fazio, delle redazioni dei loro programmi? No. Parola di Authority. E’ proprio la diffida a scagionare i conduttori. Per quanto riguarda l’intervento di Grillo riproposto ad Anno anno zero1 AnnoZero: Travaglio ci sarà. E Santoro attacca la RaiZero e le responsabilità delle affermazioni lesive dell’onorabilità e della rispettabilità, ecco cosa si legge nel testo: “La manifestazione non è stata trasmessa né in diretta, né in forma integrale, ma ne sono stati diffusi solo alcuni brani, preventivamente selezionati a cura degli ideatori della trasmissione: ne consegue che sarebbe stato sicuramente possibile – e per giunta agevole – da parte della Rai, l’esercizio di un controllo preventivo in relazione al contenuto del programma, la cui mancata attivazione consente perciò di ascrivere tale condotta omissiva alla categoria giuridica della c.d. culpa in vigilando”. E lo stesso succede pure per Che tempo che fa di Fazio: “Per quanto riguarda l’intervista del conduttore Fabio Fazio al giornalista Marco Travaglio, la violazione contestata appare imputabile alla società Rai, in quanto essa, che aveva esercitato un diritto di scelta nell’acquistare il format della società fornitrice di contenuti, manteneva la possibilità e, quindi, il potere-dovere di controllo sulla rispondenza del programma ai parametri di legge”. Insomma, una pedina come Travaglio, poco controllabile e prevedibile, sicuramente risulta scomoda a mamma Rai, che rischia di ricevere da parte dell’Authority non più solo una diffida e di dover supportare, come successo proprio con la diffida tutte le responsabilità dei comportamenti, poco rispettosi della buona fede, della correttezza e della lealtà che dovrebbe garantire l’informazione, assunti da qualche “singolo”.

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