Quello che ammazza per dieci euro

20/06/2012 - E scampa all'ergastolo

Quello che ammazza per dieci euro

Ubaldo Vespa, il 53enne che uccise Emanuele Cappella nel marzo 2011 a Vigne Nuove a Roma, non avrà l’ergastolo. In appello la sua pena è stata ridotta a 15 anni, come racconta il Messaggero:

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Il gup Antonella Capri, che aveva accolto le richieste del pm Vincenzo Barba,non aveva concesso nessuna attenuante all’imputato. Carcere a vita e basta. Oggi, però, Ubaldo Vespa ha ripreso la parola e si difeso, cercando di giustificarsi: «Sì è vero, ho ucciso per quei dieci euro. O meglio ho aspettato sotto casa Emiliano per parlargli di quei soldi, ma anche del fatto che da tre giorni non mi chiamava, non mi rispondeva al telefono. Una volta che è sceso mi ha aggredito, mi ha preso a calci e a pugni e io ho reagito con quel coltellino che portavo sempre con me quando la sera portavo a spasso il cane. Giuro davanti a Dio che mai avrei voluto uccidere», ha detto in lacrime davanti ai giudici.

Che evidentemente gli hanno creduto. Con scorno della parte civile:

 

«Abbiamo assistito in aula a momenti di scuse e di pentimento, quel giorno però Emiliano, un ragazzo con un handicap a una mano e quindi con poca possibilità di difendersi e con un lieve ritardo mentale, era stato ucciso senza pietà – è stata la risposta del legale di parte civile,l’avvocatoFabrizioConsiglio – Questa sentenza ci sorprende anche alla luce della richiestadi trent’anni avanzata dal procuratore generale».

(la foto è di repertorio)

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