I sardi vogliono una casa da gioco sullo stile di Montecarlo, perché darebbe vigore al turismo e all’occupazione. In Senato arriva la proposta di istituirne una a La Maddalena: per la gioia degli albergatori delle nuove lussuose strutture costruite per il G8 nei terreni gestiti dal presidente di Confindustria.
Il senatore del Pdl Fedele Sanciu il 31 luglio scorso ha presentato al
Senato (ddl n.1741) la proposta di “Istituzione di una casa da gioco nel Comune di La Maddalena”. Il senatore Sanciu sarebbe appoggiato dal sindaco Angelo Comiti e la sua inziativa sarebbe sponsorizzata da Romano Comincioli, uno dei fedelissimi del Cavaliere, e Mario Pili, ex governatore della Sardegna. Che non sono certamente i primi a gradire un simile progetto. Un paio di annetti fa avevano dimostrato di avere a cuore la creazione di un casinò sullo stile di Montecarlo, in quella stessa zona, diversi pezzi da novanta dell’imprenditoria nazionale e globale.
IN VISTA DEL G8 - E non si trattava solo di un casinò. Secondo la vecchia idea, partorita in vista del G8, sarebbero stati edificati sei o sette alberghi da almeno 5 stelle, un centro congressi di ultima generazione, e, dalle ceneri del vecchio Arsenale della Marina militare italiana, un grande cantiere nautico di manutenzione per traghetti e yacht. Come riportava Panorama , si erano mostrati disponibili ad investire alla Maddalena, tra gli altri “Aga Khan, l’inventore della Costa Smeralda, Tom Barrak, proprietario del patrimonio immobilare di Porto Cervo e dintorni, ma anche Ernesto Bertarelli, patron di Alinghi, intenzionato ad organizzare alla Maddalena la Coppa America”. Spiegava il giornale: “Tra gli investori italiani c’è Salvatore Ligresti (pronto anche lui a fare un cinque stelle) già propietario del Tanka Village a Villasimius (Cagliari) e di 134 villette nell’arcipelago, per un totale di 60.000 metri cubi residenziali, dove alloggiavano i militari americani. Infine c’è la famiglia Serra, un tempo proprietaria dell’intera isola di Santo Stefano, oggi in società con Vela Marina”. Pure il numero uno di Confindustria aveva fiutato l’affare. Secondo quanto trapelato da fonti aziendali, la gestione dell’ex arsenale della Maddalena, trasformato in hotel a 5 stelle per il G8, salvo colpi di scena, sarebbe andata a una società di cui è presidente Emma Marcegaglia. La srl, che si chiama Mita resort e gestisce già il Forte Village, era, infatti, l’unica ad essersi presentata ad inizio 2009 alla gara fatta dalla Protezione Civile per conto della Regione, proprietaria dell’area dopo la smilitarizzazione. Gara per la quale poi la Protezione Civile sarà chiamata in causa in sede del Tar del Lazio per dimostrare la regolare indizione e il regolare svolgimento della stessa.
IL CASINO’ SERVE - Il ddl, dunque. E’ probabile che alle residenze lussuose e alle nuove strutture turistiche della Maddalena non basti essere state edificate in un vero e proprio paradiso naturale, e che ci sia bisogno anche di qualche attrattiva di rilievo per il turismo. Ed è probabile che in questo contesto vada inquadrata la proposta di legge di Sanciu. Magari qualcuno ha a cuore gli interessi del Presidente di Confindustria nella terra sarda e degli altri imprenditori impegnati ad investire sull’isola. L’albergo,
il centro congressi e il porto turistico costati svariati milioni di euro, che il gruppo Marcegaglia gestirà per i prossimi 30 anni, non potranno che trarre linfa vitale dall’attrazione che una lussuosa casa da gioco è capace di generare. Il casinò fa gola a molti in Sardegna, darebbe un bel po’ di ossigeno al tessuto economico delle diverse zone martoriate da un elevato tasso di disoccupazione. Ma sbarrare la strada è difficile. Per impedire l’opera e svuotare di ogni senso l’iniziativa parlamentare, dalle parti di Alghero provano a far leva sull’opposizione di Guido Bertolaso al ddl Sanciu. La proposta di queste settimane viene, infatti, in maniera netta bocciata dal capo della Protezione Civile, che dice di voler puntare ora alla valorizzazione ambientale e allo sviluppo sostenibile della zona che si è vista strappare dall’Abruzzo il tanto atteso G8.
A BOCCA ASCIUTTA - Insomma, anche senza il vertice tra i grandi, l’impresa di portare una casa da gioco per la Maddalena non diventa affatto più ripida e non rischia nemmeno di svanire come è sempre successo da decenni a venire per tutti gli altri che l’avevano sognata. Anche il deputato Settimo Nizzi del Pdl, ad esempio, ci aveva provato. Undici anni fa, per la precisione, quando era sindaco di Olbia e prevedeva che il casinò avrebbe potuto attrarre fuori stagione tra i 300.000 e il milione di turisti. Il casinò sarebbe stato per Olbia “il salto di qualità che manca”, diceva il sindaco. Tentativi vani di un tempo. Facili successi di oggi.


AH, alla maddalena?
E dire che il senatore sanciu lo voleva fare nel suo albergo (che ora non è più suo.. una struttura che definire indecente è dire poco).
Comunque, non ne sento l'esigenza. Del casinò, intendo.
Vada per il turismo di lusso, ma di qualità. Non vorrei poi ritrovare la maddalena invasa dagli emilio fede.
Ah. Su Nizzi.
Grazie a dio non c'è riuscito.