La sexy barista va al gattile
di Dario Ferri - Laura Maggi è entusiasta per la proposta di un'associazione che si prende cura degli animali
Laura Maggi, la sexy barista più famosa d’Italia, deve svolgere lavori socialmente utili per 120 ore come sanzione per essere stata scoperta alla guida in stato di ebbrezza. Nelle settimane scorse era stato ipotizzato un suo impiego in una scuola materna, poi bloccato dalle proteste delle mamme dei bambini.
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LA SANZIONE – Ora si fa avanti l’associazione che gestisce un gattile. Lei sembra gradire l’offerta di lavoro: “Li ringrazio per l’opportunità”. Ne parla Elia Zupelli su Brescia Oggi:
Sedotta e abbandonata dal Comune di Bagnolo Mella, straziata dalle malelingue matriarcali, eternamente incompresa: a pochi mesi di distanza dallo sfavillìo soft-core e dai successi interplanetari, Laura Maggi sta facendo i conti con un presente imbronciato, che pare averle voltato le spalle di botto. Quasi a marcare quel «pizzo»beffardo da pagare alla celebrità, come un maldestro contrappasso per aver ottenuto tutto, subito e grazie a una malizia sfacciata che molte colleghe in calza contenitiva continuano a non digerire. Così, nonostante le promesse ascetiche stile Santa Maria Goretti, l’ipotesi di prestare servizio sociale all’asilo nido di Bagnolo – inizialmente caldeggiata dal sindaco Cristina Almici, per mettere le pezze alle scorribande stradali «in stato di ebbrezza» della ribelle – è finita con una grossa fumatona nera; la Maggi se l’è presa con il mondo bigotto, dichiarandosi nell’ordine: presa in giro, discriminata, mortificata. Fatto sta che all’udienza della settimana scorsa le era stato concesso il rinvio a giudizio per grazia ricevuta, a patto di ripresentarsi il 10 ottobre davanti al giudice con un’alternativa concreta rispetto a quelle benedette 120 ore di lavori socialmente utili necessarie a estinguere la salatissima pena a ghigliottina. Da lì, solo silenzio e mini-crisi esistenziale.
L’IDEA – E’ l’associazione Raf a proporre alla sexy barista di scontare le ore di servizi sociali prendendosi cura degli animali. Continua Zupelli su Brescia Oggi:
Ora, però, a far tornare il sorriso alla musa potrebbero essere i felini del gattile intercomunale di Desenzano. La proposta è pervenuta via mail direttamente alla redazione di Brescia oggi, veicolata dall’associazione Raf, che gestisce la struttura gardesana. Si legge nella missiva: «Noi saremmo disponibili ad impiegare la barista Laura Maggi come volontaria presso il gattile, visto che i nostri animali sono sempre bisognosi di cure, attenzioni e, a differenza di noi umani, non giudicano mai chi si occupa di loro». Ogni riferimento al siluramento dell’asilo nido – va da sé – è puramente casuale. Ma il punto è un altro: per la bellona di Bagnolo si spalancano le porte a una seconda possibilità di redenzione meta-sociale e soprattutto cade dal cielo l’occasione di riemergere da una palude legislativa che se la sta pappando con gusto. Saprà sfruttarla?
PROPOSTA ACCETTATA – Raggiunta telefonicamente Laura Maggi si mostra entusiasta della proposta di lavoro:
Cellulare, parla la Maggi: «Un gattile? Wow!» butta là di getto, lei che ormai la speranza di trovare qualcuno disposto a salvarle lo stacco di coscia l’aveva quasi perduta del tutto. «Amo gli animali, i gatti poi mi sono sempre piaciuti unsacco. Sarebbe bello lavorare sul Garda, l’idea mi ispira molto, li ringrazio per l’opportunità – sgela la divina (poco dopo confessa di essere ad arrostirsi in piscina sotto il sol leone) -. Ma ora come si fa: li chiamo io, mi chiamano loro, che devo fare?».
L’ASSOCIAZIONE – Gli amici del gattile, dal canto loro, dicono di essere pronti ad accogliere la sexy barista “a braccia aperte”:
La scuola materna di Bagnolo pare già un capitolo arrotolato nel cassetto delle cose da dimenticare, non ne vuole più parlare, guarda avanti Laura Maggi. È tempo di voltare pagina: scambio dei contatti forniti dall’associazione Raf, due dettagli descritti nella mail e via al «fantastico, li chiamerò al più presto» d’ordinanza. Chi sulla faccenda di Bagnolo ci torna, invece, è la presidente della stessa associazione Isabelle Daubresse Veneziani; glissando la polemichina facile, però: «Non mi permetto di giudicare l’operato del Comune, dico solo che io sostengo da sempre il motto “vivi e lascia vivere”. Se la Maggi fa bene il suo lavoro – che sia la barista piccante, la maestra d’asilo o la baby-sitter dei gatti – non vedo perché non lasciarglielo fare in pace». Poi, la virata è al qui ed ora dell’inedita proposta. «Come è nata l’idea? Molto semplice – spiega la Veneziani -, la nostra associazione ha sempre bisogno di volontari, specie se alle loro spalle c’è una causa positiva di recupero. Siamo pronti ad accogliere la Maggi a braccia aperte». La dichiarazione d’amore, insomma, è arrivata da ambo le parti. Non resta che attendere la data del «sì», sperando che stavolta sia per sempre.
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