Secondo i sondaggi, l’alleanza elettorale per internet riscuoterebbe il consenso di un giovane su dieci. Sarebbe un risultato storico per il web
I ragazzi tedeschi vorrebbero il Partito dei Pirati all’interno del Parlamento. Questo è il risultato di un sondaggio tra i giovani tedeschi in vista delle prossime elezioni del Bundesrepublik. Nei sondaggi svolti dall’organizzazione giovanile U18, un’iniziativa che permette ai ragazzi non ancora maggiorenni di poter votare nelle scuole, nei luoghi di divertimento etc, infatti, il Pirate Party si attesta attorno al 9% delle preferenze dei giovani tedeschi, precisamente all’8,7%, un risultato che il partito spera di raggiungere alle prossime elezioni federali del 27 settembre. Sarebbero 120.000 i giovani determinati ad assegnare seggi al Partito dei Pirati, movimento nato in Svezia nel 2006 con l’intento di giungere a modifiche sostanziali, sia sul piano legale che concettuale, del diritto d’autore e del copyright. Elementi che ad oggi, secondo gli esponenti del partito sono troppo sbilanciati verso lo sfruttamento economico a scapito dello sviluppo culturale e sociale.
Se le aspettative verranno confermate, sarebbe un altro successo per i ‘pirati’, che già alle scorse elezioni europee si sono attestati allo 0,9% scalzando alcuni partiti dell’establishment politico locale in alcuni distretti federali. Basti pensare, a proposito di partiti dell’establishment che il Partito dei Pirati, trova maggior seguito dell’ FDP, partito dei liberal democratici tedeschi, che si attesta, tra i giovani, il 7,6% della preferenze, contro lo stimato 8,7% dei pirati. Per entrare al Parlamento Tedesco occorre un minimo del 5% sul totale dei voti, l’auspicio del Partito dei Pirati è che i genitori, per una volta, seguano il consiglio dei figli, dando la loro preferenza alle urne al ‘Piraten Partei‘. I Partito dei Pirati punta quindi sui giovani, non solo anagraficamente, ma anche intellettualmente per avere anche un solo deputato in parlamento e portare avanti una filosofia che rivede la cultura come chiave di sviluppo per la società e per i diritti civili, infrangendo quei principi meramente economici che hanno fatto la fortuna delle major, ma che ne stanno sancendo anche la caduta verticale. Peccato che nei sondaggi condotti per le federali i Pirati non vengano rilevati sopra all’1%, e le case demoscopiche non pubblicano, fino a dopo le elezioni, i break demografici.
Commentando i risultati di questo sondaggio il presidente del Partito dei Pirati dice <<il fatto che molti giovani ci abbiano scelto, mostra come la gioventù trovi importante la difesa dei loro diritti civili, ed è proprio in questo senso che il Partito dei Pirati, decide di dare una svolta cruciale al XXI secolo>>. La questione principale, chiave di quella svolta auspicata dal Partito dei Pirati, è proprio il libero accesso a conoscenza e cultura, cercando di infrangere monopoli e cartelli come quello dei software Microsoft sui sistemi operativi e gestionali. Portando all’attenzione della politica questi temi, anche un solo deputato, può aprire solchi di non poco conto anche all’interno delle varie politiche nazionali. Garantire libero accesso alla cultura ed alla conoscenza, equivarrebbe a garantire maggior trasparenza e sicurezza all’interno degli stessi sistemi informativi pubblici, tagliandone anche i costi in maniera sostanziale ricorrendo all’open source nella pubblica amministrazione. In Italia il Partito dei Pirati, non è ancora un partito, è un associazione, che ha potuto però vedere un candidato alle elezioni europee, Alessandro Bottoni, con Sinistra e Libertà, quindi non eletto. La costituzione e la competizione elettorale di un movimento simile in Italia è forse ancora lontana, anche per la trasparenza e la sicurezza di cui sopra, elementi poco interessanti in questo momento per i politicanti italiani. Eppure l’open source nella pubblica amministrazione potrebbe essere un bel punto da discutere per il ministro Brunetta. Ultimamente però si è troppo impegnati a parlare di fantomatici colpi di stato e varie <<elite di merda da debellare>> (citazione testuale dell’ultimo discorso del ministro a Cortina).
(ha collaborato Andrea Mollica)




Sperando solo che l'”open source” non degeneri in porcherie tipo Uicchipedia…
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Interessante iniziativa, almeno apparentemente. In un breve futuro vedremo di approfondire la conoscenza, sperando di poter cambiare qualcosa in questa malgovernata società. Mauro Morganti, Presidente e Segretario Politico.
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Anche Hitler aveva avuto tanti voti. E pure Stalin.
Il partito dei pirati e’ il partito dei figli di papa’ con la puzza sotto il naso, e che pensano di avere diritto a tutto perche’ hanno la pappa fatta e la casa al mare e in montagna.
Vivere di “diritti”, senza “profitto”, dove tutto e’ gratis e garantito…. e’ molto bello, quando dietro di te c’ e’ quialcuno che ti permette di fare il naif.
Poi porta ad un sistema di tipo comunista, dove tutti quelli che rivendicano l’ “ope source” contro l’ infame “profitto” si ritrovano tutti schiavi e morti di fame.
Come giusto!
Provare per credere.