L’arte fatta dalla disperazione del carcere
di Alessandra Cristofari
L’arte è ovunque anche in galera. Neatorama ha raccolto le opere più belle di alcuni galeotti. All’immediato impatto estetico, occorre sommare la scarsezza di mezzi a disposizione: la maggior parte delle opere è costituita da sapone “scolpito”. Altri materiali utilizzati risultano essere cartone, graffette ma anche fiammiferi. Questo tipo di espressione consente ai detenuti di affinare la sensibilità artistica ma soprattutto di avere una marcia in più verso il reinserimento nella società. Ecco il frutto del lavoro dei prigionieri:
- Stuart Milsted, detenuto nel Regno Unito, ha dipinto utilizzato gli acquerelli e ha vinto un prestigioso concorso d’arte, il Koestler.
- Altre sedie di Harms.
- Michal Harms ha scolpito queste sedie nel sapone. Sono alte solo 6 centimentri . Attualmente il prigioniero sta scontando la pena in Illinois.
- “Soap Mask”, la maschera di sapone è di Cliff Towers. L’opera è in vendita sul suo sito web.
- La luna di Vicuna, detenuto in Bartlesvilla, Oklahoma.
- Fiammiferi, cartone e glitter per il peruviano Aldo Vicuna.
- “ice Scream!” di un detenuto anonimo, matita colorata su carta.
- Il Godzilla di Aaron Knowles si tiene su grazie all’argilla cotta e allo smalto.
- L’opera è di un anonimo, realizzata in acrilico su tela
- Le riproduzioni delle Harley sono il frutto del lavoro di Chip Jarrett. La struttura è di sapone e si regge grazie al cartone e alle graffette. Jarrett è detenuto in Michigan.
- Altra opera di Wolfi.
Del resto anche da noi in carcere l’arte trionfa
























