Il biscotto della Juve con il Parma
di Niccolo' Carosio - 20/06/2012 - E' del '97, ma sembra ieri
Dopo che la notizia ha ballato tutto ieri, oggi Malcom Pagani sul Fatto torna sul “biscotto” tra Juventus e Parma che sarebbe andato in scena nel 1997, in occasione dello scudetto ai bianconeri. A parlare è Daniel Bravo:
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“Non ho mai concordato il risultato di un incontro, però ho subito una combine. All’ultima partita importante avremmo potuto giocarci il titolo, ma di fatto non avremmo mai potuto vincere. Allora all’intervallo ci siamo accordati per un pareggio, in perfetta serenità”. Nelle ultime giornate il Parma vinse contro Verona e Bologna e pareggiò a Torino con la squadra di Lippi per 1-1. Al vantaggio emiliano (harakiri di Zidane) rimediò un generoso rigore assegnato da Collina per fallo su Vieri, realizzato da Amoruso a un Buffon non ancora torinese.
Una combine, insomma:
Nel giorno dell’imbarazzante decisione della Lega (sì alla scritta “30 sul campo”) in cui alla consolidata attitudine pilatesca (no alle tre stelle) si impianta un commovente tempismo, Bravo ci racconta una storia che già conoscevamo. Il film delle omissioni consumate al riparo degli spogliatoi: “Non capivamo”. (Forse parla di Thuram, ndr). “Gli dicevamo possiamo vincere, siete pazzi” o sempre nella confessione dell’ex talento del Monaco, la stenografia della derisione internazionale, delle regole non scritte, del pregiudizio che qualche radice, forse, deve pur averla: “Siamo in Italia, lasciate stare”. E Bravo, che amava il calcio come Camus ma non ne aveva le categorie: “Non c’è destino che non si pieghi con il disprezzo”, lasciò stare.
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Altro che “30 sul campo” se le intercettazioni fossero state fatte ora di scudetti la ruBentus ne avrebbe al massimo una decina. Ladri da sempre.
Dovè la novità? Dici gobbi dici imbrogli. Da sempre! questo articolo conferma la regola…
Naturalmente questo parla 14 dopo, guarda caso dopo questo finto “scandalo” delle scommesse di Buffon, Bonucci e Pepe (tutti scagionati dalle prove e dai loro ex compagni). Con il vostro sottotitoletto “sembra ieri” fate ridere pure i polli…
parafrasando qualcuno di famoso: “se questo è giornalismo”…