Esteri

Sull’Afghanistan è lite Silvio-Zapatero

21 settembre 2009

Le battute machiste e l’ attacco alla stampa di Berlusconi nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro spagnolo lo scorso 10 settembre in Sardegna hanno eclissato quella che era una buona notizia.

Il Cavaliere aveva dato per certo che un generale spagnolo avrebbe sostituito l’ italiano Claudio Graziano alla guida dei caschi azzurri in Libano, non appena concluso il suo mandato nel febbraio prossimo. Cosa che il ministro della Difesa spagnolo Carme Chacón non dava certo per scontato. Questo fu il gesto amabile. La pugnalata, invece, arrivò dopo pochi giorni sotto forma di un articolo senza firma sulla prima pagina de Il Foglio- il cui direttore Giuliano Ferrara-scrive el Pais -è un fedelissimo del Premier. In una critica tanto furibonda, quanto ben documentata, al punto che gli ambienti diplomatici spagnoli non dubitano di attribuirla al ministero della Difesa italiana, l’articolo assicurava che la spedizione italiana in Afghanistan ha dovuto combattere quest’inverno numerose battaglie senza poter contare sui 780 militari spagnoli che hanno portato a 1250 il contingente per assicurare lo svolgimento delle elezioni. Tutto questo per le rigidissime limitazioni imposte dal Governo Zapatero e che impediscono agli spagnoli di prendere parte ad azioni offensive comprese quelle al fianco degli afgani e permettono l’ uso delle armi solo ed esclusivamente per autodifesa.

GLI SPAGNOLI NON COMBATTONO –La scarsa combattività degli spagnoli” si legge nell’ articolo “ha favorito l’offensiva talebana e quando si muovono dalla base Qala-i-Naw cadono spesso in imboscate dalle quali solo i caccia americani e più frequentemente gli elicotteri italiani Mangusta A-129 riescono a liberarli”. Come aveva pubblicato recentemente El Pais la Spagna aveva deciso di spostare nella base di Qala-i-Naw la Compagnia di Reazione Rapida che era presente ad Herat per formare, insieme con i 220 militari inviati come rinforzo, un Gruppo Tattico di Manovra. La interpretazione che ne ha dato invece Il Foglio, su questo spostamento, è stata radicalmente contraria. “Il comando italiano”-affermava-”ha dovuto sciogliere il battaglione misto italo-spagnolo per crearne due di paracadutisti italiani. Uno di questi, nella violenta zona di Bala Murghab, nella provincia di Badghis, ufficialmente assegnata agli spagnoli, ma di fatto difesa dagli italiani”. “Nelle battaglie combattute in questa zona tra maggio e giugno non ha partecipato nessuna unità spagnola, Madrid ha negato l’ aiuto dei suoi elicotteri da trasporto e degli apparati telecomandati Seacher, allineandosi ad Herat come corpo nazionale sì, però non disponibile per gli Alleati”. Di sicuro, secondo fonti spagnole, gli elicotteri  di trasporto ed evacuazione medica non sono elicotteri di attacco come i Mangusta ed accorrono solo quando vengono richiesti, mentre i Searcher vengono impiegati solo per le missioni comandate dalla NATO e quindi soggetti alla sua limitata autonomia. E dunque, si chiedono a El Pais, “qual è lo scopo di queste critiche ?”

LA POSTA IN GIOCO – La chiave sembra essere proprio nell’ articolo. “Gli spagnoli hanno il comando della base di Herat e questa leadership è sempre stata condannata da Roma, visto che l’ Italia supporta la missione con 3000 militari, 18 elicotteri e 5 aerei”. Però non è solo il comando della base di Herat che sfoggia un Colonnello dell’ Aviazione spagnola, la posta in gioco.Soprattutto il posto di Capo di Stato Maggiore del Comando Regionale Ovest che corrisponde ad un altro colonnello spagnolo. Il Capo di Stato Maggiore è di fatto il numero 2 della NATO nella regione. In un posto decisivo, perché nelle sue mani passa l’ organizzazione di tutte le operazioni. Fonti spagnole ammettono le pressioni italiane per far cedere il comando, ma avvertono che la Spagna ha pienamente diritto allo stesso posto. In particolare, proprio perché l’apporto italiano è superiore, gli spagnoli hanno sempre accettato che il massimo comando regionale sia sempre di un generale italiano, senza rotazioni, come si usa in questi casi. Nello stesso giorno dell’ attacco de Il Foglio alle truppe spagnole, scrive El Pais, sei militari italiani sono caduti in Afghanistan. E non sono caduti ad Herat, ma a Kabul, vittime di un attentato esplosivo.Segno che né gli elicotteri di attacco, né le regole di ingaggio del contingente italiano servono di fronte al terrorismo suicida. Insomma l’ attacco di un giornale che orbita nell’ area berlusconiana viene visto in Spagna come un attacco diretto del premier italiano alla politica estera del Governo Zapatero. Di certo c’è che pure la Spagna ha le sue belle gatte da pelare sulla decisione di inviare truppe in Afghanistan.”Non ci ostiniamo con gli errori” ha detto ieri, nell’assemblea della Camera , il deputato dell’ IU Gaspar Llamazares, chiedendo il ritiro delle truppe dall’ area. Zapatero ha risposto alla richiesta giustificando il ruolo delle truppe spagnole che in questi mesi hanno costruito in Afghanistan 150 chilometri di strade, un terminal dell’ aeroporto,hanno fornito assistenza sanitaria a 50000 afgani e portato acqua potabile ed elettricità a popolazioni che non ne avevano.

3 commenti a Sull’Afghanistan è lite Silvio-Zapatero

  1. Questi per me giocano al Risiko. :(

  2. makia

    Peccato che quello che vede la gente sono le lacrime del premier. Da una parte piange dall' altra vuole fottere gli spagnoli. Essì è una vitaccia :D

  3. Le lacrime sono pezzi di anima. (cit.)
    Come potrebbero confermare tutti quegli albanesi, sbarcati a metà degli anni '90 sulle coste pugliesi, che dovevano essere ospitati dal “Nostro” a sue spese… o più recentemente i terremotati abruzzesi che dovano andare in gita premio nelle sue ville.

    Senza dimenticare che poi e figlie so' piezz 'e core, eh… :)

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