La Santanché davvero aggredita per il burqa?

21 settembre 2009

Cavallo Pazzo“, era soprannominato il simpatico figurante che era solito, alla stregua di Gabriele Paolini, cercare di irrompere dove si svolgevano manifestazioni televisive e mettersi di fronte alle telecamere per farsi inquadrare, e quindi notare dal grande pubblico. L’incubo di Pippo Baudo, che dovette persino interrompere un festival di Sanremo perché il tipo minacciava di suicidarsi buttandosi dalla balaustra. Daniela Santanché, ex Alleanza Nazionale in quota Ignazio La Russa, ex PdL ed ex Fiamma Tricolore, oggi leader del fantomatico Movimento per l’Italia, sembra andare verso un destino molto simile.

Perché altrimenti non si spiegherebbe tutta questa discordanza tra le versioni fornite dalle parti in causa del “fattaccio” della moschea di via Jenner a Milano. Secondo lei, la Santanché “è stata aggredita e colpita con un pugno mentre manifestava, davanti alla Fabbrica del Vapore a Milano, contro l’ingresso delle donne in burqa che andavano a festeggiare la fine del Ramadan“. La Santanchè – impegnata da tempo in una battaglia per l’integrazione e contro il fondamentalismo islamico – era giunta con l’intento di vietare l’ingresso delle donne in burqa. «La legge italiana vieta che si giri con il volto coperto e va rispettata. Non ce l’ho con queste povere donne ma con chi le manda e le soggioga. Il burqa è un umiliazione per le donne. Non a caso anche in Francia - ha dettola Santanchè – stanno approvando una legge per impedirne l’uso. Il burqa è come l’infibulazione perchè sono strumenti per annullare la sua identità più profonda». La susseguente rissa con i presenti – assolutamente comprensibile, visto che non si va con un bandierone della Roma nella curva dei laziali durante il derby, se non si è intimamente votati al sacrificio e si ha l’animo del kamikaze – avrebbe portato l’ex deputata all’ospedale Fatebenefratelli con venti giorni di prognosi.

La ricostruzione dei fatti però non collima per nulla con quella fornita da altri presenti. La comunità islamica ha smentito categoricamente le dichiarazioni della Santanchè parlando di «atto propagandistico fatto sulla pelle dei musulmani». Alla Fabbrica del Vapore i partecipanti negano l’aggressione e sostengono che sia stata l’esponente politico «ad aggredire strappando il velo alle donne e a gettarsi a terra». Il presidente dell’Istituto culturale islamico di viale Jenner, Abdel Hamid Shaari, molto sereno, ha affermato: «Se la signora Santanchè ritiene che qualcuno l’ha aggredita faccia la sua denuncia e poi ci sono organi preposti ad accertare la verità. Comunque nessuno l’ha aggredita o minacciata, cosa impossibile visto che c’era un cordone delle forze dell’ordine che ringraziamo. Oggi siamo in festa e lei ha cercato con un manipolo di persone di strappare il velo alle donne velate. Una provocazione vera e propria».

Ma c’è di più. Lo stesso Shaari ha rilasciato a Islam on Line una dichiarazione ancora diversa, nella quale si ricostruiscono i fatti in un modo peculiarmente differente: “In cerca di una visibilità che l’esclusione dal Parlamento italiano le ha precluso, Daniela Santanchè, accompagnata da un gruppo di squadristi che fanno riferimento a Cuore Nero e protetta dalla Polizia, voleva interdire l’entrata alle donne musulmane che portavano il nikab (il velo islamico integrale). Alcuni energumeni – prosegue la nota – hanno persino tentato di strappare il velo dalla teste delle credenti (come provato da filmati in possesso degli organizzatori della celebrazione ), suscitando un’accesa reazione dei musulmani presenti. I dirigenti dell’Istitituto islamico – conclude – hanno annunciato di aver dato mandato ai loro avvocati di presentare denuncia per turbativa di funzione religiosa e violenza privata». Insomma, se è vero che ci sono i filmati – la moviola! – e un sacco di testimoni, sarà davvero divertente vedere come finirà questa storia. Se con la giusta punizione per chi ha aggredito una povera donna indifesa, o con la sconfessione di una versione montata ad arte per creare un caso mediatico allo scopo di far parlare di sé. Cavalla pazza strikes back.

(immagine da Bucchi)

9 commenti a La Santanché davvero aggredita per il burqa?

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  2. cordapazza

    ma questa donna non ha modi più interessanti per incanalare la sua evidente isteria? o vuole dare per forza ragione a chi fa derivare questa parola da “utero” infangando l'intera categoria del “genere femminile”?

  3. si chiama fare politica. Purtroppo :)

  4. Cosa non si fa per mettersi in mostra.

  5. jcfalkenberg

    La Santadeché è una macchietta – o peggio. Tuttavia ha sollevato un punto corretto: se una legge esiste, soprattutto una legge antiterrorismo, la si fa rispettare. Altrimenti, la si abroga. Fingere che non esista per far piacere ad una minoranza attiva, rumorosa e purtroppo pronta a giustificare i propri membri dal coltello facile è ipocrisia codarda e sappiamo dove conduce.

  6. grano

    Concordo e preferirei la prima soluzione (si fa rispettare la legge). Poi, quando ci sono di mezzo le religioni, le leggi è sempre un po' più difficile applicarle o farle applicare (come sappiamo purtroppo bene noi italiani non cattolici), anche se non si è né codardi né ipocriti: un religioso di qualunque fede, tra la convenzione formale o prescrizione legata alla sua religione e il dettato normativo valido per tutti, tende molto spesso ad ignorare il secondo, con il supporto attivo dei suoi correligionari (e non saranno certo le trovate della Santadeché a far cambiare questo stato di fatto)

  7. Lucia

    Premetto che sono contro il burqua, però, secondo me, non ha senso una manifestazione per vietare l'utilizzo del burqua stesso! perchè il problema non va ricercato nell'abbigliamento islamico, che è una componente della loro cultura e della loro religione: in Italia, tante donne musulmane indossono il burqua per scelta…quindi, perchè impedire questa scelta? :)
    …e poi, noi occidentali ragioniamo in un ottica diversa, viviamo la nostra libertà in maniera che noi reputiamo sia giusta…e non possiamo imporre il nostro modo di vivere a chi è cresciuto in una cultura totalmente diversa…probabilmente quel “chi” si sentirebbe in prigione!
    Quindi, reputo ridicola la manifestazione della Santanché…e nel caso in cui sia vero che le abbia prese…embè, ben le sta!

  8. Giul

    La Santanchè è andata lì nella speranza di ricevere un pugno… ma se veniva a citofonarmi la accontentavo senza tanti problemi…

  9. procellaria

    Non avverrà mai, ma secondo me bisognerebbe modificare la legge e limitare il divieto di comparire mascherati in luogo pubblico a pochi casi speciali (p.e. aeroporti). È inaccettabile che non si possa andare in giro vestiti da Batman, Gundam o George W. Bush per ridicoli motivi di sicurezza.

    D'altra parte, dire che molte donne musulmane indossino spontaneamente il burqa è affermazione azzardata e scivolosa. C'è enorme pressione culturale (eufemismo) e si innescano meccanismi psicologici, come il senso di colpa, che possono far credere alle donne musulmane di star bene con il burqa. Soprattutto considerato che il burqa è simbolo molto preciso di mortificazione, controllo e sottomissione della donna, quindi parlare di libera scelta in simili condizioni è difficile.

    È vero però che non si può andare a dir loro “Oh, non capite un cazzo! Credete di essere libere e invece non lo siete. Vi hanno sempre trattato da bestie e vi siete convinte di esserlo veramente, ma non siete bestie! Fanculo le tradizioni maschiliste in cui siete vissute finora, abbracciate istantaneamente i valori di libertà e autodeterminazione, è un vostro diritto!”. No, non funziona, né sarebbe corretto (chi sono io per esser così certo che il tale e libero e l'altro no?). È un percorso che debbono fare da sole. A meno di catastrofi globali, è un processo che avverrà inesorabilmente, anche se ci vorranno decenni.

    E comunque la Santanché è inutile e andrebbe ignorata.

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