I minatori che lottano per sopravvivere
di Maghdi Abo Abia - 19/06/2012 - Il Senato spagnolo ha deciso di tagliare l'attività estrattiva del 63 per cento mettendo in pericolo un intero settore
Il settore minerario spagnolo dovrà affrontare severi tagli votati dal Senato locale. Alcuni membri del Partito Popular hanno rifiutato di appoggiae la mozione presentata dal partito al governo con la maggioranza assoluta e quindi in Spagna verranno tagliate del 63 per cento le attività legate all’estrazione e produzione del carbone.
LE PROTESTE - Poche ore prima del voto si erano radunate fuori dal Senato 3000 tra mogli, madri e familiari di minatori giunti a Madrid da tutto il Paese per protestare contro i tagli. L’attività mineraria spagnola è concentrata nelle Asturie, nella zona di Leon e nella regione di Aragon. Tutta l’area è bloccata da 23 giorni per via di uno sciopero, a tempo indeterminato, per protestare contro il Governo che non ha voluto rispettare l’accordo che regolava e manteneva stabile la produzione fino al 2018. Come ricorda El Pais ormai nelle Asturie la situazione sta sfuggendo di mano agli stessi responsabili dei sindacati.
BASTA CON LA VIOLENZA - Con l’aumento dei casi di violenza, il locale sindacato della Guardia Civil ha chiesto al Governo di rivedere le sue decisioni. Allo stesso tempo si sono rivolti ai minatori chiedendo loro di smetterla con le azioni violente e pericolose. Il ministro dell’Interno Jorge Fernández Díaz ha invece incolpato i minatori autori di violenze di non cercare il dialogo e di costringere il Governo a muoversi per la sua strada senza la minima concertazione. Anche in Spagna comunque gira voce che sia colpa dell’Europa se il governo è costretto controvoglia a cambiare le regole nella produzione mineraria.





























