ACCADDE CHE – Videro con sollievo – e umiliazione – che non era scontato l’atterraggio morbido in terra postcomunista del nostro paese; che esso dipendeva in gran parte invece dalla diserzione dalla lotta e dalla rappresentitività politica di un partito nominalmente moderato che non aveva saputo mettere argine all’aggressività della falange marxista che da decenni si stava mangiando il paese dal di dentro in virtù di quell’autentica solidarietà mafiosa o piduista tra compagni che caratteristicamente rinfacciava agli avversari politici. Non ebbero allora la necessaria tranquillità di scandagliare in profondità la misura del risentimento verso quel parvenu che pure li aveva raccolti naufraghi. E da allora, son passati ormai tre lustri, questo “post traumatic stress disorder” viene declinato in tutte le sue più
diverse forme a seconda dell’individuo affetto dalla patologia. Ma nell’ex democristiano recuperato alla vita politica dal Cavaliere (direttamente o indirettamente, perché anche Andreotti – lodato dagli ipocriti per la “correttezza” dimostrata durante le lunghe vicende processuali che lo hanno coinvolto – sarebbe stato sbrigativamente consegnato al boia senza la creazione di una vera “opposizione” nel paese) esso assume soprattutto le forme del sogno di una grande, scintillante giocata in contropiede che faccia saltare il banco della politica e che mai non arriva, dall’ultima Thule dell’Italia di Mezzo, la nuvoletta di fumo che avvolgeva l’esoterico mistero del Genio Politico di Marco Follini, alle grosse puntate del funambolico pensionato Cossiga, agli Adepti della Setta del Grande Centro e i loro mai dissigillati Libri Sibillini. C’è poi chi, come Buttiglione, si consola non combinando nulla, sprofondandosi in poltrona, incrociando le gambe e gettando uno sguardo profetico nel futuro, vedendo cose negate a qualsiasi altro essere umano, e si crede pure molto in gamba. Poveretto.























Quando ti riprendi dalla roba che ti passano al SERT ti accorgerai che Berlusconi è stato il tentativo italiano di fermare la storia, altro che rinnovamento.
Ecco infatti la reinvenzione dell'anticomunismo dopo il 1989 e il muro come sistema per mantenere al potere la vecchia classe dirigente che sarebbe stata spazzata via con l'entrata a pieno titolo dell'Italia dentro il fluire degli avvenimenti.
L'aver convinto l'imprenditoria italiana, vero motore di mani pulite (che se non confessavano e parlavano non un politico sarebbe andato in processo), che tutto poteva continuare come prima, senza scossoni, con Tremonti (ex PSI) al posto di Cirino Pomicino, che tanto lo metto a scrivere sul Giornale ed è contento lo stesso.
Riforme? Zero (quella sul mercato del lavoro è di Treu, quella della pensioni è di Amato e Dini).
La collusione di buona parte della cosidetta opposizione ex comunista, abituata da decenni ad un ruolo subalterno mascherato da ideologia e incapace di mezza idea ha completato il quadro. Perchè bisogna dire finalmente che gli unici che hanno avuto qualche idea politica decente ed innotiva qui in Italia sono stati gli uomini della sinistra democristiana, da De Gasperi a Moro, da Andreatta a Prodi.
Comunque se credi ancora alla fiaba del Berlusconi futurista e innovatore basta che ti guardi attorno. Siamo in una situazione da CAF, i nani e i ballerini craxiani, il debito pubblico come prima, l'economia ferma ancora ai sussidi statali e con la compressione dei salari al posto della svalutazione della lira (tanto è la stessa cosa, prima li comprimeva l'inflazione susseguente alle svalutazioni).
Liberismo? Innovazione? Riconversione produttiva?
Dove stanno di grazia nell'Italia berlusconiana?
Preparati al risveglio adesso che la Storia sta arrivando a farci pagare il conto di questi 20 anni che abbiamo buttato via.
“All’occhio superficiale può sembrare una cosa sorprendente che Berlusconi resti in sella in barba agli attacchi concentrici di cui è oggetto quotidianamente;”
Zamax, hai dimenticato un piccolo e delicato particolare: nel caso in cui la Corte Costituzionale dovesse bocciare il lodo Alfano, il tuo caro premier non deve far altro che dimettersi….
(è il Cavalier nella prima foto in alto a sinistra?…affascinante anche da giovane!)
il cavaliere è effettivamente, a mio parere, uno dei meno bruttini degli ultimi 150 anni. Garko è meglio ma non si può dire che Silvio sia brutto e, da quel che mi pare dalle foto (e non credo sia merito dei tacchi) non gli si può dire nemmeno “nano”.
quoto AG
questo articolo è una barzelletta
Zamax, vale sicuramente per un bel po' edi vecchi e nuovi dinosauri di sinistra, ma vale senz'altro anche per te un detto delle nostre parti: “Par i orbi l'è mai dì”.
Peraltro è rimarchevole la sfacciataggine di scuola demichelis-brunettiana con cui riesci a scrivere:
1. “Mani Pulite fu un tentativo da parte dell’establishment peninsulare – culturale ed economico – di fermare la storia” (come se Andreotti, Forlani, De Michelis, Cirino Pomicino, De Lorenzo ed altri illuminati fossero stati intenti a metterla in moto e non a fare qualcosina d'altro)
2. “un partito nominalmente moderato che non aveva saputo mettere argine all’aggressività della falange marxista che da decenni si stava mangiando il paese dal di dentro in virtù di quell’autentica solidarietà mafiosa o piduista tra compagni che caratteristicamente rinfacciava agli avversari politici” (come se fosse possibile mangarsi un paese dal di dentro senza mai essere al potere per 40 anni, come se i membri più eminenti della P2 fossero stati dei comunisti e come se i principali politici condannati per collusione con la mafia non fossero stati nelle fila democristiane)
Davvero senza limiti…
1) Come ho già scritto altrove Mani Pulite scoppiò proprio là dove i venti di novità eerano più forti, nel Lombardo-Veneto. Il crollo del comunismo internazionale, prima con le crepe degli anni '70 e '80 e poi con la cadutra del Muro nell 1989, sbloccò la situazione italiana. Le novità negli anni '80 furono Craxi e la Lega. Dove il panorama politico era più fragilizzato, insomma là dove DC e PCI erano o più in crisi o erano meno forti, nel Lombardo-Veneto scoppiò Mani Pulite, perché i magistrati si sentivano sufficientemente forti grazie al malumore generale. Fu una grande occasione per una “confessione generale” e per ripartire da nuove e più civili basi ma una magistratura politicizzata ed esemplarmente parziale, sostenuta dagli ex-comunisti e dall'oligarchia industrial-finanziaria, ne approfittò per fare un repulisti di tutti i possibili avversari della conservazione politica ed economica. Mani Pulite ebbe l'appoggio degli italiani per pochi mesi, finché si capì dove si voleva andare a parare.
2) Qualcuno si sorprende perché dico che la sinistra si stava mangiando dal di dentro il paese. Mi sorprendo io. Vogliamo tirar fuori un qualche segmento della società che progressivamente non fosse caduto in mano ad uomini di sinistra: sindacati, pubblica amministrazione, cultura, università, giornali ecc, e perfino in campo economico? La verità è che la DC garantiva solo per la posizione occidentale in politica estera; per il resto il PCI e i suoi satelliti cogestivano il paese insieme alla DC ma se ne impadronivano sempre di più perché assai più spregiudicato, e perché per la mentalità comunista la solidarietà politica (che io chiamo provocatoriamente “mafiosa” e “piduista”) faceva premio sul rispetto dei meriti professionali, e i compagnucci si sostenevano tutti in cordata, trasversalmente nella società, con la tattica delle minoranze militarizzate. Erano insomma gli imbroglioni della democrazia. (P.S. La mafia, i cui effetti sono tanto disastrosi per la società, non è però un “grande potere”; la P2 – non che non esistesse – ma fu una barzelletta)
3) Fa ridere sentire quelli di sinistra elogiare – ora – i De Gasperi e i Moro: a loro tempo per il verbo progressista non erano meno peggio di Berlusconi. Sissignori, anche Moro, di cui non ho affatto una grande opinione. Tanto per capire l'atmosfera di quei tempi un anno prima di morire o forse solo qualche mese prima, non ricordo bene, Moro, guarda un po' investito dal solito “scandalo” – l'affare Lockeed – e dalla solita gragnuola antifascista, lui che era un uomo che non si sbilanciava mai, disse quelle parole famose che tanto dispiacerebbero ai Di Pietro, ai Zagrebelsky, alle anime democratiche d'oggigiorno: “la DC non si farà processare!”. Tutto dimenticato, tutto digerito, come al solito succede per il gregge di sinistra.
4) Dispiace vedere gente intelligente ripetere come un pappagallo i soliti refrain della vulgata della sinistra. Il CAF, i nani e ballerine, Craxi e il debito pubblico ecc.
“Nani e Ballerine” fu una battuta di Formica, uno dei colonnelli craxiani, segno che da quelle parti c'era almeno il senso dell'umorismo, cosa negata all'uomo democratico di razza purissima. I nani e le ballerine di Craxi erano quattro gatti, i nani e le ballerine della sinistra odierna sono un esercito, ma vanno rubricati sotto il nome di personalità significative della cultura e dello spettacolo. Del CAF faceva parte pure quell'Andreotti amico di tutti che durante i governi Craxi, nelle veci di ministro filoarabo degli esteri, per alcuni anni fu il beniamino del popolo di sinistra (“Lui è l'unico che si salva, l'unico decente! ecce. ecc): ma anche questo se lo sono dimenticato. Dimenticato e digerito, come al solito. Come al solito il gregge di sinistra. Del debito pubblico durante l'era Craxi la sinistra se ne infischiò in lungo e in largo. Era l'ultimo dei problemi. Per il resto Berlinguer e compagnia, che giammai ne combinarono una di giusta, promossero un referendum (che persero) luddista-reazionario-sfondacassedellostato contro il taglio della scala mobile voluto da Craxi.
4) I processi di democratizzazione non si misurano solo col successo delle riforme, ma anche, non mi stanco di ripetere, col riequilibrio dei poteri reali nel paese. Anche una lotta di potere, se combatte le oligarchie, e se fa sì che lo spettro politico del paese rispecchi quello economico-sociale del paese, è importante. E' necessaria. E' la base. E' quello che sta succedendo. Mi compiaccio di una cosa: di capire bene il berlusconismo. Per coincidenza proprio in queste ore Brunetta – non il capo – sta sparando a palle incatenate contro le élites. Domani mi sa che sentiremo tuoni e fulmini, e lagne.
Ma toglietemi una curiosità: su Giornalettismo, a Zamaz, chi lo ha assunto? Non sto contestando, ovviamente, il diritto di una scelta, vorrei solo capire acune cose. Se possibile.
“Garko è meglio,”
Garko è di un incomparabile bellezza e ha un fisico statuario…impossibile il paragone!
io.
Lucia, tu credi che in caso di bocciatura del lodo Alfano Berlusconi si dimetterebbe? Secondo me, pecchi di ottimismo. A meno che non lo COSTRINGANO ( tipo, Napolitano) a calci a farlo resterebbe al suo posto,sa che può contare su supporters ciechi a qualunque evidenze. Del resto, li ha allevati nell'ottusità, da questo punto di vista i ” dotati di cervello da 12 anni , e neanche tanto intelligenti “sono venuti su bene. Ovvio che prima di andare via troverebbe il modo di spuntare il prezzo più favorevole ai suoi personalissimi ca**i.
Sapete perché oggi Brunetta cannoneggia contro le élites ed evoca apertamente il “colpo di stato”? Sapete perché? Non certo perché lo tema veramente il colpo dello stato. Il “colpo di stato” le “élites” lo hanno sognato per quindici anni. Ma quando i “poteri forti” sono veramente forti, le parole si misurano, ci si muove con circospezione, nonostante la tensione latente, e si grida solo quando le cose precipitano. Mentre ora sono stati indeboliti, com'è stata indebolita la sinistra, e i berlusconiani hanno meno paura e sentono che è il momento di sfondare. Nel post ho scritto “per questo le fantomatiche classi dirigenti dopo avergli fatto guerra con tutti i mezzi, e dopo aver chiesto l’armistizio, si illudono ancora di non dover pagarne il prezzo”: questo intendevo. Ma è sempre stato così nella storia: quanto più un dittatore è debole, o quanto più un'oligarchia (quella vera, non Berlusconi & C:) è debole, tanto più il popolo (quello vero, non la setta dei firmaioli) rumoreggia. Quanto più il giogo è pesante, e quanto più le speranze di liberazione sono lontane, tanto più si rassegna. Umano, troppo umano.
P.S. ahò, so' l'infame Franti, l'infame Franti, mica il secchione della classe…
Mmmhhh, tutto questo popolo che si agita contro le élites, tutte queste masse che urlano la loro rabbia contro il Corriere, il Sole 24 Ore, Repubblica, Confindustria, Unicredit e Banca Intesa (che così diamo un nome alle élites evocate da Zamax ed ora da Brunetta) sinceramente non lo vedo. Vedo piuttosto il padre-padrone di un gruppo di potere politico-mediatico su base populistico-plebiscitaria, i suoi accoliti (Brunetta e Tremonti, per esempio) ed i suoi alleati nordisti, altrettanto inclini alle scorciatoie plebiscitarie, che stanno cercando di consolidare il loro controllo sempre più stretto sulle fonti principali di informazione (e ci stanno riuscendo) e, visto che qualcuno (tra le élites, certo, e dove altrimenti?) reagisce e cerca in extremis di impedirlo attivando tutti i possibili strumenti democratici, ricorre al giochetto classico di tutti i populisti per provare a chiudere la partita, ossia sparare appunto contro le élites e denunciarne i tentativi di chiusura corporativa e reazionaria, di complotto antidemocratico per rovesciare il volere popolare (quasi come in Iran, o no?). Fece così anche Benito, finché le élites piegarono la testa e si fecero sue alleate.
Riconosco peraltro che Gregorj, come interprete degli scenari propagandistici berlusconiani ne ha reclutato uno della più bell'acqua. Morto Baget Bozzo, quasi quasi glielo potrebbe consigliare a Silvietto…
1) Quanto è bella la smemoratezza. Quando parli dell'oligarchia economico finanziaria che appoggiò Mani Pulite ti riferisci anche a quell'editore e proprietario di TV il cui TG4 di Emilio Fede mandava Brosio tutte le mattine sotto il Palazzo di Giustizia di Milano a spernacchiare gli arrestati vero tanto da poi offrire un ministero a Di Pietro una volta Pres del Cons? O Vittorio Feltri che titolava su L'Indipendente le malefatte dei vari DeMichelis e Cirini Pomicini che ora scrivono per lui al Giornale. Oppure quei leghisti col cappio in aula sventolato sotto la faccia dei democristiani alcuni dei quali ora sono compagni di banco in Parlamento?
2) Infatti mi risulta proprio che Romiti alla Fiat, Leopoldo Pirelli, Gardini alla Ferruzzi-Montedison, i Marzotto, Pesenti, Cuccia più tutti i manager delle imprese di proprietà statale fossero comunisti. Proseguiamo con la prossima barzelletta.
3) Nella tua mentalità da bimbo d'asilo dove probabilmente sei rimasto per il trauma causato dai bimbi più furbi e cattivi (comunisti!!!) che ti rubavano la merendina pensi che tutti quelli che non sono d'accordo col sacro verbo berlusconino siano di sinistra.
Io votai liberale la prima volta, repubblicano le altre due e di seguito sono stato un prodiano di ferro e ancora lo rimpiango.
4) Vedi sopra, non sto difendendo la sinistra perché non c'è nulla da difendere e in effetti se ne fregò altamente a quei tempi del debito pubblico. Guarda caso appunto ero vicino alle posizioni dei nemici del CAF cioè la sinistra democristiana e l'ala laica. Che poi anch'essi non furono esenti da colpa, per l'amor del cielo. Ma rimane il fatto che il nostro debito pubblico esplose in quegli anni. E se non ci fosse stato quel mortadella di Prodi e quel traditore di Amato a questo punto eravamo messi da ridere. Chiedilo al Sig. Brunetta che a quei tempi era consigliere economico di Craxi (con questi bei risultati).
5) Qui non stiamo parlando di processi di democratizzazione che anche su questi ci sarebbe TANTO da dire. Stiamo parlando di una situazione socio-economica ingessata da 30 anni dove il figlio dell'operaio farà, se gli va bene, l'impiegato nel call center e il figlio del notaio continuerà a fare il notaio, dove la nostra economia è ferma, bloccata, ghiacciata da una imprenditoria fatta di capitani coraggiosi (vedi infatti LA7 del gruppo Telecom che coraggio che ha) e politici che in confronto Beneduce era un liberista sfegatato, dove vivono monopoli e oligopoli stanchi e sfiaccati che sono sostenuti a peso dallo stato.
Dove è la rivoluzione liberale? Dove è l'attacco alle elites da parte di un Pres del Cons che va a Confindustria dicendo “Il vostro programma è il mio programma”? Ma stiamo scherzando?
P.S. x Ale: oltre a trovartene uno migliore al SERT di commentista politico di destra, trovo anche uno che programma meglio questi meravigliosi form di commento dove non ci si muove, non si fa copia e incolla e in generale sono una solenne rottura di cazzo.
Esagerato. Moooolto esagerato. Consapevolmente esagerato.
E' vero che l'eliminazione dei corpi intermedi è sempre stato il modo per rinsaldare un potere centralizzato. Così con l'Assolutismo – specie nel caso francese, il più classico – il Re, così paterno col popolo, giorno dopo giorno indeboliva l'Aristocrazia corrompendola coi privilegi e sottraendole ogni potere politico. E i demagoghi vecchi e moderni si sono sempre appoggiati sulle masse dei diseredati – all'uopo ipnotizzati, ça va sans dire – per sciogliere i grumi duri della resistenza. Ma qui stiamo solo mettendo le cose in pari, per il bene dell'Italia. Come fece la gloriosa Serenissima quando conquistò i territori della terraferma. Sparse campagne e città di leoni alati, per far capire discretamente chi comandava, tagliò le unghie alla nobiltà della terraferma, che rosicò assai. Fu così che nel momento più critico della storia veneziana, all'epoca della Lega di Cambrai, Machiavelli, che pur odiando i veneziani rimaneva abbastanza sveglio, si accorse – cosa rarissima per uno stato italiano a quei tempi – che i contadini erano tutti “marcheschi”, ossia tifavano per S. Marco.
Oggi c'intronano gli orecchi da mane a sera con le tirate contro il dittatore, con l'evocazione di scenari disastrosi, e vorrebbero far credere, tutti in coro, non una nota stonata, che la libertà è in pericolo: cerchiamo di non essere ridicoli.
Un po' di populismo è inevitabile. Ma quello ce lo mettevano perfino De Gaulle o Reagan.
P.S. Sarei curioso di conoscere Silvietto. Siccome mi conosco fin troppo bene, so che comincerei a prenderlo simpaticamente per il culo per tutte le sue manie, così, per tastare il suo grado di suscettibilità, che è una caratteristica ben poco virile…
Rispondevo a Grano.
[...] [pubblicato su Giornalettismo.com] [...]
Vabbé, tu mi dai dell'esagerato (consapevolmente) perché menziono Benito, e sarà vero, ma tu fai il furbetto evocando la millenaria Repubblica di Venezia, che rispetto a questi quaquaraqua era chiaramente su un altro livello quanto a realizzazioni concrete.
Tu dici che “un po' di populismo è inevitabile”. Vero, ma qui il po' l'abbiamo lasciato indietro qualche anno luce: qui c'è solo quello.
Non c'è niente da fare: siamo troppo diversi. Tu avresti voglia di fare il simpatico fool del monarca, io no: lui e la sua corte non riesco a fare altro che disprezzarli (non odiarli: troppo onore!) ed a soffrire per il fatto che continuano a propormeli a tutte le ore. Passerà, ma quanto schifo, intanto.
Grazie della risposta, Alessandro.
MANI PULITE in pillole disposte con ordine
Anni ’70: segni di crisi del comunismo internazionale. In Italia le due balene, l’una rossa e l’altra bianca. Per riciclarsi a sinistra qualcuno inventa “l’eurocomunismo”; poi Berlinguer, siccome il bel sol dell’avvenire rosso non incanta più, lancia la “questione morale”: i cattivi non sono più i “non rossi” ma “i corrotti”, all’uopo sempre “fascisti”.
Anni ’80: il comunismo piano piano crolla. Lo scioglimento dei ghiacci fa sì le pulsioni modernizzatici, per quanto confusamente espresse e costrette al mutismo da troppo tempo, vengano a galla. A sinistra si afferma il socialismo di Craxi. Naturalmente per la gazzette antifasciste – ossia sovietiche – prima il “decisionismo” di Craxi viene usato retoricamente per alludere a derive fasciste, poi si incomincia la pratica d’infamia contro “i ladri socialisti”. A destra, nell’enorme roccaforte bianca lombardo-veneta, il popolo che votava DC turandosi il naso in funziona anticomunista premia la Lega Nord, che ha il suo boom all’inizio degli anni ’90 quando comincia a pigiare sul tasto della protesta fiscale.
Inizio anni ’90: in Lombardia il quadro politico e sociale è sempre più instabile a causa dei malumori del popolo di “destra”. A farne le spese sono proprio i socialisti, che a Milano hanno la loro capitale morale, ma che in realtà vengono presi di mira in quanto omologati ai rappresentanti del potere politico tradizionale. Mani Pulite scoppia a Milano PROPRIO PERCHE’ I MAGISTRATI SI SENTIVANO CON LE SPALLE ABBASTANZA COPERTE DALL’APPOGGIO DELL’OPINIONE PUBBLICA DI DESTRA DEL NORD, E LOMBARDA IN PARTICOLARE. Il giornale dei “rivoluzionari” di Mani Pulite fu L’Indipendente preso in mano da – guarda un po’ – Vittorio Feltri. All’inizio di Mani Pulite la sinistra fu completamente assente e rimase per un po’ a guardare.
Poi i magistrati cominciarono la loro opera di “selezione”. Apparentemente tutti, forze politiche, piccoli e grandi imprenditori, potentati economici (tranne quello – guarda un po’ – di Berlusca) caddero nelle grinfie dei giustizieri democratici. Ma in realtà con alcuni si usavano metodi sbrigativi, con altri le procure manipulitesche erano dei veri e propri porti delle nebbie. Il popolo di “destra”, quella parte dell’opinione pubblica che in realtà aveva permesso con la sua forza l’avvio di Mani Pulite, si sentì tradito e in seguito costituì il grosso dell’elettorato di Berlusconi, che nel frattempo aveva reclutato Feltri per il Giornale. Solo Di Pietro aveva mantenuto una certa popolarità a destra, in quanto veniva considerato meno politicizzato dei suoi colleghi. Berlusconi gli offrì addirittura un posto di ministro!
Perché, una volta accesa la miccia – dalla destra – vi fu un’alleanza naturale fra l’establishment industrial-finanziario e la sinistra post-comunista, per dirottare l’impresa di Mani Pulite? Perché erano due fazioni che non avevano più niente da dire nella storia; perché con l’eliminazione dei partitini, dei socialisti, dei DC non di sinistra, erano l’espressione di forze puramente conservative le quali, ciascuna nel proprio ambito, controllavano i centri di potere nel paese: banche, finanza, grandi gruppi industriali boccheggianti da una parte; cultura, scuola, buona parte dei sindacati, pubblico impiego ecc. dall’altra. Erano pezzi di Vecchio, ché essendo perfettamente stagionati, e avendo perso ogni originaria potenzialità conflittuale vicendevole, come dei materiali inerti si incastravano uno nell’altro. I loro giornali parlarono con una stupefacente unità d’intenti, fin quando non furono messi in crisi dalla forza berlusconiana. Il loro nemico comune principale l’immensa classe media fatta di piccoli e piccolissimi imprenditori, cui si unirono poi buona parte del mondo delle professionali liberali e dei dipendenti del settore privato almeno al Nord. E pure una grossa parte dei socialisti di allora, che con tutti loro difetti, costituivano pur sempre un elemento di rottura in un'Italia pietrificata. Una plebe, magari non attraente, con le sue grossolanità, ma certo la parte più dinamica ed attiva del paese. Quella che aveva dato inizio – essa, non la sinistra – a Mani Pulite.
Il consolidamento del berlusconismo, sia che si trovi al governo, sia che si trovi all'opposizione, ossia l'accettazione della realtà e la rinuncia a considerarlo un'anomalia, è il presupposto necessario per qualsiasi riforma “liberale” in Italia.
Il “chi” lo sapevamo.
E' il “perché” che continua a sfuggirci.
Frank, io volevo sapere il ” chi” proprio perchè mi sarei spiegata il ” perchè”. Infatti.
In effetti Zamax sta facendo il solito discorso metafisico, Burlusconi ha cambiato l'Italia anche se nessuno se n'è accorto, i fatti non contano niente.
Parla sempre dei poteri forti ma poi evita accuratamente di nominarli per evitare che il giorno dopo si trovi Berlusconi dentro ( come in Mediobanca o nella società HOPA che aveva scalato Telecom con l'aiuto dei comunisti )
Parla di un Berlusconi che ha bloccato l'arrivo dei comunisti al governo e poi si dimentica che anche grazie alla sua inettitudine come uomo di governo i comunisti hanno governato 7 anni l'Italia.
Parla di un Berlusconi che lotta contro le elite finanziarie e poi dimentica che se c'è un governo che le ha favorite è proprio quello di Berlusconi, con leggi scritte esplicitamente per bloccare le scalate ostili nei confronti di società controllate dalle solite famiglie di capitalisti senza capitali.
Se c'è un uomo di governo che si è sempre calato le brache di fronte alla minima opposizione da parte dei sindacati questo è proprio Berlusconi.
Zamax è uno statlista assatanato, perchè ritiene che un politicante di scarse capacità come Berlusconi debba esser rispettato e adorato indipendentemente dalle capacità di governo.
Probabilmente vive sulla luna, perchè non ha ancora capito che Berlusconi è al governo solo perchè è il meno peggio, ma ci si deve turare bene il naso per votarlo.
Anche il piccolo imprenditore che vota berlusconi sa bene quante volte Berlusconi è stato salvato dal fallimento grazie al denaro pubblico ( acquisto del 60% di invenduto di milano3 da parte di enti publici ) o all' acquisto di sue imprese decotte da parte di imprenditori dell' elite parassitaria da lui favoriti ( acquisto di Edilnord da parte di Tronchetti Provera ) ma cosa deve fare votare Bertinotti?
Zamax, hai tutto il mio appggio. Buon divertimento con questi ragazzini di sinistra.
@GMR : io non sono un ragazzino , e sopratutto a differenza di quella feccia di opportunisti che avevano la tessera del PCI quando c'era da guadagnarci e adesso fanno le verginelle, non sono mai stato di sinistra, a differenza dei ministri di questo governo che si vantano pubblicamente di attuare politiche di sinistra.
La differenza che a molti sfugge è che ad essere liberali negli anni 70 si rischiava anche l'incolumità fisica, mentre ad essere berlusconiani adesso c'è solo da guadagnarci.
Detto questo chi non è analfabeta potrebbe anche notare che le critiche che ho fatto al vostro amato Silvio finora sono state tutte da “destra” quindi: tornate a pettinare le bambole come diceva il vostro amico…..
Pietro, sei un ragazzino di destra. Comunque, essere ragazzini non è un difetto. Semmai è un'opportunità.
GMR, non ti è venuto il dubbio che con Zamaz ci si diverta anche noi? Lo so, con lui è è troppo facile, ma siamo ragazzini…
MJ, che vi divertiate lo sapevo già. Per questo vi ho chiamato ragazzini.
” MJ, che vi divertiate lo sapevo già”
Scusa, non lo avevo capito. Così come non avevo capito che bisogno c'era di ” appoggiare” chi si sta ” divertendo “.