Economia perversa. Buone notizie, ma solo per evasori e criminali
18/09/2009 - Ancora favori e vantaggi ai contribuenti infedeli. Lo scudo fiscale sarà esteso anche ai procedimenti penali, mentre i dati macroeconomici confermano che, nonostante la crisi e le rosee previsioni di Tremonti e Berlusconi, torna a crescere l’evasione fiscale. Come già
Ancora favori e vantaggi ai contribuenti infedeli. Lo scudo fiscale sarà esteso anche ai procedimenti penali, mentre i dati macroeconomici confermano che, nonostante la crisi e le rosee previsioni di Tremonti e Berlusconi, torna a crescere l’evasione fiscale.
Come già da noi riferito nel precedente articolo sull’inconcepibile “regalo” ad
evasori e contribuenti infedeli presente cosiddetto “scudo fiscale“, fortemente voluto dal Ministro dell’Economia, la maggioranza parlamentare si appresta ad estendere il provvedimento anche ai procedimenti penali per tutti quei capitali illecitamente esportati all’estero, che nella versione attuale, invece, sana solo i reati d’omessa denuncia e dichiarazione infedele.
TEMPI STRETTI - Un emendamento a firma del senatore Paolo Flores del Pdl e subito accolto dal relatore di maggioranza e collega di partito Antonio Gentile, ha messo “nero su bianco” questa decisione. Per bocca del senatore Flores nella maggioranza sono tutti d’accordo. “Non nascondiamoci dietro ipocrisie – ha candidamente dichiarato – se vogliamo evitare che lo scudo sia un flop dobbiamo allargare le maglie”. Lo stesso Gentile, in seguito, si è detto ottimista sul fatto che l’esecutivo accolga l’estensione della sanatoria ai reati penali anche se bisognerà capire entro che limiti e quale tipologia di reati. I tempi per il via libera al decreto si preannunciano stretti, poiché i senatori devono votare solo sei emendamenti. Il decreto correttivo è stato varato in tutta fretta dal governo per modificare alcune norme del decreto fiscale numero 78, tra cui quella che istituisce lo scudo fiscale. Entrato in vigore il 5 agosto, il decreto dovrà essere convertito in legge entro inizio ottobre, pena la decadenza.
IL BLITZ - L’operazione messa in atto dalla maggioranza di centrodestra si configura, quindi, come un vero e proprio blitz parlamentare. L’obiettivo è evidente: rendere ancora più conveniente la sanatoria ed impedire, de facto, alla magistratura di usare come prova nei confronti di coloro che hanno già procedimenti penali in corso, come la bancarotta, l’evasione fiscale o il falso in bilancio, la stessa dichiarazione d’adesione a quello che appare, a tutti gli effetti, un vero e proprio condono tombale. Ovviamente, come già accaduto per altri provvedimenti varati in tutta fretta da questo governo, la modifica rischia di aprire nuove incertezze e possibili incomprensioni a sole poche ore di distanza dalla partenza dell’operazione scudo fiscale, dalla diffusione dei moduli e delle indicazioni operative da parte dell’Agenzia delle entrate. Poche righe, quindi, che fanno carta straccia di quello che dovrebbe invece costituire un patrimonio comune, nel contrasto al fenomeno del riciclaggio di denaro sporco: ovvero l’assunto secondo il quale le istituzioni, statali e transnazionali debbano stringere le maglie della rete antiriciclaggio abbracciando tutti i settori economici. Ciò perché, ove alcuni ambiti fossero regolati in modo meno rigido di altri, la criminalità utilizzerebbe i primi per riciclare la propria ricchezza, così vanificando l’opera delle stesse autorità.
I CONTI - Se ci spostiamo poi al dato delle Entrate fiscali, con buona pace
delle ottimistiche dichiarazioni rilasciate dal Ministero dell’Economia e supinamente replicate da diversi Tg ed organi d’informazione, si può facilmente evidenziare come anche l’evasione fiscale è in repentino aumento. Nel 2008 è stato più volte documentato da fonti indipendenti come nonostante l’aumento, seppure di poco, del PIL e delle importazioni nette, il gettito dell’IVA sia però diminuito. Il fenomeno è indiscutibile, da qualsiasi lato lo si voglia analizzare. Infatti, il gettito dell’Iva nel 2008 è calato rispetto al 2007, secondo i dati del Dipartimento delle finanze, sia se si prendono a riferimento i dati di competenza giuridica (118,8 contro 120,7 miliardi, -1,6%) sia i dati di cassa (120,5 contro 121,2 miliardi, -0,6%). Tuttavia, nel 2008, secondo i dati Istat, il Pil nominale è cresciuto dell’1,8% e, al suo interno, sono, seppur lievemente, cresciute tutte le componenti, in particolare i consumi nazionali sono cresciuti del 2,9% mentre gli investimenti solo dello 0,2%. Anche le importazioni nette sono cresciute ed in misura rilevante (più del 115%). Il divario tra crescita del Pil e riduzione dell’IVA vale, secondo alcune stime, dai 5 ai 6 miliardi di euro. Dato che le aliquote dell’IVA non sono cambiate tra il 2007 e il 2008, un simile fenomeno si spiega solo con l’aumento dell’evasione. In sostanza nel 2008 è cresciuta la quota di consumi non dichiarati al fisco e questo spiega la riduzione del gettito. A fine luglio, tuttavia, il Ministro Tremonti ha espresso, in sede d’audizione parlamentare sul DPEF, un’opinione diversa, affermando che la riduzione del gettito IVA andrebbe attribuita allo spostamento dei consumi verso prodotti ad aliquota più bassa. In pratica, Tremonti sostiene che il calo del gettito dell’IVA sarebbe dovuto al fatto che la crisi ha fatto aumentare i consumi di beni alimentari (tassati alle aliquote ridotte del 4% o del 10%) e ridotto, invece, quelli di beni non alimentari (normalmente tassati al 20%). Questa affermazione ha trovato subito un’autorevole smentita nelle affermazioni del Governatore della Banca d’Italia il quale, nella sua audizione, rilevava invece che “solo una parte del divario (tra aumento dei consumi e riduzione del gettito Iva) sembrerebbe riconducibile ad una ricomposizione dei consumi verso beni essenziali, caratterizzati da aliquote più basse”.
CHE NON TORNANO - Vale la pena di tornare sulla questione. Per capire
che i conti di Tremonti non tornano basta guardare con un po’ di attenzione le stime diffuse dall’Istat sempre a luglio di quest’anno, relative alla composizione dei consumi delle famiglie italiane nel 2008. Effettivamente lo spostamento dei consumi da beni non alimentari a beni alimentari si è verificato, ma contemporaneamente sono aumentate le famiglie consumatrici e quindi non è possibile che questo spostamento spieghi la riduzione del gettito. Al contrario, dai dati ISTAT ci si sarebbe dovuti attendere un incremento del gettito IVA, quantomeno per la parte riguardante i consumi familiari. La tesi di Tremonti è che la minore tassazione dei beni alimentari dovrebbe spiegare il calo di gettito dell’IVA. L’Istat ci dice invece che le famiglie italiane nel 2008 erano circa 24 milioni e 641 mila, mentre nel 2007 erano 24 milioni e 282 mila. Moltiplicando questi valori per le spese medie mensili di ciascun anno e per i 12 mesi, ed applicando le aliquote del 7% per i beni alimentari e del 17% per i beni non alimentari si arriva ad un gettito superiore previsto nel 2008 per circa 1,5 miliardi. Dunque, non solo la “spiegazione” di Tremonti non spiega nulla, ma, anzi, essa porta a concludere che il gettito IVA sarebbe dovuto aumentare nel 2008 pur tenendo conto della ricomposizione dei consumi familiari. Si noti che il risultato non dipende dalle aliquote scelte: qualsiasi aliquota sia scelta per le due categorie di beni si giunge a risultati che cambiano d’entità ma non di segno: il gettito avrebbe in ogni modo dovuto aumentare in assenza di evasione. Sarebbe interessante sapere, a questo punto, su quali dati il Ministro ha fondato le sue considerazioni e, più in generale, come si possa negare l’avvenuto incremento dell’evasione. Ma temiamo che la Smorfia non venga ancora insegnata in nessuna facoltà di Economia.













La loro fortuna è che viviamo in un paese dove tutti continuano a trastullarsi con le cazzate
E pensare che Berlusconi col centrosinistra al governo parlava di “Stato di polizia fiscale”… Questi vogliono un Stato criminale, una Las Vegas piantata nel Mediterraneo, abitata da automi deficienti e criminali.
Ma nessuno s'indigna, possibile che nessun lavoratore dipendente o pensionato (quelli che le tasse devono per forza pagarle, fin all'ultimo centesimo…) che, poi rappresentano il vero zoccolo duro del Pdl, provi non dico vergogna ma almeno rabbia?
P.S. ciao Left…
E ciao Tess.
è una vitaccia.
Povera Italia
Ma tanto a che serve ribadirlo?
Bello questo sito, non lo conoscevo ma è davvero ben fatto.
Sottoscrivo le preoccupazioni di questo articolo.
Impiegare l'adesione come “prova” in un processo sarebbe curioso. Si tratterebbe, al massimo, di una prova indiziaria, rilevante solo in mancanza di ulteriori riscontri. Perché usarla, se la magistratura avesse davvero prove rilevanti? Solo perché l'onere della prova, in certi processi, viene fatto ricadere sull'imputato, invece che sui suoi accusatori. Eslcudere il suo impiego non impedisce alla magistratura di continuare il proprio lavoro e alla Guardia di Finanza di compiere accertamenti su chi aderisce, per impedire che continui ad evadere, come è già accaduto ai tempi del primo scudo. Certo, non è lo strumento più corretto e altrove se ne impiegano di differenti per raggiungere lo stesso scopo, ma è il meno peggio, a meno di non rivoluzionare la gesiotne dei reati fiscali e contabili.
Gli indizi molto spesso giungono alle prove. Detto questo, l'obiettivo mi sembra un altro: sanare anche dal punto di vista penale ciò che finora lo era solo dal punto di vista tributario. Di fatto è un'amnistia mascherata per questo tipo di reati. Il provvedimento (unico nel mondo) prevede l'anonimato. Come può un giudice usare una prova o un indizio cancellato dal legislatore?
ich sono un evasore totale
non c' è maggior evasore all' infuori di me
ma non mi dovete condannare
perchè io evado per aiutare l' economia italiana
l' evasione mi consente di coprire le perdite e non chiudere l' azienda con relativi licenziamenti
d' altra parte se io evado, altri,,,,,,meglio ammanettati… ottengono soldi ed aiuti vari “incentivi” dello stato sempre per non chiudere
ma io sono troppo piccolo per essere aiutato ed allora applico la massima
“aiutati che Dio ti aiuta”
ed io mi aiuto
io in pratica sono l0' unica politica che il governo consente ed accetta per superare la crisi
iosono un benefattore dell' economia
con osservanza
E al governo, caro evasore, le sono stati grati per il suo gentile sostegno. Visto anche lei ha i suoi Santi in paradiso… fiscale.
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