In Afghanistan festeggiano a modo loro la vittoria di Karzai. Due mezzi italiani coinvolti in un’esplosione. Il peggiore attentato da Nassiriya. Distrutto un veicolo “Lince”. Nessun danno all’Ambasciata.
14, 52 – Il tenente Antonio Fortunato, originario di Lagonegro (Potenza); il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, di Oristano; il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, nativo di Glarus (Svizzera); il sergente maggiore Roberto Valente, di Napoli, e il primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, di Orvieto; e il primo caporalmaggiore Massimiliano Randino, nato a Pagano: questi i nomi delle vittime dell’attentato di Kabul. (fine) (foto da Repubblica)
14, 21 – Davide Ricchiuto, Matteo Mureddu, Antonio Fortunato, Roberto Valente, Giandomenico Pistonami. Cinque delle vittime.
14, 05 – Matteo Mureddu, 26 anni, di Solarussa in provincia di Oristano, è uno dei caduti.
13, 55 – Anche il Parlamento europeo trasmette il suo cordoglio all’Italia.
13, 33 – Da Tokio anche le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Cordoglio accorato ai familiari dei caduti e augurio di pronta guarigione ai feriti”. Si parla di un rientro anticipato in Italia. Anche il Vaticano: “Siamo vicini ai famigliari con la preghiera. Speriamo che al sangue si sostituisca la pace”.
13, 25 - (Ansa) «Stavamo caricando i bagagli in un container, quando abbiamo sentito il rumore sordo di un’esplosione in lontananza, fuori dall’aeroporto, e abbiamo visto alzarsi una colonna di fumo verso il cielo», racconta Cristina Balotelli, giornalista di Radio24-IlSole24Ore, arrivata questa mattina a Kabul proprio sul velivolo che accompagnava in Afghanistan alcuni dei militari italiani poi coinvolti nell’attentato. «I militari sono saliti sui loro Lince e si sono diretti verso il quartier generale Isaf di Kabul. ‘Fra poco torniamo indietro e veniamo a riprendervì, ci hanno detto, e noi giornalisti siamo rimasti qui all’aeroporto di Kabul», sottolinea l’inviata di Radio24.
13, 03 – Dal Los Angeles Times: Farhad Malicki, ventenne e proprietario di un negiozio di materiali di costruzioni di fronte al luogo dell’esplosione ha ricostruito l’attentato. Malicki stava aspettando un passaggio da alcuni suoi amici e quindi guardava il traffico correre lungo la strada di fronte al suo negozio quando ha notato una macchina farsi largo nel traffico ed infilarsi tra i blindati del convoglio italiano. I soldati non avevano spazio per fare manovra viste le condizioni del traffico, e sembravano molto sospettosi della macchina. Malicky, il cui braccio sinistro è bendato perchè un frammento dell’esplosione ha colpito il suo braccio, ha continuato la ricostruzione precisando che il guidatore dell’auto, appena si è trovato nel mezzo dei due blindati italiani si è fatto detonare. Appena il fumo si è diradato – dopo circa 10 minuti – Malicki ha potuto prestare soccorso ai feriti che sono stati poi portati all’ospedale. (grazie a Stefano Marucci per il reperimento e la traduzione).





Pingback: diggita.it
Pingback: DestraLab » Uccisi sei militari italiani
Non mi chiedo perché siamo lì (in queste occasioni è una domanda stupida ed inutile) ma perché siamo lì, in queste condizioni, con mezzi datati e ormai provatamente insicuri e quindi sostanzialmente inutili per questo genere di missioni.
La Russa, dopo la rituale ubriacatura nell'amor patrio a base di funerali di Stato e retorica militarista, risponderà mai?
trattasi, per me, di morti bianche. Pare che c l'Italia vanti un certo primato in Europa, anche se secondo qualcuno i dati son montati. Ad ogni modo, succede di continuo. Dal mio punto di vista son caduti dei lavoratori sul posto di lavoro. Ahimé, peccato.
siamo lì per portare democrazia e liberare una nazione da bastardi come quelli che hanno ucciso oggi i nostri militari. Con i Lince, che sono mezzi ottimi, con quell'ordigno saltava qualsiasi mezzo…
un cognome sardo: molti miei cugini sono militari, una scelta che hanno fatto per trovare lavoro, non per “vocazione”.
esatto, sardo. Dovrebbe essere di Solarussa, in provincia di Oristano
Due mondi completamente diversi non potranno giammai darsi la mano…non si può morire in questo modo…
Farò un commento “sgradevole” e mi attirerò molte antipatie. Pazienza..
Ogni giorno, nell'indifferenza generale, muiono migliaia di persone. E molti bambini. Di fame, di malattia, per incidenti stradali. Per violenze urbane e quotidiane.
Non se ne parla mai (a parte di tanto in tanto qui su G.)
Su questa (tristissima) vicenda di 6 ragazzi morti mentre facevano il loro dovere di militari, uccisi da assassini che disprezzo, invece, tantissima retorica. Che, come ha ricordato qualcuno sopra, non ragiona invece non sulla giustezza o meno della missione ma su adeguatezza dei mezzi impiegati, delle regole d'ingaggio, ecc….
Mi piace molto il pezzo, perchè è totalmente privo di retorica, solo fatti.
Bravissimo Alessandro.
Ai 6 caduti e alle loro povere famiglie, un sorriso triste. Lo stesso per tutti
C.
Siamo li perché Abbiamo interessi lì.Molti.
I talebani non hanno mai fatto attentati in occidente.
E se vuoi esportare la democrazia, devi trovare un posto dove attecchisca.
A Cuba non si sarebbe potuta esportare la democrazia, infatti il popolo scelse la rivoluzione.
In Afghanistan, non si può esportare la democrazia.
Non quella occidentale.Non quella americana.Fatta di lobby e poteri forti, guidati da interessi altrettanto forti.
Quello che si ottiene è l'ennesimo protettorato americano.
Che va bene agli USA, ma non fa bene ai militari che sono lì a fare da poliziotti, invece
che a fare il loro mestiere, che è quello del soldato.
Non contano i mezzi o le regole id ingaggio.
Conta solo il fatto che dal 2000 avanti cristo, nessuno ha mai stabilmente controllato quella
regione.Troppo importante come crocevia.Meglio tenerla povera e sottomessa di volta in volta al potente di turno.
L'Afghanistan, come decretò la fine dell'URSS per banca rotta, sarà la cosa che farà capitolare la NATO se continua così.
Meglio dichiararsi sconfitti e andarsene.
quoto Comicomix.
un saluto triste ai militari italiani morti e alle vittime civili afgane, perché purtroppo
non riesco a distinguere se un ventre dilaniato sia italiano o afgano.
quote carlo anche io
Mi spiace per Carlo, ma quello che scrive non è corretto. i Lince sono mezzi adeguati invece, sono stati anche rinforzati. Come ho scritto il problema sono le bombe al massimo…
@Fabio:
Non dispiacerti.
Solo un'osservazione: nel mio commento, la cosa relativa ai mezzi impiegati è un pure esempio appena accennato, marginale rispetto al “senso” del commento.
E ad esser pignoli, l'uso dell'aggettivo “corretto” è un po' “scorretto”: per te sono “adeguati” (opinione legittima) per altri, dato contesto e situazione, magari no (idem).
^_^
C.
Mah, sineramente non vedo molti interessi in gioco in Afghanistan, a parte la faccia di chi c'è andato per portare la democrazia. Alla fine sarà come in Vietnam, si arriverà ad un punto di rottura quando il macabro conto dei morti non sarà più sostenibile, allora i militari se ne andranno, alla faccia di qualsiasi democrazia da esportare.
A me spiace molto per le persone morte nell'attentato (e anche se moralmente sono d'accordo con comicomix, c'è da rilevare che non tutti i morti sono uguali alle orecchie della gente, e lo scrivo con dispiacere), e vorrei sottolineare la parola persone. Perché un militare muore nel momento in cui fa il giuramento di fedeltà, anche se non lo si vuole magari accettare. Il fatto che poi un militare sia in missione di pace o di guerra non toglie che ha ceduto (consciamente o meno) la sua vita allo stato, che ne fa quello che vuole.
Dispiacere grande per le persone morte, e per le famiglie che lasciano, per loro si.
La situazione è molto delicata…ho trovato un articolo, da cui mi discosto per evidenti ragioni di vedute, ma in cui ho riscontrato vari spunti interessanti…
http://www.loccidentale.it/articolo/fieri+di+es...
Spero che qualcuno abbia la pazienza di leggerlo…cosa ne pensate???
ne pensiamo che spammare non è bene.
Pingback: Controsenso