Economia

I contatori anomali del gas e la sanatoria del decreto Ronchi

17 settembre 2009

L’aumento delle bollette degli ultimi anni non è solo colpa del caro-petrolio, ma anche di qualche “anomalia” dei rilevatori di consumo. Di fronte alle inchieste in corso, che sembrano confermare i sospetti, ecco che arriva il governo con una legge che sospende tutto. A favore delle aziende

Questa storia è iniziata qualche anno fa. E la storia del caro-bollette del gas per uso domestico, quello che si usa in casa  per il riscaldamento e l’acqua calda. Un aumento in Contatori2parte dovuto alla corsa al rialzo dei prezzi dei combustibili che ha fatto lievitare le tariffe. Ma anche ad un progressivo incremento dei consumi, non del tutto comprensibile. Le associazioni dei consumatori, protestano e denunciano un cattivo funzionamento dei rilevatori del consumo di gas.

IL CONTATORE E’ VECCHIO – Esistono molti tipi di contatori. Si dividono in due principali “tipologie”: quelli volumetrici e quelli venturimetrici. I primi  misurano il gas attraverso il passaggio del gas all’ interno di una turbina. I secondi, misurano il gas in base alla differenza di pressione tra l’ entrata e l’ uscita di un passaggio di cui sono ben note le grandezze geometriche. Anche tra i contatori volumetrici, quelli utilizzati in Italia, ci sono differenze notevoli. I più vecchi sono a membrana animale, mentre i più recenti a membrana sintetica. Quelli vecchi nel tempo diventano imprecisi, perché le membrane animali perdono di elasticità e misurano male il consumo. Uno studio dell’Università di Napoli, avvalendosi per le verifiche di un laboratorio accreditato dal NMI (Nederland Meetinstituut), l’Istituto di metrologia legale olandese, ha controllato sia i contatori a membrana animale che quelli costruiti con membrana sintetica. I risultati hanno dimostrato, per i contatori a membrana animale, scostamenti rispetto alle quantità tollerate dalla normativa vigente già per i contatori con età superiore ai 20 anni. E in Italia i contatori del gas sono in gran parte vecchi: la loro media di vita è superiore addirittura a 30 anni, ma ci sono anche dei “nonnetti” ultra cinquantenni in giro per le nostre case.

QUANTO GAS CONSUMIAMO? - Le lamentele delle associazioni dei consumatori hanno portato all’apertura di un’inchiesta della Procura di Milano già nel 2007, curata dai pubblici ministeri Sandro Raimondi e Letizia Mannella. All’inizio sembra un’inchiesta “minore”. I due Pm partono dal Comune di Milano e dal suo hinterland, si mettono a verificare il funzionamento dei contatori del gas in diversi condomini. Alcuni sono così vecchi da non poter essere neppure controllati. Tutti quelli a membrana naturale mostrano un malfunzionamento. Il decreto ministeriale pubblicato sul supplemento ordinario n. 97 alla Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2006, che richiama una norma UNI, prevede che i contatori di gas domestici devono avere una tolleranza di lettura variabile dal 4 al 6%, a seconda dei tipi. Mentre quelli controllati dai periti della procura di Milano hanno margini di errore superiori, in media del 10% con punte del 15% di gas non erogato risGas1petto al pagato. Quindi, a danno degli utenti,  e questo a prescindere dal modello di bruciatore utilizzato.

L’INDAGINE SI ALLARGA - Secondo i due magistrati di Milano questo campione era rappresentativo di una realtà nazionale. E, facendo due conti, dato che i contatori in Italia con le membrane naturali sono circa cinque milioni, le reti di fornitura del gas potrebbero aver somministrato circa 500 milioni di metri cubi di gas in meno all’anno rispetto alle bollette pagate da milioni di famiglie. Forse anche di più, perché in Italia ci sono anche i “nonnetti”, i contatori vecchi anche di 50 anni. I magistrati decidono di allargare l’inchiesta iniziata con l’Aem, la municipalizzata di Milano, coinvolgendo anche alcuni nomi di spicco, come la Snam Rete Gas e Italgas, controllate dall’Eni, quindi proprietà del ministero dell’Economia. Si aprono nuovi filoni d’indagine, il lavoro aumenta. Fioccano anche i rinvii a giudizio, l’ultimo è del luglio 2009. In un decreto di sequestro che coinvolge le società Actaris, Fimigas e cinque funzionari del Ministero dello Sviluppo economico,  i Pm parlano di un sistema illecito da “ricollegare con le imprese che trasportano e misurano il gas, che hanno interesse ad avere misuratori addomesticabili”.

5 commenti a I contatori anomali del gas e la sanatoria del decreto Ronchi

  1. Sbronzo di Riace

    ma se io immetto nel punto A della rete un quantitativo 100 di gas e poi fatturo 103 104 105 alla somma degli utilizzatori finali mi pare ovvio che c'è un errore nei contatori finali
    certo non posso saper con esattezza quale utilizzatore finale ha pagato più gas di quello ricevuto ma lo so globalmente

  2. comicomix

    @sbronzo di riace:
    Il fatto è che a “fregare” sono in pochi, i “fregati sono tanti…e che in questa assoluta incertezza normativa (con norme dell'800) è sicuro che ci rimetteranno i tanti. COmunque vada a finire. Ma se anzichè cercare ALMENO di mettere un punto fermo per “chiuderla qui” con questi giochetti, si fa una legge che sospende tutto e rimanda a un anno (la definizione della norma, non la soluzione del problema), c'è qualcosa che non va..

    Un sorriso C.

  3. icy

    @sbronzo di riace:
    Non è così semplice, se immetti 100 di gas nella rete ci sono anche perdite dovute a mille fattori, perdite magari trascurabili (un 1% di perdita in una conduttura sarebbe una conquista per l'umanità, di fronte a perdite di almeno il 20% per gli acquedotti italiani, e di circa il 15% per gli elettrodotti). Quindi una valutazione di “tanto entra tanto esce” non si può fare, però in questo caso molti fattori a sfavore di chi controlla i contatori, e chi gestisce le informazioni su tali controlli.

  4. Io ho riscaldamento a gas.
    Il contatore me l'hanno messo su 20 anni fa, ma non mi stupirei se fosse più vecchio (in effetti lo sembra!).
    Da circa due anni arrivano bollette del gas a dir poco esagerate, con un aumento anno su anno, considerando il periodo in cui utilizzo il riscaldamento quello di Ottobre-Marzo, di due o trecento euro!
    Mi sa che mi conviene sentire Altroconsumo!

  5. Andrea

    Lavoro in una grande azienda nel settore del gas naturale e, pur essendo d’accordo in linea di massima con quanto scritto, desidero fare un poco di chiarezza in merito.
    Anzitutto i contatori volumetrici NON sono a turbina, che costutuiscono un tipo di contatore a se.
    I contatori volumetrici sono suddivisi nel tipo a rotoidi e a diaframma, questi ultimi usati nelle case e oggetto di questo articolo.
    Del tutto fondato il fatto che nel tempo i contatori diventano imprecisi, però non in positivo bensì in NEGATIVO, questo perchè la membrana si secca e diventa porosa, consentendo micro passaggi di gas non conteggiato, la stessa poi perde elasticità creando difficoltà di funzionamento, le valvole si sporcano generando attrito.
    Il fatto che poi questi contatori contino il volume del gas e non il peso è una scottante verità.
    In teoria, noi non paghiamo il gas in se, ma l’energia che da esso si può trarre.
    Essa dipende dalla quantità di gas (ovvero il peso) e dal potere calorifico.
    Tale potere calorifico dipende dalla composizione, che varia nel tempo a seconda della provenienza del gas, dallo stato del giacimento ecc. Il peso invece dipende dalla pressione del gas, dalla sua temperatura, e dalla composizione stessa.
    Allora si fanno una serie di assunzioni sull’energia media che si può trarre da un metro cubo di gas.
    Di norma il gas si misura riferito a delle condizioni standard, tipicamente 1013,25 millibar di pressione e 15°C oppure 0°C di temperatura. Per fare ciò è necessario un dispositivo elettronico detto correttore di volume. Se poi si vuole conoscere il peso esatto, allora bisogna utilizzare anche un gas-cromatografo che ne analizza la composizione.
    Tutte apparecchiature molto costose, improponibili sui piccoli contatori. Allora, si prende una composizione media, si assume nota la pressione (pari a 1013,25 millibar più il 2% circa, ma in realtà non è poi così costante) e si trascurano gli effetti di temperatura, ed ecco che si può acconsentire a misurare solo il volume di gas.
    Tanto per darvi dei numeri, tra 0°d’inverno e i 30°C d’estate, il peso del gas varia di oltre il 10% (pesa di più col freddo, quindi lo paghiamo di più d’estate col caldo).
    I contatori venturimetrici è vero che a torto si “diffida” il loro utilizzo, ma comunque sono inadatti alla misura di portate così piccole come quelle usate nelle case, sia perchè alle portate molto basse sono imprecisi, sia perchè costituiscono una strozzatura che fa perdere pressione al gas in arrivo in casa che di pressione già ne ha poca.
    Ultimamente però, ci si sta orientando, anche per i contatori domestici, alla tipologia ad ultrasuoni, che non avendo parti meccaniche in movimento non sono soggetti a perdite di precisione per l’usura negli anni, e che possono rilevare qualunque anomalia grazie all’elettronica, bel prima che fuoriescano dalla tolleranza di lettura.
    La quale, in genere per tutti i contatori, è del 2% dalla portata minima al 10% della portata massima, e dell’1% oltre tale valore.
    In conclusione, più che dei contatori in se penso che il caro bolletta sia dovuto in gran parte alle assunzioni fatte a monte riguardo il gas, e soprattutto alla speculazione sul suo prezzo.

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