Grecia, prima in banca, poi al voto
di Andrea Mollica - 16/06/2012 - Il terrore sul futuro dei propri risparmi è la prima preoccupazione di chi voterà se rimanere nell'euro o tornare alla dracma
I soldi sono la prima preoccupazione di ogni cittadino, e l’economia è quasi sempre il fattore decisivo delle elezioni di ogni parte del mondo. In Grecia però questo tema sta diventando prepolitico, perché al di là di cosa si voterà, gli ellenici cercano di tutelare i loro risparmi dalla possibile uscita dall’euro.
AIUTO, LA DRACMA - Nessun partito tra le principali forze dello spettro politico greco vuole uscire dall’euro. Pasok e Nea Dimokratia sono per il rispetto del Memorandum fissato con la Troika, mentre anche se Syriza propone un radicale ripensamento del programma di risparmio concordato con gli organismi internazionali, l”auspicio è quello di rimanere nella moenta unica. Fino ad ora dall’Europa però sono arrivati messaggi contraddittori, anche perché il governo tedesco e la Bundesbank rimangono fermamemente contrari ad ogni riscrittura di quanto concordato in precedenza con la Grecia. Un ammorbidimento potrebbe provocare un effetto domino nell’Europa piegata dalla crisi. Ecco perché l’uscita dall’euro è ancora una possibilità che viene esorcizzate nel modo più classico dei paesi al collasso economico, ovvero la corsa al ritiro dei propri depositi bancari.
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VERGOGNA PER LA SALVEZZA - Der Spiegel racconta la testimonianza di alcuni greci che stanno prelevando i propri euro dalle banche, per tutelarli da una possibile riscrittura dei loro depositi nella nuova moneta che verrà in caso di Grexit. Un’attivitist di una ONG,Joanna Stavropoulos, confessa di vergognarsi per quello che sta facendo, ma rimarca come il futuro di sua figlia sia la cosa più importante da salvaguardare in questo momento. Il settimanale tedesco ha intervistato anche due private banker, che confermano come i greci negli ultimi mesi abbiano continuamente ritirato i soldi dai loro conti. I capitali però non stanno fuggendo all’estero, ma spesso vengono depositati in cassette di sicurezza messe a disposizione dalle stesse banche. Secondo le ultime informazioni è inoltre in crescita la percentuale di chi preleva i soldi e poi li mette in casa. Negli ultimi mesi i furti nelle abitazioni sono schizzati verso l’alto, in alcune zone anche del 700%, perché può capitare di trovare anche decine di migliaia di euro in contanti nelle case. Una prospettiva di terrore che sta colpendo i cittadini più poveri, perché i dottori, gli avvocati o i top manager hano già da tempo messo in sicurezza i loro risparmi, aiutati dai consulenti finanziari che hanno consigliato acquisti immobiliari o depositi in porti sicuri come Svizzera o Hong Kong, oppure nell’acquisto di valuta estera.
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Uscire il prima possibile dall’euro e dall’eurozona. Nazionalizzazione di tutte le fabbriche e banche,ripristino delle frontiere e imposizione di pesanti dazi doganali! subito!
sara un po come cadere da 6 metri d’altezza per tutti pero concordo che la tua sia la decisione piu giusta
Prima lo capiscono e prima usciamo da questa crisi nera. Dobbiamo tornare alla vecchia lira e abbandonare l’europa disunita.
Giusto, ritorniamo alla Dracma e paghiamo la benzina il triplo di adesso. Anzi tutti a piedi!
una bella ripassata ai ribolliti con http://www.outeuro.com