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Rassegna stampadi Pietro Salvato
pubblicato il 16 settembre 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Sarà, forse, la complicità dell’aria frizzante di settembre, ma appare davvero curioso come certa stampa più o meno vicina alla destra sta orchestrando le sue campagna quotidiane. Tutti contemporaneamente a difesa dei “valori-disvalori” incarnati dal premier che, per semplificare, potremmo raccogliere nello slogan: “Dio, Papi e famiglia”. Tutti, allo stesso tempo poi, all’attacco contro chi, quello stesso premier, sembra mettere 05 information night Libero va alla crociata contro “Hussein” Obama   sempre più in discussione. Mentre Il Giornale di Feltri, dopo aver colpito ed affondato il direttore di Avvenire, Dino Boffo, oggi tira a palle incatenate contro il “compagno” Fini minacciandolo, persino, di essere a conoscenza di misteriosi dossier a “luci rosseLibero di Belpietro punta ad un bersaglio, se possibile, ancora più grosso. Il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama. Complice l’anniversario dell’attentato terroristico dell’11 settembre, il giornale del gruppo Riffeser, in un articolo a firma di Luigi Santabrogio si lancia un intemerato attacco contro quello che per molti è “l’uomo più potente del mondo”. “Chissà che avranno pensato –scrive l’editorialista – e con quale angoscia le 5.162 donne americane hanno ascoltato quelle parole pronunciate dal loro presidente, capo degli Stati Uniti d’America, Barack Obama. Cinquemilacentosessantadue donne: madri, fidanzate, sorelle che hanno avuto la vita spezzata e i gli amori inceneriti in luoghi oscuri. Cosa potevano pensare sennonché quelle morti sono state inutili e insensate, se anche il loro presidente, in uno slancio di orribile cinismo politico, ne faceva un affare “privato”, li buttava, come cadaveri in una fossa comune, sulle spalle del rivale G. W. Bush?

Obama, secondo Libero, avrebbe “In un battito di ciglia” addirittura “Rinnegato e ridicolizzato il sacrificio americano con più crudeltà dei terroristi di Bin Laden” al solo scopo di difendere davanti al Congresso la “sua” riforma sanitaria. Secondo il giornale di Belpietro l’alto tradimento” dell’antipatriottico Barack sarebbe confermato dalla seguente affermazione: la riforma sanitaria “Costa meno delle guerre di Bush in Iraq e Afghanistan”. Apriti cielo. “In Iraq – annota Libero – siamo ora a 4.342 morti dall’intervento del 2003, in Afghanistan a 820 da quello del 2001”. Equiparando, di fatto, così due guerre a cui nemmeno l’Onu ha dato la stessa egida. Santambrogio sembra trasformarsi in un novello Mc Carthy in sedicesimo. Il suo “J’accuse” è a tratti implacabile. “Terribile e vergognoso – scrive l’editorialista – per un presidente che proprio nell’anniversario dell’11 settembre e degli attacchi a Ground Zero sembra aver perso il lume della ragione, oltre che della misura politica. Perché tutto è lecito in politica, tranne che mettere nella voce “uscite” del conto economico del Paese i princìpi democratici e il sangue di un’intera generazione. Come se quei soldati fossero morti solo per il capriccio e il tornaconto di un presidente repubblicano e non per fare scudo all’esistenza di milioni di americani e europei”. Evidentemente a Libero ignorano ancora che lo stesso “calcolo economico” sia stato alla base della cosiddetta logica della “Guerra preventiva”, che poi ha portato all’invasione dell’Iraq. Guerra, cifre alla mano, costata più di 100.000 vittime civili.

L’enfasi guerrafondaia ed islamofoba si fa man mano sempre più incalzante. “Quella frase indecente – scrive il giornalista -, speriamo inconsapevole, nella sua brutalità e ferocia, sembra fare piazza pulita dei giorni in cui tutta l’America, dapprima spaesata e piegata davanti al dispiegarsi di una potenza diabolica, giurò sulle macerie delle Torri Gemelli di reagire. Di opporsi alla forza dei nuovi imperatori del male, Bin Laden e l’islam, diventati fiamme dell’inferno per bruciare tutto l’Occidente”. E ancora: “L’intervento militare in Afghanistan, covo e scuola dei kamikaze di Allah, base per i successivi attacchi al mondo libero, fu deciso da tutte le forze del Congresso, approvato dall’Onu e sostenuto militarmente dagli Alleati”. “Le guerre di Bush? Ma di che parla, mister Obama? Non venivano forse da lì i terroristi che per 9 anni hanno sparso terrore e cadaveri – arringa Libero – in tutto il mondo? E l’Iraq di Saddam Hussein, non è stato il luogo dove decine di occidentali sono stati rapiti, sgozzati e usati come mezzo di ricatto mondiale?”. “La guerra in Afghanistan – prosegue il velenoso editoriale – non è affare interno su cui si possa fare la cresta politica o i quattro conti di una finanziaria: Obama, pur essendo nuovo del mestiere di presidente, dovrebbe saperlo. Avesse ragionato così, 65 anni fa, pure il presidente Franklin Delano Roosvelt, le divisioni del generale Montgomery non sarebbero mai sbarcate a Omaha beach e l’Europa non sarebbe mai stata liberata dalla dittatura di Hitler e dei governi nazifascisti. Oggi, il nazi-islam minaccia allo stesso modo l’Occidente e quelle due guerre, che secondo Obama, non valgono una riforma sanitaria, somigliano tanto al D-day europeo”.

Retorica, è evidente tanto prolissa quanto vuota e stucchevole. Ma tant’è, questo offre il convento di Belpietro. Infatti, non poteva mancare nemmeno l’accusa di veterocomunismo: vero e proprio marchio della ditta. “La gaffe” sui costi afghani e iracheni, nasconderebbe qualcosa di ben più grave che un eccesso di polemica politica. “Fa tornare alla memoria quello slogan sciagurato “Meglio rossi che morti” – sostiene Libero -, contro l’installazione degli euromissili. La frase di Obama sembra tirata fuori dal lessico dei movimenti pacifisti e anti-imperialisti che protestano contro l’intervento occidentale in Iraq, figli della sinistra filosovietica internazionalista che negli anni Settanta protestavano contro l’intervento americano in Indocina. Le piazze europee erano attraversate dal popolo comunista e arcobaleno che gridava Better red than dead, contro i Pershing e i Cruise installati anche in Italia in quegli anni”. La sentenza capitale contro l’inquilino “colored” della Casa bianca è perciò scontata. “E’ questo che il presidente Obama – chiosa il giornale di Belpietro – ha in progetto per il suo popolo? Tutti assistiti, curati gratis e pure super alimentati. E alla malora l’onor di Patria e lo spirit of America. Meglio islamici (e assicurati dalla mutua) che morti. Non è pensiero da presidente Usa, anche se come secondo nome fa Hussein”. Amen.

(Vignetta di Bucchi)

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