di Donatella Lai (uyulala)
postato alle 12:11 del 23 Aprile 2008 in CulturaTorna alla home

LA TESTIMONIANZA - Nel momento in cui sto scrivendo sono reduce da uno di questi eventi. Un convegno molto interessante offertomi da un’azienda farmaceutica. Nel momento in cui mi sono seduta davanti alla tastiera mi sono immaginata presa d’assalto da una moltitudine di persone che gridava allo scandalo per aver accettato questo, e ciò perché altre volte ho ricevuto critiche feroci per la stessa ragione. Eppure la sponsorizzazione di eventi è un fatto comune alla nostra società ed è presente in ogni campo della nostra vita senza che ciò venga considerato né illecito (non lo è, infatti) né immorale, sebbene in qualche caso invece lo possa essere. Vengono sponsorizzati gli eventi sportivi, i programmi televisivi. La stampa è mantenuta dalla pubblicità, i siti internet ne fanno largo uso e la maggior parte dei blog usano in modo più o meno invadente almeno gli Adsense.

Gli eventi scientifici senza gli sponsor non sarebbero pensabili. Non sarebbero possibili la maggior parte delle ricerche e non sarebbe pensabile la loro divulgazione e la discussione relativa. Durante gli eventi sponsorizzati esistono spazi in cui il “taglio” a favore del prodotto farmaceutico è esplicito, ma in molti casi si verifica il paradosso che vengono proposti lavori in cui viene dato maggior rilievo ad altri prodotti. Inoltre vengono accolti senza alcun problema interventi che non hanno come tema la farmaceutica e che dal punto di vista dello sponsor sono assolutamente neutri. Il livello di controllo imposto dal Ministero è comunque tale da limitare fortemente il rischio di ricadere in situazioni illecite come quelle che accadevano in passato.

Attualmente si sta cercando di incrementare la formazione on line, che potrebbe in parte risolvere il problema dei costi gestionali degli eventi formativi e quindi consentirebbe una maggiore indipendenza dalla sponsorizzazione, ma c’è un ma. Un aspetto fondamentale negli eventi residenziali è costituito dalla possibilità di scambio fra colleghi provenienti da aree diverse d’Italia e, quando si tratta di eventi internazionali, questo scambio si allarga a molte altre nazioni. La formazione via internet taglierebbe completamente fuori quest’aspetto che non è meno importante di quello didattico in senso stretto. Durante convegni e corsi infatti è molto frequente assistere al nascere di nuove collaborazioni, allo scambio di esperienze lavorative che consentono di portare nella propria sede di lavoro idee nuove e punti di vista lontani dalle realtà locali. Tutto questo verrebbe cancellato di colpo con una perdita umana e professionale notevolissima.

PROSPETTIVE FUTURE - Arrivo a fare le mie considerazioni:

  • Le case farmaceutiche si trovano molto spesso, anche nel campo della formazione medica, a colmare un vuoto lasciato da istituzioni quali lo Stato o le ASL
  • Gli eventi formativi sono sempre, tutti, MOLTO costosi, fatta eccezione per alcuni organizzati da fondazioni. Nell’arco di un anno non è possibile per un medico coprire il fabbisogno di crediti previsto dalla legge solo di tasca propria e raramente le ASL riescono a provvedere interamente.
  • Usufruire dei corsi sponsorizzati presenta aspetti positivi e aspetti negativi, come per ogni cosa: il livello di controllo esercitato dal Ministero è molto alto e con ciò vengono limitati fortemente i comportamenti illeciti. E’ pur vero che siamo in Italia ed è plausibile che ci siano fenomeni di corruzione al riguardo, ma non credo che questa possa essere una regola e sono del parere che chi è convinto di ciò debba portare solide prove per poterlo affermare.
  • L’aspetto negativo è legato al fatto che con gli eventi sponsorizzati abbiamo poche possibilità di scelta e spesso accettiamo “quello che passa il convento” piuttosto che quello che ci interessa davvero o che ci servirebbe maggiormente nella nostra pratica clinica.

Da troppo tempo assisto ad una sfiducia generalizzata dei cittadini nei confronti della classe medica e vorrei a questo punto, anche in questo caso, lasciare delle riflessioni:

  • in tutti i campi l’unica possibilità che una persona, una classe sociale o di lavoratori, un’istituzione o un gruppo aziendale non commetta irregolarità e illeciti è esercitare un costante controllo e in questo senso trovo molto positivo che i cittadini acquisiscano tale ruolo dalla base.
  • Il taglio scandalistico però di alcuni movimenti di opinione suscitati o mantenuti dai media non giova ad un controllo sano e coerente: non permette una visione serena di tutti gli aspetti di una situazione complessa e rischia di creare molti più danni di quelli che vorrebbe teoricamente evitare.
  • Noi clinici abbiamo bisogno di acquisire e rettificare informazioni, abbiamo bisogno di confrontarci alla pari, abbiamo bisogno di uscire dagli aspetti routinari del lavoro in quanto essi rischiano di perpetuare errori. Non siamo degli sprovveduti, perlomeno la maggior parte di noi non lo è, e in genere sappiamo distinguere uno studio manipolato da uno genuino. In questo senso anche noi esercitiamo un controllo di qualità sulle aziende farmaceutiche e sui ricercatori che lavorano sotto sponsor.
  • Più eventi sponsorizzati seguiamo e più facilmente riusciamo a cogliere le manipolazioni, quando vi siano, in quanto ci può capitare più frequentemente di assistere a convegni sponsorizzati da aziende farmaceutiche rivali fra loro.

La mia speranza è quella che a poco a poco nella società si impari a fare retromarcia rispetto alle posizioni ideologizzate, in ogni campo esse possano essere presenti. Nel campo della salute, fra l’altro, esse sono particolarmente rischiose. L’ideale per me è creare fra cittadino e medico – e servizi sanitari dove sia possibile - una sorta di “fiducia controllata” reciproca, in un rapporto maturo di tipo professionale non legato al carisma della figura medica come avveniva in passato ma neanche inquinato dalle pericolosissime scorie di diffidenza aprioristica legata a un’informazione parziale di tipo scandalistico.

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