L’organizzazione dell’Educazione Continua in Medicina è nata per equiparare il sistema di formazione professionale degli operatori sanitari a quello che era già presente nelle nazioni occidentali e serviva a garantire un aggiornamento necessario per evitare il perpetuarsi di modelli operativi vecchi e/o scorretti.
L’INTENTO - Seguendo il link potrete avere una visione completa e dettagliata. L’idea è quella di fornire al medico la possibilità di scegliere eventi scientificamente accreditati dal Ministero della Salute e nello stesso tempo obbliga il professionista ad “accumulare” un numero minimo di crediti, per fargli raggiungere un accettabile livello di formazione e di aggiornamento e di migliorare le proprie competenze relazionali e comunicative, il tutto entro la fine di un periodo specifico che per ora è stato di un quinquennio.
Però l’iter per accreditare un evento è piuttosto lungo, inoltre l’agenzia organizzatrice deve prevedere delle spese aggiuntive allo scopo: lo stesso accreditamento è legato al pagamento al Ministero di un tariffario. Inoltre per il controllo dello svolgimento del corso o del convegno ci si deve servire di agenzie preposte allo scopo, che siano abilitate anche al controllo della presenza dei partecipanti. Questo ha determinato un aumento dei costi degli eventi ECM e ha comportato che di fatto molti organizzatori tendessero a ritirarsi da tale ruolo, soprattutto nei primi anni, e aprendo quindi la strada a eventi prevalentemente sponsorizzati. Ed ecco come le industrie farmaceutiche sono diventate sponsor di eventi ECM. Da sempre le imprese del settore hanno organizzato convegni e corsi per la formazione del personale medico, orientando l’evento stesso verso argomenti inerenti l’area di interesse loro propria: nel mio campo chi produce antipsicotici sponsorizza la formazione che riguarda le malattie psicotiche, chi sponsorizza antidepressivi offrirà corsi relativi allo studio sulla depressione e così via. Ugualmente succede per il sistema cardiovascolare, l’apparato digerente etc…
MAGAGNE & RIMEDI - Tale situazione ha creato in passato delle aberrazioni che son poi diventate oggetto di feroce critica, a volte giustificata e a volte molto meno. Alcuni eventi infatti venivano organizzati in località di villeggiatura e i programmi erano tali da permettere ampie “fughe” ai medici, che sfruttavano il convegno o il corso di formazione come occasione di vacanza. Erano spesso “viaggi premio” per chi prescriveva forti quantità di farmaci dell’azienda. Si trattava però di aberrazioni che AFFIANCAVANO gli eventi dal valore scientifico solido senza sostituirsi ad essi, tant’è vero che alcuni congressi hanno mantenuto inalterata la struttura organizzativa prima e dopo l’introduzione della Formazione Continua in medicina, fatti salvi gli obblighi di frequenza e i questionari di rilevazione dell’apprendimento, che prima non esistevano. Per combattere questo andazzo sono state introdotte regole piuttosto ferree: ad esempio i corsi prevedono un numero di ore minimo che, di fatto, occupa gran parte della giornata. Senza queste norme, anche se l’evento presenta un programma scientificamente valido comunque il Ministero non approverà l’iscrizione al sistema di accreditamento. Senza contare le numerose accortezze per il controllo dell’effettiva frequenza del corso da parte dei medici, ad un livello tale che è quasi stressante la partecipazione a un congresso o a un corso di formazione, soprattutto perché non si è mai capito cosa possa succedere nel caso in cui un medico non riesca a raggiungere il numero previsto di crediti per l’anno in corso. Tutt’ora, a distanza di 6-7 anni, ci chiediamo se tale eventualità possa avere ripercussioni sulla nostra carriera o se, addirittura, potrebbe portarci ad un eventuale licenziamento o di rimozione dall’iscrizione degli ordini professionali.
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Corsi di formazione medica “sponsorizzati”: sì o no?…
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