“Domani forse esce qualcosa contro il presidente della Camera… ma in queste ore si sta lavorando per evitarlo… qui si rischia di mandare tutto a puttane” dicono dalle parti di Montecitorio
“Tu sei mai stato in disaccordo con Berlusconi? Beh, sappi che hanno un dossier pure su di te!”. La battuta circolava ieri mattina dalle parti di Montecitorio, nei bar frequentati dagli onorevoli che avevano appena letto l’ennesimo attacco di Vittorio Feltri a Gianfranco Fini. “Ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano sui teoremi - ha detto il direttore del Giornale - Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. E’ sufficiente – per dire – ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme“. Una specie di avvertimento mafioso. Con le parole di Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia ma anche legale del capo di Montecitorio: “Inserire in un articolo che si riferisce a vicende politiche e al presidente Gianfranco Fini una allusione generica a un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse’ che riguarderebbero personaggi di Alleanza Nazionale, è un fatto gravissimo che lede la reputazione del Presidente della Camera dei Deputati. Valuteremo quali iniziative assumere in sede giudiziaria“.
DUE DOSSIER – Dell’esistenza di un paio di dossier che circolavano a proposito di Fini avevamo parlato l’8 settembre: “un paio, di cui uno fotografico, che girano per alcune delle redazioni più importanti dei giornali italiani“. Feltri è stato più preciso, come qualcuno che li ha anche letti e li tiene custoditi nella sua scrivania. La denuncia è generica – “personaggi di AN” può voler dire di tutto – l’anno anche; l’obiettivo è preciso, e non può essere uno. Difficile che si riferisca a qualcuno di diverso rispetto al presidente della Camera o qualcuno a lui vicino un tempo. E facile anche che si possa spingere oltre, ma sarebbe un altro avvertimento, quello di troppo. Significherebbe davvero che Berlusconi e Fini non sono destinati a risanare la frattura politica. “Domani forse esce qualcosa contro Fini… ma in queste ore si sta lavorando per evitarlo… qui si rischia di mandare tutto a puttane” dicono dalle parti di Montecitorio, in ambienti non ostili al presidente della Camera. Ma non la pensano tutti così. Anzi. Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, si schiera dalla parte del giornalista e dice di stupirsi del “doppiopesismo di chi oggi critica Feltri e il Giornale, ma per mesi non ha espresso solidarietà a Silvio Berlusconi per gli attacchi del Gruppo Repubblica-Espresso”. Spiega l’ex radicale: “Sembra che a qualcuno piaccia una sorta di doppio standard, per cui contro Berlusconi si può fare tutto quello che non può e non deve essere fatto con gli altri cittadini italiani. E questo è un approccio molto strano”.
PDL SPACCATO? - Quanti nel centrodestra berlusconiano la pensano come lui? Quella di Capezzone è una posizione personale o rispecchia il sentimento di molti berluscones della maggioranza e del principale alleato di governo, la Lega, i cui leader sono protagonisti in questi giorni anch’essi di un duro scontro col Presidente della Camera? Se è vero che da qualcuno (Ignazio La Russa) è giunto un messaggio di condanna dell’atteggiamento di Vittorio Feltri, è anche vero che i messaggi di sostegno verso Fini si possono contare sulle dita di una mano. nessuno esce allo scoperto per solidarizzare dalle parti di Silvio Berlusconi, nessuno esce allo scoperto tra le fila del partito di Bossi: preferiscono il silenzio. pare che le voci sollevatisi per difendere Fini, come di consueto nella guerriglia verbale di questi giorni, giungano quasi esclusivamente dall’opposizione di centrosinistra. Oltre ai soliti, condannano Feltri Giampiero D’Alia dell’Udc (“Mezze parole non solo non fanno parte della buona informazione, ma costituiscono una seria minaccia, anche di rilievo penale”), Massimo Donadi dell’Idv (“La politica delle minacce, degli scandali e dei dossier è squallido e non serve a risolvere i problemi reali del Paese”), il laico liberale del Pdl Benedetto Della Vedova (“Si passa dal giornalismo ad altro”), l’unico che abbia apprezzato in toto le posizioni dell’ex leader di An negli ultimi giorni. Nulla di più.
LE QUERELE NON BASTANO – Insomma, la stragrande maggioranza dei big sembra pensare che ormai il dado sia tratto. E tutti scommettono che vincerà, come al solito, Berlusconi. Se è vero che “domani uscirà” davvero qualcosa contro Fini, significa che anche il presidente della Camera dovrà rassegnarsi: o piegarsi, e ricomporre, o arrendersi, e fare un passo indietro. Il segnale della querela preventiva, minacciato dall’avvocato Buongiorno può servire più a mettere le mani avanti che a ricomporre uno strappo difficilmente sanabile, se non con l’ipocrisia. D’altronde, dall’altra parte ci sono 50 parlamentari: se fossero davvero tutti fedeli a Fini, il presidente della Camerà avrà la partita vinta. Ma tutto ha un prezzo: anche la coerenza.























Sono un elettor di sinistra convinto ma riconosco in Fini la capacità di coerenza e molte idee più avanzate del suo stesso partito. Insomma lo vedrei anche come leader di un grande partio di centro Laico e progressista. Feltri ? E' meglio non dire parolacce !
Tommaso
Feltri dimostra di essere peggio di Fede: Fede almeno queste cadute di stile e di gusto non le ha mai avute, confermando di essere un gironalista schierato indubbiamente, ma anche intelligente.
Feltri no.
Feltri usa l'arma del giornalismo per attaccare portando avanti un gironalismo urlato, sensazionalista, ma sopratutto senza avere uno straccio di prova. Il giornalista è libero di dire quel che vuole, ma solo se ha prove delle sue affermazioni.
io direi che feltri è un mercenario, fede un devoto.
Secondo me queste caratterizzazioni bastano a spiegare i loro comportamenti professionali.
Feltri fa un giornalismo che è la politica della Lega che piace a Berlusconi. Le uscite di Feltri sono le stesse, fare clamore vuol dire vendere giornali. Bossi inveendo contro di tutti fa aumentare i voti alla Lega.
Questo modo nel fare giornalismo e politica ci sta distruggendo ogni morale. Perché sanno che in Italia Vince chi fa più clamore.
oggi è di moda condannare Feltri ed esaltare Fini (come cambiano i tempi!), eppure Feltri ha avuto il coraggio e l'amore per la verità di smascherare la deriva sinistrorsa di Fini che, non da oggi, almeno 20 milioni di italiani avevano percepito senza dire nulla.
Solidarietà al Presidente della Camera, oggetto di un'aggressione di stampo quasi mafioso da parte del direttore de “Il Giornale”… Aria di crisi per re Silvio, con l'ex AN in rivolta in difesa del suo leader storico. Segno di una lacerazione ormai inarrestabile nell'impalcatura vuota e contraddittoria del Pdl…
Mi associo alle parole di Buttiglione, presidente dell’Udc: “Ma vi pare possibile che un giornale possa arrivare a minacciare di pubblicare dossier scottanti? Se quel giornale dispone di notizie è giusto che le pubblichi, ma se si tratta solo di pettegolezzi, farebbe bene a non pubblicare”. Feltri non molla, nonostante tutte le polemiche suscitate, continua la “sua politica” che a questo punto appare chiara: trovare/inventare scandalo-pettegolezzi, ricercare le prove, minacciare, ricattare e, infine, sferrare il colpo finale. Ora, se lavora “sotto il comando” di Berlusconi, la cosa è grave. Se non lo fa… è altrettanto, anche perchè non si capirebbero i suoi scopi (il suo principale sarebbe quello di informare, non minacciare). Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl sostiene che “ammonire qualcuno perché stia zitto non è giornalismo, né giornalismo di inchiesta”.
Chiara Cudini
E' ormai evidente che il modo di fare giornalismo di Feltri sia piuttosto discutibile: prima con la vicenda Boffo ed ora con Fini dimostra che l'unico suo intento sia infangare chi esprime idee politiche discordanti dalle sue. Ha detto bene Buttiglione dell'UDC: “Se quel giornale dispone di notizie e' giusto che le pubblichi, ma se si tratta solo di pettegolezzi , farebbe bene a non pubblicare”. Staremo a vedere che succederà… sicuramente Feltri riuscirà, come per la vicenda Boffo, a vendere tanti giornali e mi viene da pensare che il suo vero intento, oltre demonizzare coloro che sono controcorrente, sia proprio quello… Migliorerà mai la situazione dell'informazione in Italia?