Non è tutto bio quel che luccica

di - Benvenuti nel meraviglioso mondo del biologico. Un business che vale in tutto il mondo qualcosa come 55 miliardi di euro. Un piatto ricco che alletta i truffatori. E che alimenta numerose frodi. Come difendersi?

Non è tutto bio quel che luccica
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LA NORMA EUROPEA - La Legge. Già. Come detto il mondo del biologico è regolato dal Reg. (CE) n° 834/2007 il quale stabilisce le linee guida e le norme di produzione di alimenti biologici oltre all’etichettatura, alle norme che disciplinano la produzione, i controlli e gli scambi con i paesi terzi. Il regolamento è destinato ai prodotti agricoli destinati all’alimentazione umana, ai mangimi, al materiale di propagazione vegetativa e le sementi per la coltivazione, ai lieviti utilizzati come alimenti o come mangimi, mentre l’obiettivo è quello di indirizzare la produzione agricola che deve rispondere alle esigenze dei consumatori soprattutto sui metodi di produzione, l’impiego delle risorse naturali e la limitazione dell’uso di fattori di produzione ottenuti per sintesi chimica.

COME SI FA IL BIOLOGICO? - Per produrre alimenti biologici non possono essere usati organismi geneticamente modificati -fa fede l’etichettatura- così come l’uso di radiazioni ionizzanti per il trattamento degli animali. Le aziende che praticano sia agricoltura biologica sia agricoltura tradizionale devono tenere separati animali e terreni. E’ necessario inoltre rispettarne la vita e la fertilità naturale del suolo, la prevenzione dei danni basata su metodi naturali e con l’uso di un limitato numero di prodotti fitosanitari autorizzati dalla Commissione, con le sementi che devono essere prodotte secondo il metodo biologico.

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3 Commenti

  1. cristiosfbaro scrive:

    stic

  2. Il bianco di Gavi e il nero del pozzo scrive:

    Scusate ma…. qualcuno ha davvero creduto a tutte le balle che ci stanno raccontando da anni sui cibi biologici?
    Non esistono! La “merda” (leggasi concimi e veleni), naturale e/o chimica su cui e con cui crescono ortaggi, frutti e animali, è l’elemento base per ingrassare i conti dei cosiddetti “salvatori della nostra salute”, ed è la stessa merda sulla quale hanno da sempre coltivato quello che ci hanno fatto mangiare da sempre.
    Basta pensarci un solo attimo e chiedersi: ma allora, tutto quello che ci hanno venduto prima dell’invenzione del “biologico” era tutto velenoso? E quindi è tuttora velenoso ciò che ci presentano sui banchi di mercati e supermercati in cui non c’è la dicitura “biologico”?
    Quindi è chiaro, sia che ci hanno avvelenato per anni, sia che continuano a farlo ma a più caro prezzo, solo che col “biologico”, oltre che continuare ad avvelenarci allo stesso modo e metterci ulteriormente le mani in tasca, ci mettono anche qualcos’altro…. nel di dietro! Ho reso l’idea?
    E se si hanno ancora dei dubbi, facciamoci spiegare e convincere su come è possibile che i cibi “biologici” non vengono attaccati da parassiti! E facciamoci pure spiegare come mai, se non si usano prodotti chimici (veleni) il biologico costa di più e non di meno!

    Non sarà il caso che la Magistratuta inizi a specializzarsi anche in questo campo? Non sarà il caso che il Governo attivi tutte le istituzioni già ampiamente pagate da noi, affinchè in galera comuncino ad andarci anche molti produttori e commercanti di questa ennesima colossale truffa?
    Ex contadino del “Gavese”.

    • Roberto Pinton scrive:

      Caro signor contadino del Gavese, non so da cosa dipenda il fatto che Lei abbia dovuto smettere di svolgere l’attività di agricoltore: inadeguatezza tecnica? difficoltà gestionali? difficoltà di mercato? vincita al Gratta e Vinci? Fa niente.
      Come dovrebbe sapere, per effettare un diserbo meccanico su un ettaro di carote servono circa 3.000 euro di manodopera in più rispetto a un diserbo chimico. Come dovrebbe sapere, la resa per ettaro di cereali che non siano sottoposti a forte concimazione azotata di sintesi, ma solo a accorte rotazioni e a una fertilizzazione organica, può arrivare al 30% in meno (di più, per il mais). Come dovrebbe sapere, alcune fitopatie non sono risolvibili con i mezzi tecnici autorizzati per l’uso in agricoltura biologica. Come dovrebbe sapere, ci sono i costi delle certificazione e quelli della conversione (per i primi due anni il raccolto non è valorizzabile come biologico). Costi maggiori=prezzi maggiori, non c’è trippa per gatti.
      Dopo di che, se vorrà smetterla di strillare di merda, di di dietro e di truffa solo per dare aria alla bocca, possiamo provare a fare qualche ragionamento serio.
      Se desidera, le posso spiegare a parte cosa significano sia “ragionamento” che “serio”.
      Mi stia bene.

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