Non è tutto bio quel che luccica

di - Benvenuti nel meraviglioso mondo del biologico. Un business che vale in tutto il mondo qualcosa come 55 miliardi di euro. Un piatto ricco che alletta i truffatori. E che alimenta numerose frodi. Come difendersi?

Non è tutto bio quel che luccica
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CROLLO DEGLI OGM - Tornando a Ravenna, Ravennatoday ha raccolto le parole della Coldiretti che spiegano cosa muova una truffa del genere. Secondo l’associazione ogni anno vi è un aumento del 9 per cento negli acquisti di prodotti biologici, un aumento avvenuto nonostante la crisi economica. Di contro va segnalato un calo drastico degli alimenti Ogm -geneticamente modificati- i quali sono ritenuti “non salutari” dal 60 per cento degli italiani. La Coldiretti sottolinea inoltre che il fatturato dei prodotti biologici nel nostro paese negli ultimi dieci anni è triplicato passando da un livello di poco inferiore al miliardo di euro nel 2000 agli oltre 3 miliardi di euro attuali del 2012.

ITALIA AL PRIMO POSTO IN EUROPA - Questo aumento impone un maggiore controllo quindi, specie nei confronti delle merci estere importate, nonostante l’Italia sia con le suoi 47.663 operatori del biologico, dato aggiornato al primo gennaio 2011, il primo paese europeo per numero d’imprese nel settore. La superficie destinata all’agricoltura biologica, invece, si attesta sempre al 2011 a 1,113,742 ettari, con un incremento rispetto al 2010 dello 0,6 per cento. La Coldiretti ha però una ricetta che possa fermare il fenomeno delle frodi, almeno nel prossimo futuro, e questa riguarda l’istituzione di un marchio per il biologico italiano che possa rendere facilmente riconoscibile la produzione ottenuta con materia prima e standard nazionali.

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3 Commenti

  1. cristiosfbaro scrive:

    stic

  2. Il bianco di Gavi e il nero del pozzo scrive:

    Scusate ma…. qualcuno ha davvero creduto a tutte le balle che ci stanno raccontando da anni sui cibi biologici?
    Non esistono! La “merda” (leggasi concimi e veleni), naturale e/o chimica su cui e con cui crescono ortaggi, frutti e animali, è l’elemento base per ingrassare i conti dei cosiddetti “salvatori della nostra salute”, ed è la stessa merda sulla quale hanno da sempre coltivato quello che ci hanno fatto mangiare da sempre.
    Basta pensarci un solo attimo e chiedersi: ma allora, tutto quello che ci hanno venduto prima dell’invenzione del “biologico” era tutto velenoso? E quindi è tuttora velenoso ciò che ci presentano sui banchi di mercati e supermercati in cui non c’è la dicitura “biologico”?
    Quindi è chiaro, sia che ci hanno avvelenato per anni, sia che continuano a farlo ma a più caro prezzo, solo che col “biologico”, oltre che continuare ad avvelenarci allo stesso modo e metterci ulteriormente le mani in tasca, ci mettono anche qualcos’altro…. nel di dietro! Ho reso l’idea?
    E se si hanno ancora dei dubbi, facciamoci spiegare e convincere su come è possibile che i cibi “biologici” non vengono attaccati da parassiti! E facciamoci pure spiegare come mai, se non si usano prodotti chimici (veleni) il biologico costa di più e non di meno!

    Non sarà il caso che la Magistratuta inizi a specializzarsi anche in questo campo? Non sarà il caso che il Governo attivi tutte le istituzioni già ampiamente pagate da noi, affinchè in galera comuncino ad andarci anche molti produttori e commercanti di questa ennesima colossale truffa?
    Ex contadino del “Gavese”.

    • Roberto Pinton scrive:

      Caro signor contadino del Gavese, non so da cosa dipenda il fatto che Lei abbia dovuto smettere di svolgere l’attività di agricoltore: inadeguatezza tecnica? difficoltà gestionali? difficoltà di mercato? vincita al Gratta e Vinci? Fa niente.
      Come dovrebbe sapere, per effettare un diserbo meccanico su un ettaro di carote servono circa 3.000 euro di manodopera in più rispetto a un diserbo chimico. Come dovrebbe sapere, la resa per ettaro di cereali che non siano sottoposti a forte concimazione azotata di sintesi, ma solo a accorte rotazioni e a una fertilizzazione organica, può arrivare al 30% in meno (di più, per il mais). Come dovrebbe sapere, alcune fitopatie non sono risolvibili con i mezzi tecnici autorizzati per l’uso in agricoltura biologica. Come dovrebbe sapere, ci sono i costi delle certificazione e quelli della conversione (per i primi due anni il raccolto non è valorizzabile come biologico). Costi maggiori=prezzi maggiori, non c’è trippa per gatti.
      Dopo di che, se vorrà smetterla di strillare di merda, di di dietro e di truffa solo per dare aria alla bocca, possiamo provare a fare qualche ragionamento serio.
      Se desidera, le posso spiegare a parte cosa significano sia “ragionamento” che “serio”.
      Mi stia bene.

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