L’ombra di Silvio sul ddl anticorruzione

15/06/2012 - Il PdL minaccia il binario morto. Ecco perché

L'ombra di Silvio sul ddl anticorruzione

Il presidente della Camera Gianfranco Fini non poteva essere più esplicito: “Spero di essere smentito ma stando a quello che ha detto Fabrizio Cicchitto il ddl anticorruzione non sarà approvato in questa legislatura”. Come a dire che al Senato sarà piazzato su di un binario morto, e chi si è visto si è visto. Prima si voterà. Poi si vedrà: con le nuove maggioranze potrà essere ripreso, stravolto, cambiato e la trafila ripartirà da capo. Perché ad essere coinvolti, questa volta, sono non solo i processi dei più importanti politici come Silvio Berlusconi: ma anche la pratica quotidiana della classe politica italiana in generale.

 

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UNA RIVOLUZIONE - Se n’è accorto Gianfranco Micchiché, parlamentare di Grande Sud, che ascolteremo fra un attimo.

Il testo di legge è esaurientemente spiegato dal Fatto Quotidiano con Bruno Tinti, esperto di diritto, magistrato ed azionista del giornale (ma questo non c’è scritto, sul Fatto).

L a Convenzione Onu contro la corruzione del 31 ottobre 2003, firmata dall’Italia il 9 dicembre 2003, ratificata dal Parlamento Italiano il 3 agosto 2009, è stata tradotta in legge mezza-approvata il 14 giugno 2012. La classe politica italiana è riuscita a traccheggiare per 9 anni. Però, forse, quello che è successo oggi è l’inizio della sua fine. Perché “for se”? Perché la legge deve ancora essere approvata dal Senato; dove non mancano quelli che non vogliono suicidarsi.

La legge ruota intorno alla previsione di incandidabilità alle più importanti cariche pubbliche nazionali e locali per chiunque sia stato colpito da sentenza definitiva di almeno 2 anni per alcuni reati di particolare allarme sociale, fra cui la concussione e la corruzione; l’aumento delle pene nel massimo edittale e nell’introduzione del reato di traffico di influenze.

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2 Commenti

  1. m scrive:

    Per avere l’ineggibilità dei condannati (secondo me una legge non sarebbe necessaria in un paese civile, ma si sa con questi buffoni….) a partire da chissà quando, buttiamo nel cesso i processi a Penati e Berlusconi (caso Ruby). Bravi. Bravi davvero!!!!!!!!!

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