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pubblicato il 14 settembre 2009 alle 09:00 dallo stesso autore - torna alla home

Domanda: come mai il signor primo ministro Silvio Berlusconi riesce a sapere in anticipo che “due procure, quella di Palermo e di Milano,  cospirano” contro di lui, ma NON è mai riuscito invece a sapere che le 30 ragazze 30 portategli fin sull’orlo del letto dall’imprenditore puttaniere cocainaro Tarantini erano in buona parte delle escort? E come mai per mesi ha ignorato che le gentili bonone con le quali faceva sesso erano pagate proprio per soddisfare i suoi appetiti?

Risposta: perché i casi sono due e solo due. O il Chiavaliere mente spudoratamente, sapendo di mentire, alla pubblica opinione, cioè ai cittadini italiani dei quali è – incredibile, ma vero – il capo del governo, oppure è un incapace. Per giunta circondato da incapaci, visto che a nessuno dei suoi numerosi sottoposti è venuto in mente di fare qualche verifica, peraltro dovuta. Poi c’è una terza risposta possibile: e cioè che per il Chiavaliere la bernarda sia più dell’eroina per un eroinomane e più dell’oppio per un oppiomane, basta averla a tiro e lui perde letteralmente la testa, non ragiona più. Va in brodo di giuggiole, ma anche in pappa completa. Però a ben guardare questa terza eventuale possibilità rimanda alla seconda risposta: un incapace, circondato da incapaci.

Dato che una volta tanto siamo in tema non di elezioni ma di erezioni, vorrei porre anche un’altra domanda che ho sulla punta della lingua (“Honi soit qui mal y pense”…) da quando ho letto l’intervista all’avvocato Ghedini, faccia adeguata al ruolo, che spiega col dovuto sussiego perché mai ha deciso di far decidere al Chiavaliere di querelare intanto Repubblica e l’Unità per via delle famose 10 domande del primo giornale e dei boatos del secondo sulle defaillance penali, pardòn peniche, del suo illustre assistito. “Coooosaaa? Ma scherziamo?”, ha infatti risposto stizzito l’impagabile (si fa per dire: è pagato bene anche lui, tipo Feltri) avvocatissimo. Sì, vabbé, ma lui che caxxo ne sa se il coso del Chiavaliere funziona o no senza iniezioni di prostaglandine o pillole di viagra, cialis e quant’altro?

A voler essere maliziosi, si potrebbe malignare. I ministri e i camerlenghi dei Re di Francia e degli imperatori del Celeste Impero assistevano di  buon mattino alla vestizione e anche ai bisogni corporali dei loro monarchi, e il presidente Usa Lyndon Johnson usava riceverli anche mentre andava “di corpo”, assiso cioè non in trono ma sulla tazza del water. Ma Ghedini a cosa assiste per essere così sicuro, addirittura tranchant sul buon funzionamento della nerchia (scusate il francesismo) dell’ultra 70enne papi? Berlusconi a questo suo avvocato erede di Cesare Previti mette in mano e mostra faccende importanti, anche personali. Non è che per caso gli metta in mano e gli mostri anche altro?

Come che sia, basta e avanza un  Calderoli in costante adorazione e pubblica esaltazione degli “attributi” del suo capo, il senatùr Bossi.  Ghedini, col suo faccino compunto, un po’ da occhialuto chierico fustigatore e un po‘ da  Torquemada di provincia, farebbe meglio a evitare di scendere sul terreno di un  Calderoli, se non altro perché questi ha una faccia di tutt’altro tipo. Più da osteria e da coro di goliardi, diciamo per essere gentili.

Ah, no, dimenticavo un’altra domanda. Il Chiavaliere ha querelato il giornale l’Unità per avere riportato sul suo conto una serie di cattiverie e insinuazioni sessuo-peniche. Sì, ma perché si è guardato bene dal querelare anche e soprattutto quel suo compare, pardòn, compagno di partito, Paolo Guzzanti, che quelle affermazioni – e anche di peggio – ha proferito pubblicamente per primo? Affermazioni che la beffarda Unità (ma unità de che? Mistero) si è limitata a riportare, facendo peraltro solo il suo dovere di giornale.

Ci consenta, egregio Chiavalier Berlusca Meravigliao, di dirle che quando un capo di governo si lascia guidare o manovrare da un avvocato allora butta male. Gli azzeccagarbugli, per quanto strapagati, portati in parlamento e col garage pieno zeppo di auto storiche, servono – come dice la parola stessa – per azzeccare i garbugli. Non per farsi dettare la linea. Quando ci si riduce a questo, al Quirinale ci si può andare al massimo per scusarsi per avere raccontato la clamorosa balla dell’indisposizione da strappo muscolare alla schiena inventata, a mo’ di Pierino con la signora maestra, per poter restare a casa per trombare con la bonona di turno, la focosa brasileira pagata all’uopo da Tarantini.

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