Giovane, sexy, polacca cerca amicizie in vista di un prossimo viaggio in nel belpaese. Ma purtroppo, parla solo l’inglese. Un piccolo esperimento condotto per testare la conoscenza delle lingue da parte della nostra gioventù. Con risultati sconfortanti.
Dovevano essere “impresa, informatica, inglese” le famose tre “i” del secondo governo Berlusconi, ossia la ricetta per modernizzare l’Italia. E, a proposito della terza, l’inglese, ci siamo sempre chiesti se questi benedetti ragazzi avessero imparato qualcosa. Così, abbiamo deciso di svolgere una piccola indagine sul
campo. Niente sondaggi telefonici però, nessuna raccolta dati dalle pagelle dei licei, nemmeno un’analisi quantitativa di raccolte di sonetti shakespeariani in lingua originale venduti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: ci siamo affidati, molto più empiricamente, a quei fantastici siti per rimorchiare che vanno molto in voga tra i ggggiovanidoggi. Ovvero, www.bellisinasce.it e it.netlog.com. Ci siamo così travestiti da HeleStar alias Helena Ciolek, giovane e bellissima ragazza polacca (in realtà una complice italianissima: le foto sono quelle che corredano l’articolo) acqua e sapone in procinto di venire in Italia per un viaggio studio, registratasi alla community online desiderosa di conoscere nuovi amici del Belpaese. Unico problema: la nostra Helena non capisce una parola in italiano; per parlare con lei è necessario esprimersi in inglese e, naturalmente, per fare colpo ci vuole un pizzico di creatività, perché nessuna ragazza rimarrebbe ammirata da un “ciao come stai?” o da “la penna è sul tavolo”. E allora, vediamo come i nostri simpatici Kikko, Suadente82, Spaghetto78 e DragoKnight90 si sono comportati, nell’atto del corteggiamento via internet.
CIAO CIAO BAMBINA - La maggior parte degli sciupafemmine nostrani guarda solo le figure e, quando legge, non ci capisce moltissimo. Non si contano quelli che vogliono sapere di più sulla zona di Roma dove abita Helena perché conoscersi va bene, ma bisogna far di conto col prezzo del petrolio e col traffico. Strafregandosene della richiesta di contatto in inglese, i più si son fatti avanti puntando sul sicuro: in italiano. Lasciamo perdere i casanova seriali, quelli che scrivono “ciao, sei bellissima” a tutte sapendo che c’è un ritorno positivo dell’1 per mille, e ci dedichiamo agli approcci più complessi. Ad esempio, un quasi quarantenne che dimostra un armamentario piuttosto originale: dalle lodi alla perfezione dei recettori del viso (“sono stupendi… se vuoi poi ti spiego cosa sono i recettori” – che dev’essere facile in inglese o in polacco) alla rassegnazione per la più italica consuetudine buorocratica (“ma esiste da qualche parte un modulo particolare da compilare per poi
aver la possibilità ed il piacere di poterti conoscere ?”). Immancabili i poeti del filone romantico (“Se l’intensità del tuo sguardo rispecchiasse quella del cuore, ti basterebbe un semplice sorriso per aprire tutte le porte del paradiso…”), ma ce ne sono parecchi futuristi (“che tette!”; “bella figa”) e anche qualcuno che prende spunto dalla fantascienza (“Sguardo limpido d’aprile di dolcissime emozioni.. sicura di essere Terrestre? Oppure appartieni ad un altro pianeta.. Aliena!”). Ma la parte del leone la fanno i direttisti, quelli che vanno al sodo senza tanti giri di parole: anzi, le parole le risparmiano al massimo perché hanno assimilato il limite genetico dei 160 caratteri degli sms. E infatti scrivono in quella curiosa lingua che impazza sui telefonini: “per come la penso io rappresenti la ragazza perfettaa… veramente sei bellissima….. ma vivi in italia….. xke ho visto ke sei polacca… correggimi se sbaglio… spero ke mi risp….. ci sentiamo baci”. Al polacco, tutto sommato, un poco ci somiglia.



complimenti per l’idea, anzi compliments.
ahahahahahaha
ho smesso di insegnare insegnare inglese alle elementari tre anni fa, quando la MOratti, ha ridotto le ore settimanali disponibili da tre a due, perchè mancavano insegnanti (nei suoi 5 anni di distruzione della scuola italiana non aveva fatto un solo corso di formazione per far fronte al normale pensionamento) Ero uno dei primi insegnanti che avevano introdotto l’inglese nelel scuole primarie e nelle materne (ovviamente puntando su compresnione risposta orale), non potevo accettare dopo 27 anni di esperienza e ricerca nel settore che si arrivasse a ridurre il numero delle ore per mancanza di personale: adesso sono in pensione e mi diverto a notare che quel genio nano di arcore continua a usare il verbo italiano ‘realizzare’ con il significato del verbo inglese ‘realize’ che vuole dire comprendere, capire…
non so se in futuro vedrà trasformato anche il verbo to come in italiano, magariu da suo amico Bossi, accanito studioso di Tex Willer che ha tradotto blind trust in trust blindato
ahahahahha giancarlo XD
Attualmente pretendo che voi non ridiate degli italiani che non conoscono l’inglese.
[traduco]
Actually i pretend that you dont rise of the italians who dont now english.
:p
lulz giancarlo
compliments anche alla Moratti, quindi.
adesso all’Istruzione dovrebbe arrivare Bondi, però, quindi stiamo in una botte ov airon.
Notevole!
Ma almeno chi ci rappresenta abroad l’inglese lo mastica:
http://it.youtube.com/watch?v=w80n8vudGq0
Cheers!
(p.s. secondo la mia esperienza, comunque, con le polacche non c’è nemmeno troppo bisogno di parlare
Secondo me l’indagine non è molto veritiera,perchè la maggior parte della gente che frequenta quei siti è raro che sappia l’italiano,figuriamoci l’inglese…Cmq l’articolo è molto divertente,complimenti!
Posso chiedere se avete svelato il mistero o se ci sono ancora torme di pretendenti a tentare di fare colpo?
ps:ora passo il link ad un mio amico,voglio vedere se lascia un commento ^^
che tristezza. L’inglese putroppo è importante per noi “grandi” che altrimenti rimaniamo fuori mercato ma soprattutto per i ns figli che dovrebbero parlare l’inglese come una seconda lingua ma naturalmente allo stato non interessa creare un apparato scolastico valido, tanto ci pensano i genitori a tirare fuoi i soldi per lezioni private e viaggi. I miei figli sono ancora piccoli ma se si cominciasse dalla materna seriamente sarebbe un bel vantaggio!!
Vivo e lavoro tra Londra e Lione e devo ammettere che l’articolo è molto ma molto veritiero. A Londra le scuole di inglese nel 2006 (fonte The Sun) erano freqeuntate dal studenti che venivano da 191 paesi differenti. Purtroppo però il 73% di essi era italiano! Quindi non è colpa di un Governo o dell’altro, di un Ministro o dell’altro, fintanto che gli insegnanti partiranno dalla grammatica non ci sarà nulla da fare. Il problema è metodologico e didattico.
Per quanto riguarda le polacche, massimo rispetto. A Londra ne ho alcune vicine di casa e tutte parlano correntemente almeno tre lingue straniere in modo impeccabile (una delle tre è sempre o russo o tedesco).
Una viene a casa mia quando su Italia 1 c’è Zelig. Ha 23 anni e non solo parla un italiano eccellente ma addirittura capisce il romanesco, il milanese e un pò di napoletano.
Inutile dirlo, per studiare così bene l’italiano non è partita dalla grammatica.
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Comunque se la polacca/italiana vuole comunque passare a Roma un posto le si trova facile
Mitici mi avete fatto troppo ridere!
Finalmente un po’ del vecchio Giornalettismo di una volta, che se la piglia col popolino, mica col povero potentato di turno!
Puniamo l’ignoranza che tiene lontane le polacche!
My compliments for yuor article…it made me laugh!!..this is Italy!.c’è chi non conosce bene l’italiano, figuriamoci con l’inglese poi!!!
“Posso chiedere se avete svelato il mistero o se ci sono ancora torme di pretendenti a tentare di fare colpo?”
ehm, mi sa che il mistero è rimasto tale, i profili li ho lasciati lì (almeno, quello su netlog). magari riceviamo qualche altra proposta grammaticalmente interessante, in quel caso sarebbe d’obbligo riproporvela =D
facci sapere che ne pensa il tuo amico!
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Alla diminuzione di ore di inglese, non è corrisposta una diminuzione delle ore di italiano.
Si sà, Dante, Leopardi e compagnia scrivente oggigiorno sono più utili della lingua planetaria.
In effetti chi non capirebbe all’estero “nel mezzo del cammin di nostra vita…” oppure “amor che null’amato amar perdona”…
Beh, sai, secondo me allo stato delle cose sarebbe molto più utile imparare BENE a parlare italiano. E’ dal linguaggio che parte tutto, senza un linguaggio decente non hai possibilità di cultura. L’inglese viene dopo, o meglio contemporaneamente, ma non prima.
Beh, prima di cimentarsi con la lingua d’Albione, non sarebbe male che i ggggiovani si preoccupassero prima di tutto di sapere parlare L’ITALIANO!
Il congiuntivo questo sconosciuto, ortografia creativa, consecutio temporum fuori da ogni logica umana…più dialettismi vari ed eventuali dispensati a pioggia per sopperire all’esiguità di vocaboli utilizzati!
Comunque, Bender, ferma restando la ridicola performance del Cavaliere, la mancanza di confidenza con l’inglese è una tara “bipartisan”, come dimostra il notissimo video del “Plìs vìsit de uebsàit bàt plìs visit ìtali…”
Non dimenticherò mai la vasta comitiva di ragazzi napoletani, sulla ventina o giù di lì, che ho incontrato durante le ultime ferie estive in Grecia. Uno gli faceva una domanda in italiano e quelli rispondevano in dialetto strettissimo. Una ragazza, tenera, si sforzava di farsi capire da me della terra di Puglia, ma era evidente che non era molto abituata a parlare italiano.
Per carità, anche qui da me noto che tanti ragazzi hanno davvero molta confidenza con il dialetto ma scarsissima con la lingua ufficiale.
Unfortunately, when i hear an italian speaking english i’m not sure what should i do : laughing or crying ?
You really must change something !
For example studying instead of taking drogs…
to the polish girl:
I could agree with you, sweetie…
But what about giving up learning Italian with Italian married/unmarried men?
Con i poveracci non bisogna mai avere alcuna pietà
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