Il caso di una donna statunitense che sostiene di aver avuto una lunga storia d’amore con il defunto sacerdote della sua parrocchia, e che ora sta cercando di ottenere la proprietà della casa in cui abitavano.
Una coppia di fatto, una relazione lunga tredici anni, una casa in comproprietà, un testamento modificato all’insaputa di lei, una causa legale per far valere i propri diritti. Ci sarebbe tutto il materiale per un film nella vicenda di Irene Serwa, sessantenne di Des Plaines, Illinois, e di Edwin Bohula, morto ormai due anni fa; ma nel caso particolare sarebbe uno di quei film che fanno innervosire la Cei e vengono boicottati da Fattisentire.net, dato che Edwin Bohula era un prete cattolico, pastore della parrocchia di St. James.
LA RELAZIONE CLANDESTINA - Secondo la Serwa, che è stata a lungo l’assistente (almeno per quanto era dato sapere) del parroco, i due avrebbero avuto una relazione segreta fin dal 1994, e avrebbero vissuto come “marito e moglie” in una casa a Des Plaines. La casa apparteneva originariamente alla donna, ma Bohula ne era diventato comproprietario nel 1996: l’accordo prevedeva che in caso di morte di uno dei due, la sua parte della proprietà passasse all’altro. Bohula, all’insaputa della “moglie”, avrebbe cambiato le sue volontà poco prima di morire, permettendole di continuare ad abitare nella loro casa ma lasciando la sua parte alle Suore Domenicane di Chicago.
LO SCANDALO – Irene ha quindi deciso di passare alle vie legali per difendere il suo diritto alla proprietà dell’intera casa, portando così alla luce una relazione che ha già fatto scalpore: “Ovviamente è un grande scandalo”, ha dichiarato il reverendo Ed Gleeson, successore di Bohula a St. James. “Nessuno qui sa nulla. Sono rimaste pochissime persone di quegli anni”. Secondo Gleeson, in molti nella parrocchia sapevano che Bohula e Serwa vivevano insieme, ma nessuno era a conoscenza del loro rapporto.




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il celibato dei sacerdoti è qualcosa di innaturale secondo me.
sei proprio il nostro Elmar
Secondo me, essere celibi è una scelta di vita, (da non confondere con la castità), cosi come è una scelta di vita diventare prete in virtù di una vocazione divina!
Togliendo il celibato al prete cosa si otterrebbe? verrebbero meno le priorità pastorali, avremmo tanti preti part-time, perchè prerogativa principale diventerebbe la famiglia che ha creato…scemando la stessa figura del prete trasformandolo in un mestiere come tutti gli altri.
Meglio pochi preti, con vere vocazioni, buoni e onesti.
Meglio pochi preti, con vere vocazioni…Giusto Lucia!!