CHI AMA L’ARTE - Quella di Morelli e Cavalcaselle fu una lotta impari, già perduta in partenza. Essi si scontrarono con l’ottusità degli apparati statali, con la cronica insufficienza di fondi, con una burocrazia disperante e riuscirono solo parzialmente a preservare una parte del ricchissimo patrimonio allora presente sul nostro suolo. Essi tuttavia sono degli eroi intellettuali, senza la trasmissione del loro sterminato sapere, della loro esperienza costruita tassello dopo tassello con spirito di sacrificio, volontà di apprendere, oggi saremmo immersi nell’ignoranza storica dell’arte. Loro edificarono un
sistema di conoscenza formidabile, fissato parzialmente sulla carta stampata da Giovan Battista Cavalcaselle nella A History of Painting in North Italy, stesa assieme a Joseph Archer Crowe (edizione consigliata a cura di Tancredi Borenius, 1912), un segmento di estrema rilevanza nelle Storie dell’Arte. Allora, come oggi, i conoscitori dovettero cozzare contro l’inettitudine dei burocrati ministeriali, contro l’indifferenza verso il patrimonio artistico italiano, svilito dai continui e vessatori tagli di bilancio, naufragati in un sistema perverso che obbliga gli storici dell’arte delle soprintendenze a un lavoro d’ufficio anziché ad essere operativi sul monumento e sull’opera stessa. Un sistema politico, ieri come oggi, che svende l’integrità del patrimonio in nome della scissione delle competenze, frammenta lo smembramento delle collezioni in nome di un compromesso federalista, abbandona i musei agli enti locali, non sempre in possesso delle competenze necessarie. Una politica ministeriale che distribuisce soldi a pioggia spesso con metodi clientelari, senza privilegiare, spesso, criteri di scientificità nell’organizzazione di eventi culturali, oppure che acquista per lo Stato rarissime opere, non tutte accompagnate dai crismi della paternità a loro assegnata da commissioni e consulenze costosissime. Operazioni spregiudicate, finanziamenti mancati, ignoranza patente dei ministri, questo è il quadro che porta a rimpiangere accoratamente la cultura alta di chi si è battuto per i Beni Culturali, chi, da Vasari a Spadolini ha amato l’Arte e le Storie dell’Arte.
Cultura
Nessuno è profeta (e artista) in patria
Pagine: 1 2




Mi dispiace per Greg, ma anche oggi niente escort; forse alla prossima…..
Pochissimi documenti sulla vita ed attività di PATRIOTA .
G.b. CAVALCAELLE MERITEREBBE UNA RICERCA NELL’ANBITO DELLE CELEBRAZIONI PER IL 150° DELL’UNITA’ D’ITALIA