Molte volte un giornalista scrive il pezzo a Roma e i titoli vengono fatti a Milano. Conseguenza: il titolo potrebbe rivelare l’esatto contrario di quello che dice il giornalista, oppure darne un’interpretazione “tra le righe”. Capita allora che un attacco preventivo ad un giornale che ancora deve nascere (“Il fatto quotidiano“) di tale Antonio Signorini, giornalista de “Il Giornale” – oggi ridotto ad essere il figlio drogato di Montanelli, rifornito dallo spaccino Feltri - si trasformi in uno scoop sconosciuto in via Gaetano Negri a Milano. Il fatto. Signorini scrive in questo articolo che la presenza dei magistrati antimafia Ingroia e Scarpinato al forum del nuovo giornale, diretto da Antonio Padellaro, è sostanzialmente deplorevole. Come se la presenza di magistrati ai dibattiti fosse vietata da una qualche legge scritta o non scritta. Così, secondo Signorini, un giornale che vanta nel suo organico alcuni tra i migliori cronisti giudiziari in circolazione, non potrebbe fare un dibattito alla presenza di due magistrati anti-mafia.
Due magistrati che stanno indagando sulla “trattativa” stato mafia e che secondo il giornalista di Via Negri lancerebbero condanne preventive sui corrotti della politica. Ingroia tempo fa disse, come riportato dallo stesso Signorini, “Una classe politica incline a delinquere che sta ricercando l’impunità a tutti i costi, siamo una democrazia dimezzata“. Qualcuno vuole forse dargli torto vista la lista dei politici non solo indagati ma anche condannati? Signorini è per la tesi delle condanne preventive, soprattutto quelle rivolte a Berlusconi (non dalla voce di Ingroia, ma dal nero su bianco delle sentenze e delle inchieste) mentre è oggettivo che sia Ingroia che Scarpinato nelle loro inchieste si sono spesso imbattuti nei grandi nomi della Seconda Repubblica. Se quelli de “Il Giornale” un giorno invitassero Ingroia e Scarpinato a qualche incontro, dubitiamo che questi si tireranno indietro, a prescindere dalla platea e dai pensatori, di destra o sinistra che siano.
Signorini però nell’articolo non fa lo scoop che poi, con tutta probabilità, fanno i titolisti sotto la diligente guida del Feltri: Ingroia e Scarpinato da magistrati anti-mafia (“Protagonisti di fatti importanti come il processo Andreotti e quelli sulle stragi, proprio quelli di cui si discute molto in questi giorni e in cui alcuni pentiti chiamerebbero in causa personaggi vicini a Berlusconi. Senza contare le indagini su omicidi mafiosi, da quello di Salvo Lima, fino a Pio La Torre passando per Carlo Alberto Dalla Chiesa. Sempre in prima linea, anche quando si tratta di denunciare l’ingerenza della politica nella giustizia“, come nota lo stesso Signorini nell’articolo) si trasformano in magistrati anti-premier. Attenzione però, perchè se magistrati anti-mafia, diventano automaticamente magistrati anti-premier l’equazione, ahinoi, è presto risolta, senza nemmeno diventare matti per trovare la X o la Y. Evidentemente l’approssimarsi del processo in appello a Dell’Utri per la condanna a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa sta mettendo in agitazione un po’ tutti, anche gli attaccanti preventivi che tirano fuori dal cilindro questi numeri di alto giornalismo.



PARTECIPATE! PARTECIPATE! PARTECIPATE!
LA DEMOCRAZIA SI ESPRIME IN PIAZZA SENZA DEMANDARE
Penso sia un “piacere” per le persone oneste e civili partecipare alla manifestazione del 26/9 a Roma per difendere la Stato dai poteri criminali che vogliono che non si faccia luce su anni di collusione tra mafiosi stragisti e politici da 4 soldi.
http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1657:manifestazione-qagenda-rossaq-roma-26-settembre-2009&catid=21:comunicati&Itemid=42
“Devo fare in fretta perché ora tocca a me.” P. Borsellino
Sicuramente la Magistratura è Politicizzata, purtroppo, sembra essere l'unica difesa per contrastare la MAFIA, QUELLA VERA, QUELLA CHE CONTA, QUELLA ISTITUZIONALE. L'unica difesa dei Magistrati contro la Politica corrotta, è schierarsi politicamente. Detto questo, non è colpa dei Magistrati se Berlusconi ha fatto carriera e soldi grazie ad amicizie con persone sospettate di Mafiosità. ( ANDATE A LEGGERVI LE 11 DOMANDE CHE LA PADANIA pose a Berlusconi l'8 Luglio 1998 e tutte riguardanti il SUO improvviso aricchimento). Per buona pace di Marina Berlusconi che dichiara allegremente (Lei se li gode) che il ""povero"" padre è pugnalato alle spalle, ma per fortuna……………(aggiunge)