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pubblicato il 10 settembre 2009 alle 08:30 dallo stesso autore - torna alla home

Le escort di Tarantini non fanno tremare solo le fondamenta del Pdl. Le vere scosse sono arrivate e hanno azzerato un’intera giunta. Quella di Nichi Vendola. Mentre D’Alema dice che bisogna parlare d’altro

In principio era la questione morale. Quella a cui devi dar conto solo frisullo sandro 304711 Frisullo, laltro Papi. A Bari linchiesta penale è sul PDquando hai assunto comportamenti poco consoni al buon costume ma senza violare alcun articolo del codice penale, quella che casomai può mettere in gioco qualche incarico politico o istituzionale di prestigio ma senza compromettere la fedina penale, quella cosa che può rendere meno limpida la tua immagine, ma col tempo può andare dimenticata e magari riesci a farla franca davanti all’opinione pubblica. Era solo questo a fine giugno, quando cominciavano a circolare le voci che l’indagine della magistratura sulla Sanità pugliese avrebbe coinvolto anche il vicepresidente della Giunta regionale Sandro Frisullo. “Non so nulla”, diceva l’assessore. “Mi sorprende che si possa accostare il mio nome all’inchiesta”, ripeteva, limitandosi a confermare che l’arrivo del polverone giudiziario era nell’aria già da tempo: “Non si può negare che si sapesse dell’inchiesta sulla Sanità in Puglia. Mesi fa anche l’Ansa ne aveva parlato anche se ancora non c’erano fondamenta nell’inchiesta”. Oggi Massimo d’Alema dice: “Fa ridere il fatto che si parli di questa cena, una cosa insignificante, rispetto ai 18 festini che Tarantini ha organizzato per il presidente del Consiglio. Quello sì che è un problema. Io faccio centinaia di cene elettorali, quella sera ne ho fatte due o tre. Non conosco Tarantini, non ho mai avuto rapporti con lui“. Ma infatti il problema non sono mica le escort. Sono i politici.

LE SCOSSE - L’impressione è che in quei giorni l’assessore, come del resto gli altri amici, sapessero già molto di quell’inchiesta. E’ un dalemiano doc Frisullo e, impegnato in campagna elettorale per i ballottaggi, si trovava proprio insieme a D’Alema, quando l’ex Ministro degli esteri si collegava da Otranto con gli studi di Raitre per l’intervista di Lucia Annunziata in cui annunciava le famose “scosse” in arrivo per il governo e la maggioranza berlusconiana. Da qual giorno partirono insistenti le accuse del centrodestra di un complotto ai danni del premier proveniente dall’inchiesta pugliese. “Frequento moltissimi imprenditori e i Tarantini li ho conosciuti attraverso alcuni amici comuni; con loro non ho una frequentazione assidua. Li conosco, l’amicizia è un’altra cosa”, diceva Frisullo, recitando le frasi di rito di chi sa e ha qualcosa da nascondere ma spera che tutto scorra e si venga solo sfiorati dalle insinuazioni di qualche malpensante. Ma coi giorni il sospetto che fosse direttamente coinvolto nel giro di escort, cocaina, appalti e tangenti si faceva sempre più consistente. Fu così che il presidente della Regione Nichi Vendola, che all’inizio commentava la vicenda con frasi del tipo “Io non commento le voci, perché al momento di tratta solo di voci”, fece il grande passo: azzeramento della giunta. Il rimpasto di inizio luglio portò alla sostituzione di Frisullo, fino ad allora assessore allo Sviluppo Economico, di Enzo Russo, Marco Barbieri, Massimo Ostilio, Domenico Lomelo.

ADDIO POLTRONA - Era il prezzo politico da pagare, quello della sostituzione. “Ci sono stati gli errori commessi da nostri esponenti che hanno vissuto il loro ruolo istituzionale senza il necessario distacco e la sobrietà che ad esso si richiede”, dirà più in là Michele Emiliano, che nel frattempo in quei caldi giorni di fine giugno, caldi non solo per la temperatura, fu eletto sindaco di Bari. Ringraziava Frisullo per un gesto “assolutamente inusuale in questi tempi caratterizzati dal generalizzato e parossistico attaccamento a qualsivoglia poltrona”. Praticamente era la stessa linea del presidente Nichi Vendola, intervenuto sulla questione in occasione del riemergere di voci provenienti dalla procura poco rassicuranti per l’ex assessore: “Frisullo dal punto di vista politico ha pagato. In questa fase dobbiamo evitare il rischio di fare tutte le erbe un fascio, di mettere nello stesso mazzo persone per bene e persone per male”.

LA CORRUZIONE - Già, ma ora non è più questione di “semplici” brutte jpg 1659004 Frisullo, laltro Papi. A Bari linchiesta penale è sul PDfrequentazioni, di “utilizzazioni finali” di escort o di droga fini a se stesse. Gianpaolo Tarantini ha parlato, e pure bene. Sembra credibile. Le parole virgolettate pubblicate dal Corriere espongono fatti e circostanze ben più compromettenti di quelle emerse dalle registrazioni nascoste di Patrizia D’Addario, o di un’intervista di una ragazza immagine come tante altre. “Le attenzioni da me avute nei confronti di Frisullo mi hanno consentito di essere dallo stesso presentato al dottor Valente, direttore amministrativo dell’Asl di Lecce. Io avevo rappresentato a Frisullo le ragioni per le quali avevo interesse a conoscere il dottor Valente, vale a dire un’accelerazione dei pagamenti per le prestazioni effettuate dalle mie aziende e l’esecuzione di una delibera adottata in materia di acquisto di tavoli operatori. So che Frisullo ha rappresentato più volte le mie esigenze al dottor Valente ed io personalmente ne ho parlato con lo stesso Valente. I pagamenti sono avvenuti anche se comunque in ritardo, altrettanto per la delibera. La frequentazione di Frisullo mi serviva soprattutto per acquistare visibilità agli occhi dei primari che portavo da Frisullo. Per quanto mi consti nessuno dei problemi rappresentato dai primari è stato mai risolto da Frisullo”. Insomma, se col Presidente del Consiglio i tentativi di corruzione da parte del Tarantini sembrano falliti (fino ad oggi non ci sono elementi che provino il contrario), pare che con Frisullo l’imprenditore pugliese, seppur indirettamente, sia riuscito ad andare a segno e ad accattivarsi qualche santo in paradiso prezioso per la sua attività di fornitore delle strutture ospedaliere. Grazie al “lavoro” delle escort citate da Tarantini, Teresa De Nicolò e Vanessa Di Meglio, l’imprenditore sarebbe riuscito ad avere le porte aperte al gotha della sanità, primari e dirigenti. Non c’era nemmeno bisogno di mettere in giro denaro: “Io non ho elargito finanziamenti in favore di Frisullo – dice Tarantini – limitandomi a mettere disposizione per le sue esigenze autisti e mie autovetture in caso di urgenze, a fargli alcuni regali in occasione delle festività e ad organizzare una cena elettorale in favore dell’onorevole D’Alema presso il ristorante “La Pignata” nel 2007. Ricordo che alla cena erano presenti primari, dirigenti sanitari, il sindaco Emiliano, il vice coordinatore regionale del Pd dott. Mazzarano, alcuni imprenditori baresi tra cui Stefano Miccolis e Vito Ladisa”. La questione morale, adesso, potrebbe non essere l’unica questione in gioco.

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