Caso Boffo: ricatti incrociati e verità nascoste

9 settembre 2009

Domanda: come mai se Dino Boffo non è credibile ed è da gettare nella spazzatura perché ha avuto una condanna da 512 euro sono invece credibili un direttore e un editore pluricondannati in modo ben più grave come Vittorio Feltri e Paolo Berlusconi? Se Boffo ha dovuto sborsare la misera cifra di 512 euro, Berlusconi ha dovuto sborsarne una quasi CENTOMILA VOLTE più grande! Basta infatti andare su Wikipedia al nome e cognome del direttore de Il Giornale e si vede di quali belle imprese si può vantare. Per quanto riguarda il suo editore ufficiale, nel 2002 Paolo Berlusconi, socio di maggioranza della Simec (società di gestione della discarica di Cerro Maggiore, di cui era già stato proprietario il fratello Silvio) è stato indagato per vari reati come falso in bilancio, truffa e corruzione; l’inchiesta si è risolta con il patteggiamento di una condanna ad un anno e nove mesi di reclusione ed il relativo pagamento di 49 milioni di euro. Altro che le bagatelle di Boffo! Che per quanto eventualmente imbarazzanti sono sicuramente cazzate visto che il magistrato non le ha perseguite d’ufficio: i due hanno dovuto vedersela quanto meno con la diffamazione e la truffa, oltre che con grassi risarcimenti e mega patteggiamenti stellari.

La risposta, franca, ruvida, anzi spiacevole, per quanto possa parere incredibile la fornisce una associazione cattolica, quella chiamata Adista. Se infatti si clicca il link della loro rivista si ha la sorpresa di leggere, a firma di Emilio Carnevali, quanto segue:

“CASO BOFFO: RESA DEI CONTI NELLA GERARCHIA CATTOLICA?

“ROMA-ADISTA. Nell’intricata vicenda che ha portato alle dimissioni del direttore di Avvenire Dino Boffo (v. articoli precedenti) c’è un’ulteriore, significativa, zona d’ombra, che però è sfuggita alla quasi totalità degli osservatori intervenuti sulla vicenda. L’ha notata per primo Giovanni Sarubbi, direttore del Dialogo, sul sito internet del periodico ipotizzando che la dinamica dei fatti sia stata influenzata anche da un gioco di “ricatti incrociati” fra settori diversi delle gerarchie cattoliche.  Il 1 settembre Avvenire, impegnato in una difesa a oltranza del suo direttore dalle accuse lanciategli dal Giornale di Feltri, pubblica degli stralci di un articolo dell’ex giornalista dell’Espresso Pino Nicotri comparso il 31 agosto scorso sul sito www.giornalettismo.com. Il quotidiano dei vescovi lo presenta come “un documento interessante al fine di una ricostruzione della verità dei fatti”, attribuendo dunque credibilità ed autorevolezza all’autore dell’articolo e alla sua visione dell’intera vicenda. Ora: nella prima parte del suo scritto (quella pubblicata su Avvenire) Nicotri afferma di essersi imbattuto nell’estate del 2006 in “voci” e “segnalazioni” relative a una vicenda a sfondo sessuale che avrebbe coinvolto Dino Boffo. “Ho sempre ritenuto professionalmente doveroso”, scrive Nicotri, “prima di sferrare una eventuale bastonata sulla testa di qualcuno, verificare le notizie con il diretto interessato, cioè con il destinatario della possibile bastonata. Così feci con Boffo”. Il quale “spiegò tutto per filo e per segno, rispondendo anche a domande imbarazzanti che gli ponevo non senza anche un mio imbarazzo”.

7 commenti a Caso Boffo: ricatti incrociati e verità nascoste

  1. juppes

    credo che la maggioranza dei cattolici non conosca avvenire, tanto meno Bosso e meno ancora sa che è un giornale della chiesa

    per cui se ne è fottuta di tutta la vicenda

    sicuramente anche per me si è trattato di “avvertimenti” tra bande

    come cattolico però sono contento che Bosso sia stato cacciato

    uno, mi era antipatico ed ampolloso ed inutile persino nella lettera di dimissioni (forse ulteriore messaggio ai compagniucci di merende)

    poi perchè ritengo inconcepibile un omisessuale alla testa di un giornale di una parte che dichiara l' omosessualità una perversione e non un fatto di natura

    ed io la penso allo stesso modo, ma ritengo necessario curare piuttosto che gettare sul rogo questi malati o abbandonarli alla loro malattia e santificandoli come eccezioni da proteggere se non favorire

    piuttosto credo che una chiesa che difenda a tutti i costi un pervertito non sia coerente col suo insegnamento e non sia la chiesa onesta che voglio

    non importa che sbagli ed io potrei anche sbagliare, ma mi interessa la coerenza, altrimenti tutto quello che dice è fuffa

    si dimettano i responsabili delle coperture ai pedofili e ai pervertiti e si auto-flagellino nella speranza del perdono…che non spetta a me

    papalino indefesso vs sincero stimatore

  2. dubbio amletico

    juppes era gay
    ma adesso sta con lei?

  3. amleto bis

    alessandro, si scherza.
    d'altronde se uno prendesse sul serio un intervento in cui si dà dei malati agli omosessuali…

  4. juppes

    talmente serio che un “fesso” come Piotto o come piffero se chiama vi ha sgamato con una canzuncella e vi ha fatto strilla' come le oche der Campidojo

  5. rebyjaco

    Perche ""feltri "" aveva infiltrato Betulla nei Servizi Segreti (degli altri) ed è in possesso di un " Sacco " di informazioni.
    Betulla è uno degli Onorevoli promosso da Silvio. Fate due conti, vi sembra difficile da capire?

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