Interni

Berlusconi, allarme Lodo Alfano: coalizione da ampliare?

8 settembre 2009

Dalla Corte Costituzionale arrivano voci di una imminente bocciatura. E allora le colombe del PdL si sono messe in moto: sul tavolo, l’ipotesi di un’alleanza post-elettorale con l’UdC. Per fermare le voglie di governo istituzionale. Ma Pierferdy non ci sta. Perché per ora non gli conviene

Non so cosa farà la Consulta ma in qualche modo troveremo la soluzione. Avendo un consenso forte supereremo un eventuale vizio negativo. Troveremo un avvocato, un Ghedini o un Ghedoni, che troverà un cavillo”. Così Maurizio Gasparri lo scorso 3 settembre metteva le mani avanti sulla possibile bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale, pronunciando un discorso ex cattedra alla Summer School pidiellina di Frascati. Senza stare a commentare il suo senso delle istituzioni, dalle parole del senatore traspare soprattutto un nervosismo eccessivo, quasi parossistico, nei confronti dello scudo stellare che, se rimosso, farebbe ripartire tre processi a carico del premier, andando di fatto a sommare altri guai alla già non rosea – per lo meno dal punto di vista mediatico – situazione del centro destra.

ARRIVA LA BUFERA? – A ribadire le paure della maggioranza sull’imminente pronunciamento della Consulta, che inizierà l’esame della materia il prossimo 3 ottobre, arriva un articolo del Riformista in cui si dà conto di alcuni “spifferi” provenienti dalla Corte, che darebbero il Lodo Alfano per spacciato nonostante le ben note cene tra esponenti del PdL ed alcuni giudici. Urge un piano B, che possa servire in caso di emergenza. L’ipotesi più accreditata è quella di tentare un riavvicinamento con Pierferdinando Casini: cooptarlo nella maggioranza non avrebbe un grande effetto dal punto di vista della stabilità (numeri alla mano, la coalizione di centrodestra non ne ha bisogno), ma farebbe in modo di evitare il rischio della nascita di provvisori governi istituzionali affidati al partito di Cuffaro, in caso di caduta di Silvio. Un progetto di cui si parla nei palazzi romani, e si sussurra che anche il nome del premier sarebbe già pronto: il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Che proprio per questo viene stuzzicato un giorno sì e l’altro pure da Giulio Tremonti e dalla Lega, che in caso di caduta di Silvio vorrebbero avere lo jus primae noctis della successione senza “tecnici” tra i piedi. Ecco quindi perché alcune delle colombe tra i consiglieri di Berlusconi starebbero lavorando all’ipotesi “figliuol prodigo“, che avrebbe come effetto il combinato disposto di tranquillizzare la Chiesa, con la quale i rapporti non sono un granché dopo il caso Boffo, e togliere l’acqua sotto il ponte a un esecutivo di grande coalizione nazionale, oltre a fermare anche le ambizioni (presunte più che reali, finora) di Luca Cordero di Montezemolo, che con Casini e Fini ha ottimi rapporti.

PER ORA, SOLTANTO IPOTESI – Ma per ora si tratta di un’ipotesi remota visto che il leader dell’UDC non vede di buon occhio un ritorno di fiamma con Berlusconi. In effetti viene da chiedersi quale vantaggio potrebbe trarre l’UDC dal trasformarsi in argine per salvare la maggioranza, visto che lì dove si è presentata al fianco del PDL ha ottenuto soltanto problemi e coltellate dietro la schiena, come durante le elezioni amministrative di Veneto e Campania. Ma i rischi che corre il partito dello scudo crociato non sono soltanto politici e il peso maggiore sarebbe quello di dover spiegare all’elettorato centrista i perché di questa mossa, proprio nel momento in cui Berlusconi è in difficoltà con la chiesa, momento propizio per tentare di dargli il colpo di grazia invece di favorire il ritorno al dialogo del Presidente del Consiglio con la Santa Sede. E infatti è Casini stesso a frenare e ad allontanare l’ombra del riavvicinamento, dichiarando in un’intervista a Famiglia Cristiana, riportata dall’ANSA,  che il premier è ormai in uno “stato di delirio di uno contro tutti che rischia effetti autolesionistici” e, intervenendo sul caso Boffo, dicendo che è: “una metafora di un potere che pretende l’omologazione“. Casini si è anche schierato dalla parte di Fini, mostrando un’inedita apertura al dialogo con il laicismo, offrendogli la sua solidarietà e, in materia di biotestamento, invitandolo a farsi “garante delle idee di tutti“. Ovviamente l’appoggio a Fini, nel momento in cui subisce pesanti bordate da centro destra, è strategico e indica una visione precisa della situazione da parte del leader centrista, conscio della china berlusconiana e pronto ad appoggiare i nemici del biscione nel caso di una crisi. Magari acutizzata proprio dalla bocciatura del Lodo Alfano. Che segnerà una tappa cruciale per la vita politica dell’attuale governo.

6 commenti a Berlusconi, allarme Lodo Alfano: coalizione da ampliare?

  1. in tutto ciò, se alla fine la corte fa passare il Lodo chi ce li ridà tutti questi fiumi d'inchiostro e questi alberi sprecati?

  2. makia

    E neanche un giudice per chiacchierar…

  3. simonetagliaferri

    Si chiacchiera tanto per chiacchierare :D

  4. bah, più che altro sei tu che ci stai diventando un minzolino-verderamoso.

  5. procellaria

    l'ipotesi Luca Cordero di Montezemolo non sta in piedi per la semplice ragione che Luca ha grossi problemi psicologici e non è certo in grado di fare il premier. Valga per tutte la storia del fiala (http://www.macchianera.net/2004/06/07/google-e-...) :

    Questa è una leggenda che mi ha raccontato un cuggino che lavora alla Ferrari. Avete mai visto le interviste di Montezemolo in tv? Avete notato un tizio alto e magro vicino a lui, che non dice mai nulla? Questo tizio segue sempre e ovunque Luca Cordero di Montezemolo, ma nessuno sa come si chiami, quando si parla di lui lo si chiama “fiala”, ma nessuno direttamente ci ha mai parlato o ha sentito qualcuno parlarci. Pare che Luca di Montezemolo sia diabetico o anemico o abbia non so quale malattia del sangue che gli rende necessaria di tanto in tanto una trasfusione. Probabilmente non essendo legale portare con se le sacche del sangue (sono gestibili solo dalle asl), Montezemolo quando ha bisogno di una trasfusione, preleva direttamente il sangue da quel tale che chiamano “Fiala” e se lo fa iniettare. Sembra che Fiala sia pagato profumatamente per questo mestiere e anche per seguire una dieta ferrea atta ad avere sempre un sangue perfetto, e soprattutto si sottopone spessissimo a controlli sulle malattie. C’è un risvolto ombroso a tutto questo: c’è chi dice che Montezemolo non sia malato davvero e voglia le trasfusioni solo a causa di sue tare psicologiche… e sembra che queste trasfusioni siano molto più frequenti quando è stressato, ad esempio durante un gran premio che avrebbe aggiudicato il mondiale alla Ferrari ha chiesto 3 trasfusioni nello stesso giorno!

  6. rebyjaco

    Mi gioco tutto a che la sentenza della Corte non sarà, ne carne, ne pesce. Come al solito i Ponzio……..diranno tutto e il contrario di tutto, aggiungendo confusione alla confusione. Le tesi a favore e contro, saliranno rafforzate e faremo più schifo di prima. Pagherei per sbagliarmi.

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