Interni

Repubblica e il sessuocentrismo dell’Arcigay

29 agosto 2008

Purtroppo i titoli senza senso non sono le peggiori sorprese che i giornali nostrani ci riservano. Il caso di Domenico Riso ha mostrato tutta l’arretratezza dei media italiani, e qualcuno ha anche provato a fare la predica dal pulpito meno indicato.

(Mass Merda è una rubrica che raccoglie il peggio del peggio pubblicato ogni settimana dai principali organi di informazione del Belpaese. Una specie di rassegna stampa al contrario, tra errori, comicità involontaria e semplici fesserie)

Non c’è niente da fare, quella del titolista è un’arte, e alcuni semplicemente non sono portati. Qualche esempio dai giornali di queste settimane:

1) Quando ci vuole tatto e delicatezza:

9 commenti a Repubblica e il sessuocentrismo dell’Arcigay

  1. Hellequin

    Se i gay non volessero a tutti i costi farsi vedere come persone diverse, magari sarebbero accettati meglio dalla società.

    Per una volta (la prima) concordo con Merlo. Non vedo quale bisogno ci fosse di sottolineare le tendenze dello steward italiano…cordoglio x la sua morte come per la morte delle altre vittime…disinteresse totale sul sapere che fosse o no omosessuale.

  2. In realtà penso che il problema dell’ARCIGAY fosse quello che i giornalisti hanno lasciato intendere (come se fosse un problema) invece di dirlo semplicemente.
    Quando ho letto l’articolo la prima volta ho detto <<Ma che è questo amico, saranno mica gay? Non si capisce>>.
    Se c’era scritto il compagno capivo meglio. Allora perchè lasciare il dubbio, per pudore di cosa?

  3. marco

    In Germania non c’è alcun dubbio che,come è successo in casi simili,la notizia sarebbe stata riportata,in modo semplice e diretto,per esempio:”assieme a lui è deceduto il compagno Pierrick Charilas con il figlio Ethan”.
    Allo stesso modo non c’è alcun dubbio che se il compagno fosse stato una donna i mezzi di informazione italiani avrebbero sviolinato sulla famigliola distrutta,e nessuno avrebbe fatto il discorso incredibilmente stupido di Hellequin,che cioè in questo modo si sottolineavano le tendenze sessuali (etero) dello stewart.

  4. Hellequin

    Discorso stupido?

    Se hai trovato da qualche parte nel mio discorso che “cioè in questo modo si sottolineavano le tendenze sessuali (etero) dello stewart” allora non hai capito una fava.

  5. marco

    Io invece credo proprio di avere capito benissimo.

  6. @Hellequin: ti rimanderei al mio blog per una discussione proprio su questo fatto, anche se ammetto che è lunghina ( http://anacrusi.splinder.com/post/18184296/Abbandonato+da+Dio+e+dagli+uom ). Ma il punto in realtà è molto semplice. Se muore uomo+compagna+figlia-della-compagna, per i media è morta una famiglia. Se muore uomo+compagno+figlio-del-compagno, per i media è morto un uomo, il suo amico, e il figlio dell’amico.
    Scusa, sottolineo, per i media *italiani*. Se questo succede in Germania, in Inghilterra, in Spagna, in Francia, …, è morta una famiglia, com’è ovvio che sia.
    Questo, a te, pare giusto e/o logico e/o rispettoso? Prendo dal De Mauro:
    “Discriminazione [...] 1b disparità di trattamento, spec. nei confronti di particolari gruppi etnici, sociali, politici: <<la legge non prevede discriminazioni di età, sesso, ecc.; d. etnica, politica, subire assurde discriminazioni, senza discriminazioni di nessun genere>>”.

  7. Scusate, link sbagliato nel commento precedente >_< quello giusto è http://anacrusi.splinder.com/post/18141617/…+e+figli+maschi .

  8. sam

    Rebubblica non molla e riporta la lettera di un amico italiano di Pierrick che si dice scandalizzato per il fatto che Arcigay parli di persone che non conosce. L’uomo scrive per una sorta di “dovere morale”. Ma andando avanti nel discorso dice: “No, Domenico non l’ho conosciuto”.
    Repubblica faceva meglio a scrivere una letterina falsa.

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