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Ecco chi ha ucciso Azaria trent’anni fa

Si tratta di un caso che fin dagli anni ’80 divide l’Australia: che fine ha fatto, appunto nel 1980, Azaria Chamberlain? La bambina di nove settimane era stata portata dai genitori in campeggio insieme ai suoi due fratelli presso l’Uluru, il noto Ayers Rock: durante la notte era sparita nel nulla, senza che se ne sapesse più niente. Per trent’anni, e più. Ora, però, il dipartimento di medicina legale dello stato dei Territori del Nord ritiene di avere prove sufficienti per mettere la parola fine al caso, scrive il Guardian.

 

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DECISIONE DEFINITIVA – I genitori lo hanno sempre detto, la criminologia a questo punto lo conferma: la bambina fu rapita da un dingo, il predatore australiano simile al lupo che nelle zone del nord Australia è presente in maniera più che abbondante.

Elizabeth Morris, medico legale, si sente sicura: “Sono soddisfatta nel dire che le prove sono sufficientemente adeguate, chiare, convincenti ed esatte, e che le prove escludono tutte le altre possibilità ragionevoli, e così si può concludere che quel 17 agosto del 1980, poco dopo la signora Chamberlain mise Azaria nella tenda, un dingo o più dingo entrarono nella tenda, presero la bambina e la portarono via dal luogo in cui era”, dice il medico. L’annuncio è stato dato in Tribunale e i genitori sono scoppiati a piangere: finalmente sanno la verità, e il certificato di morte della piccola è stata cambiato.

FATICOSA STORIA – I due genitori – che nel frattempo si sono separati  – commentano in lacrime: “Ora l’Australia”, dice la madre, “non potrà più dire che i dingo non sono pericolosi e attaccano se provocati. Viviamo in uno splendido paese ma queste cose sono pericolose, diremo a tutti gli australiani di stare attenti e di prendere le opportune precauzioni”. Michael Chamberlain afferma che “si può ottenere giustizia anche quando si pensa che tutto è perduto, ma la verità deve essere dalla tua parte”. La battaglia legale, dice, “è stata troppo lunga”. Non si tratta semplicemente di questioni di principio: Lindy, la madre, è stata accusata di omicidio in concorso con l’ex marito – si sostenne che aveva addirittura tagliato la gola della piccola – e si è fatta tre anni di prigione, pur essendo nuovamente incinta. Successivi ritrovamenti hanno restituito la libertà alla donna, ma solo questa sentenza ora le dà giustizia.