USA, salvate i bambini homeless
07/09/2009 - Charity è solo una di quei milioni di ragazzi americani in età scolare, catapultati nell’ emergenza nazionale dei senzatetto. Dovuta all’ aumento della disoccupazione e ai conseguenti e implacabili espropri che si stanno susseguendo dalla primavera di quest’anno. “Non posso
Charity è solo una di quei milioni di ragazzi americani in età scolare, catapultati nell’ emergenza nazionale dei senzatetto. Dovuta all’ aumento della disoccupazione e ai conseguenti e implacabili espropri che si stanno susseguendo dalla primavera di quest’anno.
“Non posso andare a dormire. Sono preoccupata per tutta questa
robaccia” . E spesso dormicchiava in classe. Nel piccolo camper che la sua famiglia ha preso in affitto per tutta l’estate, Charity Crowell 9 anni sceglie il verde e il viola per la divisa scolastica che vorrebbe indossare il primo giorno di scuola. Ha fatto una promessa, quella di recuperare tutto il tempo perso durante il cupo semestre nel quale i suoi genitori hanno perso il lavoro e l’automobile e, sfrattati, hanno cominciato a migrare tra case di amici e motel.
SALVARE L’ EDUCAZIONE – Si calcola che più di un milione di studenti, senza una casa stabile, si trovino nelle stesse difficoltà e tutti i distretti scolastici proveranno ad aiutarli, nonostante l’abbattimento dei budget perché il mandato federale è di salvare l’ educazione dei bambini la cui vita è diventata all’ improvviso insicura e tumultuosa. “ L’instabilità distrugge l’istruzione” affermano gli insegnanti e oggi, in accordo con una legge federale, il Buncombe County district, frequentato da Charity, fornisce un servizio speciale di autobus che fanno il giro fra motels, parcheggi di camping e accampamenti per aiutare questi bambini a restare nella scuola di appartenenza, nonostante i traslochi.
UN PO’ DI NUMERI - Nel frattempo, non ci sono dati nazionali disponibili. Si sa che l’ incremento di bambini di famiglie homeless è passato, in alcuni distretti, dal 75% al 100% negli ultimi due anni così come rivela Barbara Duffield, direttore del National Association for the Education of Homeless Children and Youth. “C’erano 679.000 studenti senza casa nell’ anno scolastico 2006-7. Dall’ ultima primavera il totale è passato a ben oltre il milione”. Ma è solo con la riapertura delle scuole che si potranno avere dati attendibili. In San Antonio, per esempio, il distretto ne ha calcolato mille, le prima due settimane di scuola. Il doppio rispetto all’ anno scorso.
STIMULUS GRANT – Fin dal 2001 la legge federale ha richiesto ad ogni
distretto di redigere relazioni con l’ intento di identificare e aiutare queste famiglie. Una piccola parte di essi, come Buncombe County per esempio, hanno usato i trasferimenti federali o il prorio budget per poterlo fare. Ma pure garantire il trasporto alla scuola di appartenenza è una costosissima sfida logistica per un distretto che copre 700 miglia quadrate. E mentre le leggi obiettivo sono largamente apprezzate, i soprintendenti scolastici lamentano che il Congresso ha messo a disposizione poche risorse economiche. “Le protezioni sono necessarie, ma il Congresso ha lasciato il carico dei costi sui contribuenti” – ha detto Bruce Hunter, direttore dell’ American Association of School Administrators. Emily Walter, responsabile dei ragazzi homeless nella contea Buncombe è impegnata a fornirgli tutto quello di cui possono aver bisogno. Comprese colazioni e pranzi. Ma il suo lavoro continua anche per aiutare altre famiglie che non hanno più un punto d’appoggio. “Quando la contea riceverà i due anni di stimulus grant”- afferma- “ci saranno più soldi per evitare gli sfratti e pagare le cauzioni per i nuovi affitti”. Il giorno prima che cominciasse la scuola, Ms. Walters ha guidato per 45 minuti per consegnare una calcolatrice scientifica a Cody Curry, 14 anni, che vive con mamma e papà in un camper. Charity Crowell, invece, vuole recuperare il tempo perso. Già nella seconda metà del mese la sua famiglia mangia “Beanee Weenees and noodles”.
Non era questo il sogno americano.













eh no, non era questo
“il cupo semestre nel quale i suoi genitori hanno perso il lavoro e l’automobile e, sfrattati, hanno cominciato a migrare tra case di amici e motel.”
Può davvero succedere a tutti, e fa paura.