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Così ti fregano sull’olio d’oliva

Nelle ultime ore, in varie province della Toscana, dell’Emilia Romagna e del Lazio i Carabinieri dei Nas (Nucleo anti sofisticazioni) di Firenze e della sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri di Pistoia, coadiuvati da militari dei Comandi provinciali nonche’ da personale dell’istituto ‘Controllo qualita’ repressione frodi’ del ministero delle Politiche agricole e forestali, su delega di Francesco Sottosanti, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Pistoia, hanno dato esecuzione ad altrettanti decreti di perquisizione a carico di 17 indagati e 6 attivita’ commerciali nel settore della produzione e distribuzione di olio extravergine di oliva. Agli indagati e’ stato contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio consistente nell’adulterazione e contraffazione di olio extra vergine di oliva.

LE INDAGINI – Le indagini, avviate a maggio del 2011, hanno preso spunto da un’intensa attivita’ tecnica e investigativa nel settore oleario, svolta dai militari del Nas di Firenze. In particolare, il sodalizio criminoso reperiva, anche in ambito internazionale (in Spagna e nella zona del maghreb), le materie prime per la sofisticazione degli olii (clorofilla e betacarotene) per poi cederle ad oleifici compiacenti, per la successiva adulterazione e la conseguente distribuzione ad attivita’ di ristorazione oppure al commercio tipo ‘porta a porta’, ad opera di grossisti e commercianti.

OLIO TAROCCO – Nel corso dell’operazione, denominata ‘Olio tarocco’, si e’ proceduto al sequestro amministrativo di circa 2.500 litri di olio di oliva, privi di rintracciabilita’, nonche’ al sequestro penale di Due aziende olearie e un garage in Toscana e nel Lazio, dove veniva svolta abusivamente l’attivita’ di imbottigliamento e deposito dell’olio;  5.000 litri di olio, contenuti in silos, palesemente contraffatto e dichiarato come extravergine; – Circa 73 kg di clorofilla e 4 barattoli di betacarotene sufficienti per tramutare fraudolentemente un’ingente quantita’ di olio di semi o di scarsa qualita’ in olio di altissimo pregio; atrezzature varie necessarie per l’adulterazione; numerosa documentazione, anche elettronica, utile al prosieguo delle indagini. Il valore complessivo dell’olio sequestrato ammonta ad oltre 500.000 euro. L’utilizzo della clorofilla e del betacarotene e’ fondamentale per trarre in inganno il consumatore perche’ serve a colorare del tipico verde degli olii di qualita’ grazie all’utilizzo di soli 2 centilitri per litro. L’ingente quantita’ di sostanze, se non sequestrate dal Nas di Firenze, avrebbe consentito di immettere nel circuito commerciale circa 500.000 litri di olio extravergine di oliva contraffatto.

 

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IL PREZZO CHE CROLLA – Il prezzo pagato agli agricoltori per il vero olio di oliva e’ crollato del 30 per cento anche per effetto degli inganni e delle frodi che danneggiano il settore e colpiscono produttori e consumatori. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare positivamente l’operazione dei carabinieri dei Nas che hanno scoperto un traffico di circa 500.000 litri di olio extra vergine di oliva contraffatto da parte di una l’organizzazione che reperiva anche in ambito internazionale (Spagna e Maghreb), le materie prime per la sofisticazione degli olii (clorofilla e betacarotene) per poi cederle ad oleifici compiacenti.

L’OPERAZIONE – ‘L’operazione dei Nas dei Carabinieri – ha sostenuto Marini – svela il ‘mistero’ delle tante anomalie che si trovano sul mercato dove occorre diffidare da quegli olii che sono venduti a prezzi che non riescono a coprire neanche i costi di raccolta delle olive’. Sulla lotta alle frodi e alle sofisticazioni il presidente della Coldiretti Sergio Marini, il Comandante dei NAS, Generale di Brigata Cosimo Piccinno insieme ad autorevoli esponenti istituzionali parteciperanno alla presentazione della legge salva olio Made in Italy oggi nel pomeriggio a Foggia in Puglia dove si produce la maggiore quantita’ di olio extravergine di oliva Made in Italy presso il Centro Congressi dell’Ente Fiere di Foggia , al convegno ‘Qualita’ e trasparenza nell’olio di oliva: una grande opportunita’ per l’economia del sud’.

I PREZZI – I prezzi pagati ai produttori agricoli crollano per effetto della concorrenza sleale provocata dagli inganni e contraffazioni nonostante il fatto che – ha sostenuto la Coldiretti – i consumi di extravergine delle famiglie sono aumentati del 4,2 per cento nel 2012 e la produzione nazionale si e’ ridotta addirittura del 6 per cento nell’ultima raccolta. L’arrivo di olio di oliva straniero in Italia ha raggiunto il massimo storico di 584mila tonnellate e ha superato la produzione nazionale, in calo nel 2011 a 483mila tonnellate. ll risultato del sorpasso e’ il fatto che oggi la maggioranza delle bottiglie di olio proviene da olive straniere senza che questo sia sempre chiaro ai consumatori ma – ha precisato la Coldiretti – si assiste anche ad una forte riduzione della qualita’ dell’olio in vendita, oltre che a una pericolosa proliferazione di truffe e inganni.

L’ITALIA – L’Italia e’ il primo importatore mondiale di olio che per il 74 per cento – ha continuato Coldiretti – viene dalla Spagna, il 15 per cento dalla Grecia e il 7 per cento dalla Tunisia, proprio i Paesi coinvolti dalla truffa scoperta dai Nas. E forse non e’ un caso che secondo una analisi Coldiretti/Eurispes il 19,1 per cento dell’olio extracomunitario importato in Italia nel 2010 e’ stato destinato alla provincia di Lucca.

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