Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
pubblicato il 4 settembre 2009 alle 08:30 dallo stesso autore - torna alla home

Il governatore della Puglia se la prende alla Berlusconi con  i giudici, e anche con i dalemiani che ne chiedono le dimissioni. Ma le responsabilità emerse nelle inchieste di Bari sono soprattutto del Partito Democratico

nichivendola 210x300 Vendola, le prostitute disoccupate e i cattivi maestri del PD Il Riformista fa un’operazione di cecchinaggio politico come quella di Feltri“. E’ un caso escort-Boffo in sedicesimo, quello che coinvolge Nichi Vendola e il Riformista, a proposito del ramo “cadetto” – mediaticamente, non penalmente, anche se si tende a pensarla così – dell’inchiesta di Bari che coinvolge Gianpaolo Tarantini, quello che è accusato, tra l’altro, anche di aver fornito prostitute a un sacco di gente, compreso il presidente del Consiglio.

CHE SUCCEDE? – Prima di tutto, il riassunto delle puntate precedenti: due ex assessori della giunta Vendola, fra i quattro (più uno) che al tempo Nichi dimissionò tramite rimpasto, sono stati intercettati mentre contrattavano e acquisivano prestazioni sessuali da parte di escort, ma anche di signore o signorine disoccupate che speravano, andando a letto con il potente di turno, di trovare un’occupazione stabile. I sostituiti da Vendola, tra cui i cronisti di giudiziaria giocano agli indovinelli per capire chi sono i coinvolti, hanno il nome di Mimmo Lomelo (Verdi), Massimo Ostillio (ex Udeur), Enzo Russo (Pd) e Marco Barbieri. In tutto questo, Vendola teoricamente poco c’entrerebbe: ha cacciato i mercanti dal Tempio, si è mondato, è tornato duro e puro. Ma forse proprio per questo il governatore della Puglia ritiene invece di dover scrivere una lettera al magistrato inquirente che sa tanto di intimidazione. Vendola scrive al pm Desiree Digeronimo accusandola di cinque anomalie: “La prima anomalia e’ che lei non abbia sentito il dovere di astenersi, per la ovvia e nota considerazione che la sua rete di amici e parenti le impedisce di svolgere con obiettivita’ questa specifica inchiesta. La seconda anomalia riguarda l’aver trattenuto sotto la competenza della Procura Antimafia una mole di carte che hanno attinenza con eventuali profili di illiceita’ nella Pubblica Amministrazione. La terza riguarda l’acquisizione di atti che costituiscono il processo di gestazione di alcune leggi, come se le leggi fossero sindacabili dall’autorita’ inquirente. La quarta riguarda la incredibile e permanente spettacolarizzazione dell’inchiesta: che si svolge, in ogni suo momento, a microfoni aperti e sotto i riflettori. Cosi’ per la mia convocazione in Procura. Cosi’ per l’inaudita acquisizione dei bilanci di alcuni partiti e addirittura di alcune liste elettorali“.

REAZIONI OVVIE – Il magistrato chiede subito, e giustamente, la tutela al Csm: quanto fondate fossero le rimostranze di Vendola, di sicuro ci sono sedi molto più appropriate della stampa per far valere le proprie ragioni; se il governatore non ci va, significa che non crede siano tanto fondate nemmeno lui. A parte questo, ovviamente il centrodestra regionale si schiera dalla parte del magistrato, mentre qualche giornale giustamente ironizza sulla sinistra che non va a letto con le puttane, ‘ché quella è cosa da gente cattiva. Va con le madri di famiglia, cosa molto più morale. A sopresa, però, si schiera dalla parte dell’inchiesta anche il Riformista, e Vendola ne è tanto sicuro da affidare a qualcuno le proprie confidenze: il quotidiano degli Angelucci diretto dall’ex senatore Antonio Polito lo fa perché c’è un complotto di Massimo D’Alema contro di lui. Il Riformista rincara la dose: in un articolo intitolato “Che sVendola” sostiene che la ricandidatura alla presidenza della Regione è ora a rischio: “L’avventura iniziata cinque anni fa sta volgendo al termine nel peggiore dei modi. Qui si parla di madri di famiglia, disoccupate, aspiranti professioniste. In fila a Palazzo per ottenere un lavoro pagandolo in natura. Una barbarie che, se confermata, aprirebbe squarci da ottocento dickensiano, da cupo neorealismo postbellico. O peggio, da signoraggio feudale“. E se il centrosinistra si allea con l’Udc facendogli esprimere il candidato, per l’ex Zapatero del tacco d’Italia potrebbe anche essere finita la festa, conclude il quotidiano.20090730 alberto tedesco  Vendola, le prostitute disoccupate e i cattivi maestri del PD

LO SVENTURATO RISPOSE – Vendola è tanto arrabbiato da rispondere: “Ci sono puttanieri in politica? Si facciano i nomi a destra e a sinistra, io quello che dovevo fare l’ho fatto mesi fa ed è paradossale che si possa danzare intorno a me che sotto questo aspetto sono inattaccabile. Sono addirittura fedele e monogamo“. Peccato che il problema non sia soltanto sessuale, e il governatore lo sappia benissimo: ci sarebbe anche la questioncella dell’ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco (Pd), che è tutt’ora coinvolto in una inchiesta piuttosto pesante su appalti e spartizioni, corredata dalle classiche intercettazioni scomode: “”La Asl deve essere pronta ai nostri desideri e voleri, piaccia o non piaccia”, si diceva in quelle telefonate. Ed era proprio l’ex governatore a dichiarare nell’ottobre 2007 durante un consiglio regionale convocato su richiesta del centrodestra sul tema del conflitto di interessi dell’ex assessore alla Sanità Tedesco, di essere orgoglioso della scelta di Tedesco come assessore. E infatti di andarsene glielo chiede anche l‘Italia dei Valori: “Mi chiedo - dice Pierfelice Zazzera del partito di Di Pietrodov’era Vendola mentre gli assessori, dietro la porta del suo ufficio di presidenza, combinavano affari nella sanità e nel settore dei rifiuti e promettevano posti di lavoro in cambio di favori sessuali? In questo momento dubito fortemente che l’attuale presidente possa aspirare ad una ricandidatura, anzi, auspicherei che egli compia un atto di responsabilità istituzionale, facendo un passo indietro e consentendo al centrosinistra pugliese di voltare pagina, indicando un candidato presidente libero dalle inchieste in corso ed espressione di un ricambio generazionale“.

LE CATTIVE COMPAGNIE – Insomma, che i dalemiani del Riformista, magari convinti della necessità di mostrarsi più realisti del re, siano in guerra contro Vendola è un fatto incontrovertibile. Che però ci siano altri, Idv e opposizione in testa, pronti a fargli la pelle, è però un altro fatto che il governatore farebbe bene a non dimenticare. Quello che però è più strano, è che Vendola sia nei guai per colpe che, penalmente parlando, non appartengono a uomini del suo partito. O meglio: anche se questo non si può ancora scrivere, si può tranquillamente affermare che finora, di personaggi coinvolti in inchieste ce n’è sicuramente uno del PD (Tedesco), mentre gli altri due verranno fuori dalla rosa dei quattro dimissionati a luglio insieme a Sandro Frisullo, anch’egli appartente ai democratici. Così come nell’inchiesta con quindici indagati per associazione per delinquere finalizzata alla concussione, alla corruzione, al falso e alla truffa sono coinvolti tutti i partiti che appoggiano il governatore, ma a fare la parte del leone sono sempre i democratici. Insomma, il Pd, o una parte di esso, vuole cacciare Vendola per una questione morale mentre ha personaggi di primo piano indagati penalmente nell’ambito dell’inchiesta in cui le stesse questioni morali sono state sollevate. Forse è vero che il sogno vendoliano sta pesantemente traballando in Puglia. Ma è altrettanto vero che, se traballa, è per colpa delle gambe su cui quel sogno si è appoggiato.

9 commentistampa - fallo leggere