Forse è un caso, forse no che il ritiro arrivi proprio quando Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione di Intesa San Paolo, ha rilasciato – per la prima volta da febbraio – una dichiarazione in cui manifestava apertura nei confronti del vettore di bandiera: “Se l’operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme“. L’aggettivo “internazionale” poteva significare che finalmente a Ca’ de’ Sass si erano decisi a trattare proprio con Spinetta? Oppure si parlava di Aeroflot, il concorrente russo (che quest’anno sul mercato ha perso il 40% del valore della sua capitalizzazione)? O ancora Lufthansa? Massimo Mucchetti, come sempre, sul Corriere si pone delle domande intelligenti: ” il patriottismo economico continuerà a ispirare il nuovo governo nei rapporti con le imprese o verrà dismesso una volta esaurita la sua funzione elettorale? [...] posto che la classe politica, di governo e d’opposizione, sia in prevalenza patriottica, tutto si ridurrà alla difesa degli assetti azionari di alcune imprese o si arriverà a una politica industriale che, in mancanza di iniziative private spontanee, crei la convenienza a investire nella modernizzazione del Paese?”. Dopo le dichiarazioni di Tremonti – alcune sicuramente giuste e ragionevoli, come il discorso sul ruolo delle banche centrali nella crisi dei mutui – staremo a vedere i fatti concreti.
Il totoministri odierno è più appassionante del solito. Secondo Il Giornale, Calderoli è in forse come vicepremier, mentre per Sacconi ci potrebbe essere il welfare. Renato Schifani avrà il coronamento di tre legislature spese a dar battaglia in parlamento: sarà presidente del Senato; per Formigoni sembra ci sia qualche intoppo, e Berlusconi gli avrebbe prospettato altri due anni in Regione prima di spiccare il salto verso il governo nazionale, così come per Galan e Roberto Maroni, per il quale si allontana il Viminale. Luca Zaia è l’unico candidato, ad oggi, per le politiche agricole, così come Marcello Pera sembra tornato in auge: potrebbe essere l’erede di Mastella alla Giustizia. Ferdinando Aiuti e Francesco Cognetti sono in corsa per la Sanità. Confermati Mara Carfagna alla Famiglia e Claudio Scajola alle Attività Produttive. E l’accostamento non può non essere significativo.
Ultime segnalazioni: la “rassegna epistemica” torna sull’Iraq e sulla politica internazionale americana.
Un muratore umbro (Mario Ferretti), intanto, ha vinto il Grande Fratello. Ecco cosa intendevano i padri costituenti, quando avevano scritto che la sovranità appartiene al popolo, il quale però la esercità nelle forme garantite dalla Costituzione.
(il capolavoro qui a fianco è di Diderot. Ma è inutile dirlo)




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