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Internidi Teresa Scherillo (makia)
pubblicato il 3 settembre 2009 alle 17:50 dallo stesso autore - torna alla home

Per fortuna dicembre è lontano, ma siamo sicuri che la situazione sia sotto controllo così come si affannano a ripetere da giorni ?

Il picco dell’influenza sara’ raggiunto solo in dicembre. Abbiamo, dunque, capt photo 1241489034431 1 0 Influenza A, unemergenza senza frettapiu’ tempo per le vaccinazioni“. Cosi’ il viceministro Ferruccio Fazio nelle interviste che si stanno susseguendo nelle ultime ore. “E’ naturalmente una cosa positiva e significa anche che l’epidemia – ha continuato Fazio – si e’ sviluppata in modo piu’ lento del previsto, anche se cio’ non significa automaticamente che adesso nella stagione invernale non vada ad accelerarsi. Questo nelle simulazioni era stato previsto, ma sono solo simulazioni teoriche su dati reali, peraltro basati su modelli matematici forniti da enti americani“.

TUTTI A SCUOLA - Il viceministro alla Sanita’ rassicura anche sulla situazione nelle scuole: “Nei piani pandemici la ritardata apertura o chiusura delle scuole sono regolarmente considerate. Prima dell’estate, era possibile considerare anche l’ipotesi della ritardata apertura, adesso - sottolinea Fazio – visto il rallentamento dell’epidemia, non e’ piu’ giustificabile. Quello che possiamo considerare sono chiusure mirate, gia’ avvenute a Roma per esempio prima dell’estate. Le eventuali chiusure e’ bene che avvengano in modo regolamentato e controllato e, pertanto, abbiamo aperto un tavolo con il ministero dell’Istruzione proprio per definire in quali casi debbano avvenire, tenendo conto anche delle esperienze e delle decisioni prese all’estero: per esempio, in Francia la decisione e’ quella di procedere se ci sono 3 o piu’ casi contemporaneamente e credo che anche noi non andremo sotto questi numeri. In America, invece, si fanno chiusure mirate solo se ci sono numeri massicci di persone. La chiusura mirata ovviamente prevede che sia temporanea, magari la chiusura di una sola classe. Si deve pensare, poi, a proseguire l’educazione a casa o a ridistribuire gli studenti, in ogni caso cercheremo delle formule che creino meno problemi possibile“. Anche se su questo argomento i pediatri restano fermi nelle loro posizioni, come ha ribadito a Ferruccio Fazio, Giuseppe Mele, presidente della Federazione medici pediatri: “Resto favorevole alla chiusura delle scuole”.

DON’T PANIC! - Fazio conclude che, nonostante l’influenza “A” sia mexico Influenza A, unemergenza senza frettaaggressiva nell’espansione, rimane pur sempre un’influenza: “E’ corretto dire che c’e’ soltanto una piccolissima percentuale di casi di giovani che possono sviluppare delle forme gravi, pur non essendo soggetti a rischio. E’ il caso del giovane che si trova adesso ricoverato a Monza, ma, ripeto, la percentuale e’ cosi’ bassa da non giustificare alcun allarmismo“. Eppure ieri alla notizia dell’ aggravarsi delle condizioni di un cinquantunenne ricoverato all’ Ospedale Cotugno di Napoli, il panico si è diffuso eccome, tanto che alcune agenzie di stampa avevano riportato addirittura la notizia del primo decesso per H1N1 in Italia. Nella realtà, le condizioni dell’uomo rimangono molto serie e sono dovute anche ad un quadro clinico severo che il paziente presentava prima di contrarre il virus. C’è da aggiungere però che, oltre ai tre pazienti con contagio accertato, al Cotugno di Napoli sono state ricoverate oggi altre sei persone. Dai primi accertamenti e’ risultata positiva al virus una donna di 37 anni, della provincia di Napoli. Per tutti gli altri le analisi sono ancora in fase di valutazione da parte dei sanitari, ma questo la dice lunga sulle preoccupazioni dei cittadini che ai primi sintomi influenzali corrono al nosocomio napoletano.

GLI OSPEDALI IN DIFFICOLTA’ - Evitare di sovraffollare pronto soccorso ed ospedali. Questo l’obiettivo del dossier che la Società italiana di medicina generale ha presentato durante l’incontro al ministero per programmare un piano d’intervento contro l’influenza A. “Quando si accusano i sintomi per prima cosa bisogna telefonare al proprio medico sarà lui, tramite una rete di cooperazione tra il ministero della Salute e l’autorità sanitaria generale a fornire mascherine e guanti e quanto necessario per curarsi”. Ma gli ospedali sono già in difficoltà: scarseggia lo sciroppo antivirale per i bambini colpiti dalla nuova influenza. A lanciare l’allarme è Camilla Ajassa, pediatra del dipartimento di Malattie infettive e tropicali del Policlinico Umberto I di Roma che già era balzato agli onori della cronaca su Giornalettismo che precisa: “Non è problema ristretto al Policlinico ma, secondo me, nazionale. È necessario – spiega Ajassa – che le industrie si facciano carico di questa situazione”.

MERRY CHRISTMAS - Se è vero che a Natale si raggiungerà il picco dei casi di contagio, è anche vero che per metà novembre dovrebbero essere disponibili 48milioni di dosi di vaccino. Temono la pandemia i dipendenti pubblici, come spiega il segretario generale della Fp-Cgil, Carlo PoddaSecondo le previoni oltre un milione di lavoratori della pubblica amministrazione potrebbe ammalarsi e quindi subire una decurtazione dello stipendio”. Ma è molto probabile che non tutte le categorie 6a00d8341c630a53ef0120a5431599970b 320wi Influenza A, unemergenza senza frettaconsiderate a rischio contagio accetteranno di farsi vaccinare. Secondo un’indagine condotta nel Regno Unito infatti, che registra a partire da aprile già 66 morti, comprese due donne in gravidanza, quasi la metà (48%) delle future mamme britanniche non si sottoporrà al vaccino contro la nuova influenza. Piuttosto che poco preoccupate dal possibile contagio e dai problemi che ne deriverebbero, le donne in dolce attesa sembrano guardare con ansia i rischi che il feto potrebbe correre con l’immunizzazione. Ecco perchè, secondo un’indagine condotta dal sito ‘Mumsnet’ su 1.458 persone, incluse 562 donne in gravidanza, solo il 6% assicura che si sottoporrà alla vaccinazione, mentre il 22% è ancora dubbioso. Le donne in stato interessante sono fra i gruppi a rischio per l’alta probabilità di complicanze legate all’infezione da A/H1N1. Ma non è solo questa categoria a guardare con sospetto il vaccino contro la nuova influenza, che sarà disponibile per l’uso a ottobre: anche il 46% delle mamme con un bambino di età inferiore ai cinque anni afferma che probabilmente o sicuramente non porterà il piccolo dal pediatra per l’iniezione. Solo il 5% giura che lo farà, mentre il 22% è ancora indeciso. Nel frattempo se siete provvisti di un tecnologico I-Phone, iTunes ha giusto l’ applicazione che fa per voi : “Outbreaks Near Me.” Sviluppata da specialisti IT del Children’s Hospital Boston e dal MIT Media Lab. l’ applicazione gratuita permette agli utenti di tracciare il report outbreaks del virus in tempo reale, e di essere allertati quando si è in prossimità di una zona a rischio contagio.

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